BusinessRG showroom cresce e progetta una fusione
Il gruppo guidato da Riccardo Grassi è in trattativa per potenziare il business negli ambiti Ai e comunicazione. E introduce sei nuovi brand nel portafoglio
Lo showroom House of RG è pronto ad aprire una nuova fase di crescita, potenziando il modello di business con investimenti nell’Ai, continuando in parallelo l’attività di scouting internazionale volta ad ampliare il portafoglio dei brand clienti. Con una operazione di fusione aperta sul tavolo e sei nuovi ingressi di label per l’anno in corso, il fondatore e titolare Riccardo Grassi ha spiegato a MFF il momento roseo del gruppo meneghino.
Come sta crescendo lo showroom, oggi House of RG?
È un hub creativo in continua evoluzione e continua a consolidare il proprio ruolo come punto di riferimento nel panorama della moda contemporanea. I 4 mila metri quadrati della sede milanese di via Piranesi sono diventati ancora più funzionali, per rispondere a un concept di showroom allargato. House of RG si anima durante tutto l’anno ospitando shooting, eventi esclusivi, presentazioni di collezioni, mostre e iniziative commerciali, confermandosi come una piattaforma multifunzionale al servizio dei brand.
Avete delle operation aperte sul tavolo con potenziali investitori?
Sono attualmente in corso importanti valutazioni per accompagnare la prossima fase di crescita. Dopo aver ricevuto numerose manifestazioni di interesse e aver declinato diverse proposte provenienti da fondi d’investimento, l’azienda sta esaminando una possibile operazione di fusione orientata all'evoluzione del proprio modello di business. Un progetto che potrebbe rappresentare un significativo passo avanti soprattutto negli ambiti della comunicazione e dell’intelligenza artificiale. Le trattative sono ancora in una fase preliminare, ma delineano prospettive interessanti per il futuro.
Mi può citare alcuni dei vostri brand clienti consolidati?
Nel corso degli anni House of RG ha costruito un portfolio di marchi di grande prestigio, tra cui spiccano Giuseppe di Morabito, The Andamane, Cuba lab (progetto etico di borse supportato dal gruppo Tod’s, ndr) che con questa quarta stagione diventa una vera e propria collezione, Gongdid design, Chiara is, specializzato in scialli, il leisurewear di lusso di F.R.S., brand creato da Francesca Ruffini.
Ci sono delle new entry per il 2026?
Ci stiamo sbilanciando quasi completamente verso il womenswear, credo che la donna in questo momento storico possa dire molte cose. Nell’ultimo anno si sono aggiunti Farm Rio dal Brasile e il francese Perfect moment con il suo skiwear a stampe e colori, sono realtà che stanno contribuendo a rafforzare ulteriormente il posizionamento dello showroom sul mercato internazionale. Per il 2026 abbiamo poi sei new entry, Cord studio dall’India, Juan de Dios dalla Colombia, Amen e Lavi, mentre a settembre ci saranno altre due novità, per ora ancora top secret. Una di queste collaborazioni coinvolgerà un talento emergente milanese dal grande potenziale, confermando la nostra volontà di investire nella ricerca e valorizzazione di nuove eccellenze.
Cosa pensa del sistema moda oggi e della formazione?
Credo nel fare sistema e anche nella formazione. Oggi ognuno sta facendo il proprio lavoro che sta dando un nuovo impulso al settore. Pitti uomo e Cnmi-Camera nazionale della moda italiana assieme al suo Fashion trust, rappresentano tre cardini di qualità nel fashion system. Il tutto è legato alle nostre scuole italiane che stanno formando giovani talentuosi.
Che tipo di strategia deve adottare un’azienda per avere successo?
Le collezioni che hanno un potenziale enorme di venduto oggi devono rispondere a una qualità con un punto prezzo ottimo e a una vestibilità perfetta. Un brand deve sapere che fuori c’è una specie di guerra dell’innovazione creativa per stile e commerciale. Ci vuole un buon prezzo ma con un’idea. Le persone hanno voglia di acquistare, chi va da Zara compra anche vintage e le griffe di lusso, ma vanno incuriosite per farle entrare nei negozi.
Come si stanno muovendo i mercati?
Il Middle East si riprenderà, la Russia non sta andando male. L’Europa va bene, così come il Giappone e l’America dei grandi negozi indipendenti, cosa che non posso dire per i suoi department store. L’Australia rimane molto dinamica e si sta affacciando il Sud America. In Italia i super resort e le zone mare esclusive sono un vero e proprio trend. I big spender cercano sicurezza, benessere, vogliono fare shopping anche nelle boutique dentro gli hotel. (riproduzione riservata)
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