BusinessLa DoubleJ inaugura il primo store a New York
Il brand milanese consolida la sua presenza negli States con un nuovo flagship. I primi due piani ospitano le collezioni prêt-à-porter, accessori e gioielli. Debutta The light temple, lo spazio del marchio dedicato a pratiche spirituali

La DoubleJ apre lo store The lighthouse, il primo a New York situato nell’Upper East side di Manhattan. Il marchio milanese procede nella sua espansione internazionale, consolidando la sua presenza negli Stati Uniti. Il flagship introduce una visione nuova del retail, che intreccia moda, musica e spiritualità. Il suo nome si riferisce alla luce che attraversa le finestre dell’edificio, all’illuminazione scultorea e alle attività di crescita personale che si svolgeranno al secondo piano dell’edificio.
Il flagship è stato progettato dallo studio toscano B-arch architettura, che ha pensato alla realizzazione di una sequenza di ambienti immersivi, infatti gli ospiti vengono accolti in un campo multisensoriale. Il percorso si apre attraverso un ingresso cilindrico, mentre le pareti sono rivestite da una carta da parati di seta con pagliuzze dorate, realizzata dal team di design interno di La DoubleJ, e animata da simboli sacri. Illumina la stanza un lampadario sospeso con oltre 110 lampadine in vetro soffiato a mano in stile boemo. Le pareti semicilindriche in madreperla e la presenza di uno specchio creano, invece, l’illusione di stanze circolari, espandendo visivamente l’ambiente.

I primi due piani sono dedicati alle collezioni prêt-à-porter del brand, accessori e gioielli, mentre gli articoli per la casa sono esposti in una stanza dedicata. I piani superiori ospitano uffici, una lounge vip e, infine, The light temple, lo spazio del marchio dedicato a pratiche spirituali che si tengono nell’ambito della community La DoubleJ sisterhood. Il tempio offre esperienze dal vivo e ospiterà meditazioni e workshop. Lo spazio si ispira all’architettura sacra, infatti viene reinterpretata la struttura di una chiesa romanica. Nell’ambiente, inoltre, sono presenti due gong personalizzati, creati da Simon Morris di Gongmatic in collaborazione con Madhava Carrara e Margherita Cioffi dell’atelier di Grotta sonora, a Roma. (riproduzione riservata)
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