BusinessLuca de Meo: «Poste le basi per la rinascita di Gucci»
La priorità del ceo di Kering, dopo la riduzione del debito, rimane la ripartenza della doppia G. Nei piani anche l’espansione in mercati emergenti come India e Africa. «Più che sull’hospitality, preferisco focalizzarmi su segmenti come wellness e longevity in partnership con L’Oréal», ha risposto a un azionista durante l’assemblea generale tenutasi a Parigi

I mercati emergenti, i cosiddetti 6-pack, ovvero Messico, Brasile, Africa, Medio Oriente, India e Sud-est asiatico. La Cina. Ma anche le opportunità esplorabili in ambito longevity e wellness con L’Oréal. Sono questi i punti strategici per la crescita a medio-lungo termine su cui si è focalizzato il ceo Luca de Meo durante il suo intervento all’Assemblea generale 2026 di Kering. L’annuale assemblea degli azionisti del gigante francese del lusso si è tenuta giovedì pomeriggio nella sede del gruppo a Parigi, a poco più di un mese dal Capital markets day a Firenze in cui il top manager ha presentato il suo piano strategico ReconKering.
«La priorità, come annunciato al momento del mio arrivo in azienda, era la riduzione del debito, che nel 2024 aveva raggiunto 10,5 miliardi di euro», ha ricordato de Meo. «Nel 2025 è stato ridotto significativamente di 2,5 miliardi di euro a circa 8 miliardi». Un obiettivo raggiunto grazie a una serie di mosse strategiche messe in atto dal ceo. Dalla cessione della divisione Kering beauté per 4 miliardi di euro al colosso L’Oréal alla vendita parziale di alcuni asset immobiliari di prestigio. Inoltre, il manager ha posticipato di due anni l’acquisizione della maison Valentino concordata nell’estate del 2023.
«Inoltre, in questi nove mesi ci siamo concentrati sulla razionalizzazione, riorganizzazione e riposizionamento dei nostri marchi. Abbiamo creato le condizioni per la rinascita di Gucci», ha affermato de Meo, che a Firenze ha svelato il suo piano strategico a medio termine per la griffe di punta del gruppo, che rappresenta circa il 40% del fatturato complessivo di Kering e negli ultimi anni è passato da 10,5 miliardi di ricavi nel 2022 ai 6 miliardi dell’ultimo esercizio. Come già indicato al mercato durante l’appuntamento fiorentino, la soluzione consisterà in particolare nella riduzione del numero di boutique e in una maggiore attenzione alla qualità del prodotto.
«La Cina rimane un mercato chiave, ma sta entrando in una fase più selettiva. Qui dovremo puntare sulla qualità, aumentando la desiderabilità delle nostre maison attraverso un incremento dei budget di marketing e chiudendo alcuni negozi», ha spiegato agli azionisti. «Nei mercati emergenti, che noi definiamo 6-pack, ci sono delle dinamiche favorevoli, ma si tratta di aree in cui dobbiamo svilupparci in modo strutturato». Rispondendo alla domanda di un investitore, sia de Meo che il direttore operativo Jean-Marc Duplaix hanno sottolineato le potenzialità a lungo termine in particolare del mercato africano, in particolare per quanto riguarda la Nigeria, che è al centro dei piani anche del competitor Lvmh per quanto riguarda l’espansione del segmento Wines & spirits, e dell’India.

«Se devo dare delle priorità a quelli che non sono i nostri business di punta, preferisco concentrarmi sul wellness e sulla longevity, ambiti che come annunciato intendiamo iniziare a esplorare attraverso la partnership con L’Oréal», ha poi aggiunto il ceo de Meo, che proprio nei giorni scorsi ha siglato un accordo che dal 2027 renderà Gucci title sponsor del team Alpine Formula 1. Più cautela sulle iniziative legate all’hospitality. «Questo segmento ora è molto di tendenza nella moda, ma si tratta di un business molto diverso e non per forza può essere profittevole. Comunque potrebbe essere una possibilità», ha replicato a un azionista che ha domandato se l’ingresso nel board di Laurent Kleitman, ceo del gruppo Mandarin Oriental, potesse fare da trampolino di lancio per futuri progetti nell’ospitalità.
La nomina di Kleitman, assieme a quella dell’ex dirigente di Chanel Marie-Hélène Chenut, è stata approvata dall’assemblea durante le votazioni finali. La nuova composizione del board ha visto l’uscita di Maureen Chiquet e Yonca Dervisoglu, in scadenza di mandato, e di Jean-Pierre Denis, che ha rassegnato le dimissioni. L’assemblea degli azionisti ha inoltre approvato la distribuzione di un dividendo ordinario di 3 euro per azione e di un dividendo straordinario di 1 euro per azione legato al closing dell’operazione con L’Oréal, atteso nel primo trimestre 2026. «La nostra ambizione è quella di riportare il dividendo per gli azionisti alla crescita a partire dal 2026», ha precisato il direttore finanziario Armelle Poulou durante la presentazione dei risultati finanziari dell’esercizio 2025 e del primo trimestre 2026.
In risposta a un investitore che ha interrogato il management sulla possibilità di un frazionamento azionario, il coo Duplaix ha infine dichiarato che la società «non intende nel breve o medio termine» effettuare uno split. «La priorità rimane l’esecuzione della strategia ReconKering e tutte le nostre energie saranno concentrate lì. L’attuale area di prezzo di 250 euro per azione non ci invoglia a valutare uno stock split al momento», ha concluso il manager. Come ha precisato infine il presidente François-Henri Pinault durante l’assemblea: «Non intendiamo perdere di vista i nostri valori e continueremo a supportare la strategia del nostro amministratore delegato per rimanere tra i leader del mercato del lusso. Gucci sarà il nostro focus principale, ma credo fortemente nel potenziale di tutte le nostre altre case di moda, senza eccezione. Ritengo ci siano grandi opportunità anche sul fronte della gioielleria, dell’eyewear e del wellness, che andremo a esplorare con L’Oréal», ha concluso il numero uno di Kering. (riproduzione riservata)
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