skin track
Business

Shein multata per oltre 22 milioni di euro in Francia per violazioni su trasparenza e diritti dei consumatori

La Dgccrf ha inflitto al colosso cinese dell’ultra fast fashion due sanzioni al termine di un’indagine su operatori extraeuropei, dalla quale sono emerse carenze nelle informazioni ambientali, criticità nella tracciabilità dei prodotti e irregolarità nelle procedure di vendita online. Il totale delle ammende accumulate oltralpe dal gruppo supera così quota 210 milioni 

di Eleonora Agus
Leggi dopo
tempo di lettura

Shein torna ancora una volta nel mirino delle autorità francesi. La Dgccrf-Direction générale de la concurrence, de la consommation et de la répression des fraudes ha inflitto due nuove sanzioni al colosso cinese dell’ultra fast fashion per carenze nelle informazioni ambientali, nella tracciabilità dei prodotti e nelle procedure di vendita online, per un valore complessivo superiore a 22 milioni di euro. Le multe sono il risultato di un’ampia indagine condotta su diverse piattaforme di e-commerce, in particolare operatori extraeuropei, e contribuiscono ad aumentare il conto delle sanzioni inflitte negli ultimi anni al gigante asiatico, che in Francia supera ormai i 210 milioni di euro di vendite. Già a luglio, infatti, Shein era stato multato dalla Dgccrf per pratiche commerciali ingannevoli.

La prima sanzione, pari a 5,77 milioni di euro, riguarda Isel-Infinite styles ecommerce limited, la società che commercializza abbigliamento e accessori con il marchio Shein. Secondo la Dgccrf, l’azienda non avrebbe rispettato correttamente il diritto di recesso di 14 giorni previsto dalla normativa europea per alcuni prodotti acquistati online. L’autorità contesta inoltre l’assenza di informazioni obbligatorie sulla tracciabilità dei capi, come i Paesi in cui sono state effettuate le operazioni di tessitura, tintura e confezione.

Tra le criticità evidenziate figura anche la mancata indicazione della presenza di microplastiche nei tessuti sintetici, in particolare nel poliestere, materiale sotto crescente osservazione per il suo impatto ambientale legato al rilascio di particelle durante i lavaggi. Dal canto suo, Shein ha respinto parte delle accuse, sostenendo che l’autorità francese avrebbe confuso il diritto legale di recesso con una politica commerciale di reso più favorevole ai clienti. L’azienda ha inoltre attribuito la temporanea assenza di alcune informazioni ambientali a un problema tecnico.

Una seconda sanzione, ben più consistente e pari a 16,73 milioni di euro, è stata invece inflitta a Issl-Infinite styles services limited, la società responsabile della gestione del marketplace del gruppo, che ospita sia prodotti Shein sia articoli venduti da partner terzi. La Dgccrf ha rilevato diverse violazioni delle norme a tutela dei consumatori. Tra queste, la mancata indicazione del prezzo unitario dei prodotti nella conferma d’ordine, l’assenza di informazioni sui tempi di consegna e la carenza di dati identificativi relativi ai venditori partner. Secondo la normativa, tali informazioni devono essere fornite su un supporto durevole affinché possano essere conservate dal cliente. Anche in questo caso Shein ha contestato le conclusioni dell’indagine, sostenendo che le informazioni richieste risultano accessibili attraverso l’account personale degli utenti.

La società ha definito le sanzioni «manifestamente sproporzionate e discriminatorie», mentre il ministro francese del commercio, Serge Papin, ha parlato apertamente di «concorrenza sleale», riaccendendo il dibattito europeo sulle pratiche commerciali dei player dell’ultra fast fashion e sulla necessità di regole più stringenti in materia di trasparenza, sostenibilità e tutela dei consumatori. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 03/06/2026 12:47
Ultimo aggiornamento: 03/06/2026 15:21
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Homepage MF Fashion

La newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo della moda e del lusso