BusinessIl lusso scommette sugli Usa tra sfilate e nuove aperture retail
Con la Cina ancora in rallentamento e i consumi globali frenati dalle tensioni geopolitiche, i big europei rafforzano la loro presenza nelle Americhe. Da Dior a Louis Vuitton, passando per Zegna, aumentano fashion show e opening in un mercato sostenuto dalla crescita dei patrimoni legati all’intelligenza artificiale e alla tecnologia
Il lusso torna a guardare all’America. In un contesto globale segnato dal rallentamento della domanda cinese e dall’incertezza geopolitica internazionale, i big europei del lusso stanno accelerando investimenti, aperture retail e iniziative di comunicazione oltreoceano per intercettare una nuova generazione di consumatori ad alta capacità di spesa, alimentata dal boom dell’intelligenza artificiale e della tecnologia.
Negli ultimi mesi, infatti, maison come Dior, Gucci e Louis Vuitton hanno scelto il mercato americano per la presentazione delle rispettive collezioni cruise, mentre Zegna si prepara a sfilare a Los Angeles il prossimo 5 giugno con la collezione estate 2027. Parallelamente, continua l’espansione della rete distributiva. Secondo un report di Savills, il Nord America ha rappresentato il 27% delle nuove aperture luxury globali nel 2025, superando Europa e Cina.
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Il potenziale del mercato statunitense resta infatti elevato. Pur concentrando una delle più alte densità di individui ultra-high-net-worth al mondo, gli Usa risultano ancora relativamente poco presidiati dal retail del lusso rispetto alla ricchezza disponibile. Non a caso, gruppi come Moncler ed Hermès stanno intensificando il piano di aperture in città emergenti e aree ad alta concentrazione di patrimoni, da Aspen a Dallas, fino a Nashville e Scottsdale.
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I risultati del primo trimestre confermano il trend. Richemont ha registrato nelle Americhe una crescita delle vendite del 17% a cambi costanti, segnando il nono trimestre consecutivo di incremento a doppia cifra nella regione. Anche player statunitensi come Ralph Lauren e Tapestry continuano a beneficiare della resilienza del consumatore premium americano.
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Secondo un’analisi di Reuters, il mercato del lusso sta assumendo sempre più i contorni di una crescita a due velocità. Da una parte Stati Uniti e alcune aree dell’Asia, dall’altra Europa e Medio Oriente, penalizzati dalla minore propensione alla spesa turistica. Sebbene la forza dei consumatori americani rappresenti oggi un sostegno fondamentale per il comparto, il pieno recupero del settore continuerà a dipendere anche da una ripresa della domanda cinese, che negli ultimi due decenni ha rappresentato il principale motore della crescita globale del lusso. (riproduzione riservata)
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