BusinessMargiela a Pitti uomo con MM6 cita Miles Davis
«Tre scatti del grande musicista sono nel nostro moodbooard», spiega in esclusiva a MFF il design team della maison controllata da Otb di Renzo Rosso. Che ha lanciato il suo menswear tre anni fa e il 15 sfila in una serra. «Vent’anni fa tenemmo a Pitti uno show total white. Questa collezione esplorerà il rapporto tra i colori, la luce e il nero»

«Domani sera sfileremo in una serra (il Tepidarium del Roster, costruito a fine 800 per l’orticultura da esposizione, ndr). Un luogo luminoso e bianco durante il giorno che con il buio prende un aspetto molto diverso». Inizia così l’intervista esclusiva che il team creativo di MM6 Maison Margiela rilascia a MFF per anticipare il mood della sfilata inaugurale di Pitti immagine uomo 107. Un team che non parla (quasi) mai e mantiene anche questa volta l’anonimato, nella tradizione avviata dal founder Martin Margiela (nato a Genk in Belgio nel 1957), che anche quando dal 1997 disegnò per Hermès non si fece mai ritrarre. Lo show di domani sera sarà un contraltare a quello tenuto dalla maison a Firenze nel gennaio 2006, prima che fosse acquisita da Otb di Renzo Rosso. Avrà caratteristiche tra performance artistica e un défilé tradizionale, con qualche uscita femminile. «Abbiamo lanciato il menswear nei primi mesi del 2021. Essere sotto i riflettori questa sera ci fa piacere ma ci mette anche un po’ di ansia da prestazione», confessa il team creativo dal suo studio di Parigi.

Che tipo di evento presenterete questa sera?
Sarà una sfilata con alcuni momenti statici. Come dei focus su alcuni look. Ci sarà un gioco speciale sull’illuminazione realizzata con luci di colore blu, rosso e verde, che sovrapposte danno una luce bianca. In alcuni momenti, una sola luce colorata investirà gli abiti, dando effetti inattesi sui look.
Quali sono le reference per lo show?
Il tema delle luci viene dal lavoro dell’artista Charles Atlas, che ha esplorato il light design e la danza (nato nel 1949, collaborò con il grande coreografo Merce Cunningham, ndr). Tuttavia, come sempre per Margiela, si tratta di riferimenti non letterali.
E c’è qualche icona maschile a cui avete fatto riferimento?
Il grande musicista Miles Davis. Alcuni scatti in particolare sono nel nostro moodboard. La custodia total black della sua tromba e un suo ritratto di fronte al proprio guardaroba. Con pile di look studiatissimi e molto meditati. Anche in questo caso nulla di letterale.
E venendo alla collezione per l’inverno prossimo?
Partirei dal colore. Sfilando in una serra di metallo bianco, molto pulita, volevamo esaltare il contrasto con la sfilata che il nostro founder tenne a Pitti nel gennaio del 2006. Allora tutto era bianco, adesso ci siamo concentrati su sovrapposizioni di colori che generano il nero. Ci piace sempre riflettere sulla percezione e il significato che si attribuisce alle immagini.
Tornando alla location, una serra, c’è un significato speciale che volete veicolare?
Per prima cosa, tutti conosciamo i magnifici palazzi di Firenze. Volevamo avere un luogo che fosse più nostro. Ma, soprattutto, volevamo esplorare il rapporto tra esterno e interno. Tra luce e buio. Tra bianco e nero. Anche la colonna sonora sarà evocativa. Un lavoro pensato dal compositore con cui collaboriamo solitamente, che incorpora suoni di strada come i rumori dei camion o l’ambiente di contesto.
Quali silhouette e outfit privilegiate?
Lavoriamo alla collezione da settembre. Abbiamo rivisitato ancora una volta i classici del guardaroba maschile. C’è per esempio un cappotto business con dettagli di nastro adesivo che vi abbiamo anticipato dai nostri primi fitting (vedere foto in cover) e si trasforma in un donkey coat. Una parte importante la gioca il knitwear. E tra i capospalla non manca il peacoat.
Nel look che avete anticipato a MFF in un artwork speciale, il modello ha gli occhi coperti. Sarà uno styling dello show?
Abbiamo lavorato a degli occhiali che speriamo siano pronti in tempo. L’idea era di coprire gli occhi come con una maschera. Un altro aspetto della nostra riflessione.
Ci saranno uscite donna?
Qualche look sarà indossato da donne, ma l’attitude è maschile. Con la collezione women saremo a Milano moda donna di febbraio.
Essere lo show che apre il calendario maschile del 2025 da Firenze vuole veicolare un messaggio?
Con MM6 abbiamo lanciato il menswear tre anni fa. Il debutto è stato un momento felice, purtroppo rattristato dall’invasione dell’Ucraina. Essere a Firenze ci riempie di orgoglio. Ma ovviamente ci espone al giudizio del who’s who della fashion industry.
Perché Pitti?
L’obiettivo è trasmettere lo stile e lo spirito di MM6, attraverso un progetto menswear concepito specificamente per Firenze. Dopo quasi 20 anni, siamo entusiasti all’idea di riportare Maison Margiela sulla scena di Pitti, presentando un guardaroba maschile contemporaneo capace di riecheggiare l’attitudine, i concetti e i processi creativi di MM6.
Emozionati?
Abbiamo un po’ di ansia da prestazione. Staremo meglio dopo la sfilata (ridono). (riproduzione riservata)