BusinessDolce&Gabbana, banche rinunciano al recupero del debito: nuova perdita operativa e leva in aumento
Il gruppo milanese chiude l’esercizio al 31 marzo con ricavi a 1,86 miliardi di euro (-2%) e un rosso operativo superiore ai 100 milioni. L’intesa con gli istituti finanziatori concede tempo fino al 2028 per rafforzare la liquidità
Dolce&Gabbana chiude l’esercizio al 31 marzo con ricavi in calo e una nuova perdita operativa, mentre l’indebitamento finanziario netto cresce e porta il gruppo a violare alcuni covenant previsti dai contratti di finanziamento. La maison milanese del lusso fondata da Domenico Dolce e Stefano Gabbana ha quindi raggiunto un accordo con il pool di banche creditrici per ottenere una rinuncia alle misure correttive legate alla violazione dei parametri finanziari e rafforzare la propria posizione di liquidità. Lo riferisce Reuters.
Nell’esercizio chiuso al 31 marzo, secondo i documenti visionati, i ricavi del gruppo sono scesi del 2% a 1,86 miliardi di euro. A sostenere il risultato ha contribuito la crescita del business beauty, che ha compensato solo in parte la performance più debole del core business moda. Sul fronte della redditività, Dolce&Gabbana ha registrato una perdita operativa superiore ai 100 milioni di euro. Parallelamente, il debito finanziario netto è aumentato a 464,5 milioni dai 379,6 milioni dell’esercizio precedente. L’incremento dell’indebitamento ha determinato il mancato rispetto di alcuni dei covenant finanziari previsti dai finanziamenti bancari.
Alla luce della situazione, il gruppo ha raggiunto un nuovo accordo con il consorzio degli istituti finanziatori. Le banche hanno rinunciato alle misure correttive connesse alle violazioni dei covenant e hanno sospeso la verifica del rispetto dei parametri finanziari fino al 31 marzo 2028. L’intesa prevede tuttavia precisi impegni per il gruppo, che dovrà completare alcune «operazioni di finanziamento straordinarie» finalizzate a rafforzare la liquidità e a riportare il rapporto tra debito netto ed ebitda al di sotto di 3 volte entro marzo 2028.
L’accordo con le banche arriva dunque in una fase delicata per il gruppo, alle prese con la debolezza del comparto moda e con la necessità di riequilibrare la struttura finanziaria. La crescita del beauty rappresenta uno dei principali elementi di tenuta del business, ma non è stata sufficiente a impedire il calo dei ricavi e il ritorno in perdita operativa. Contattato da MFF, Dolce&Gabbana non ha rilasciato commenti. (riproduzione riservata)
- Genera un report programmato sugli sviluppi del settore lusso, in particolare sul comparto moda.
- Esistono altri casi recenti di aziende del settore moda che hanno ristrutturato il proprio debito?
- Quali sono le implicazioni di una violazione dei covenant bancari per le aziende?