BusinessEssilorLuxottica punta a salire al 20% di Nikon nell’era degli smart-glasses
In vista della crescita della produzione di smart-glasses, il colosso italo-francese dell’occhialeria dialoga con le istituzioni giapponesi per incrementare la propria quota nel gruppo dell’ottica di precisione e delle macchine fotografiche
EssilorLuxottica prepara la salita nel capitale della giapponese Nikon. Il colosso italo-francese dell’occhialeria guidato da Francesco Milleri e controllato dalla Delfin della famiglia Del Vecchio dialoga con le istituzioni del Paese del Sol Levante per incrementare dall’attuale 9,4% a circa il 20% la quota nel gruppo dell’ottica di precisione e delle macchine fotografiche. Lo scrive Bloomberg che cita fonti anonime a conoscenza del dossier e secondo cui Nikon è considerato strategico da Tokyo per le diverse tecnologie che detiene. Essilux ha notificato l’investimento (deve farlo per ogni 1% aggiuntivo) all'authority che vigila sulla borsa giapponese e che deve autorizzare la nuova salita sopra il 10% con l’avallo del governo.
La partnership con Nikon
La società quotata al Nikkei è un partner di lunga data di Essilux con cui oltre 25 anni fa ha dato vita a Nikon Essilor, una joint venture paritetica nella produzione di lenti innovative. L'olandese Asml sta sviluppando progetti nello stesso campo con la tedesca Carl Zeiss, rivolti proprio agli obiettivi fotografici. Nikon, che possiede un proprio know-how nel settore, non sarebbe ancora al livello di altri progetti nell'ultravioletto litografico estremo, necessario per sfruttare al meglio i semiconduttori di ultima generazione, ma l'anno scorso ha annunciato per il comparto un investimento entro il 2030 per oltre 600 milioni.
Il colosso dell’ottica - che per rafforzare la sua struttura integrata si muove non soltanto con acquisizioni ma anche con partnership di lungo periodo (e oltre a Nikon, quelle con Meta, Bolon and Molsion e SightGlass Vision sono le principali) - rafforzerebbe il suo ruolo di primo azionista industriale di Nikon, con The Master Trust Bank of Japan che è accreditata al 19,15%.
EssilorLuxottica - che era entrata a ottobre dello scorso anno con il 5,1% nell'azionariato di Nikon, sborsando circa 170 milioni di euro - è interessata a sostenere ulteriormente l'azienda nelle tecnologie legate ai microprocessori per le lenti di nuova generazione, cruciali per gli smart glasses. La produzione di occhiali intelligenti è uno dei driver di sviluppo del gruppo, che sta collaborando anche con l’americana Meta, la quale a sua volta a luglio è entrata nel capitale di Essilux (con il 3%, ma la volontà è di salire al 5%).
Nikon nell’era degli smart-glasses
Sono gli occhiali intelligenti che utilizzano l’AI, scattano foto e video e rispondono ai comandi vocali inviando messaggi su WhatsApp e Messenger e dialogano con le app come uno smartphone. Nei piani di Milleri in futuro sostituiranno lo smartphone.
Oltre alla partnership con Meta con cui produce i Ray-Ban Meta, Essilux ha appena sfornato la nuova versione degli smart glasses con il marchio Oakley (Oakley-Meta), altro brand che fa parte del proprio portafoglio. Potenzialmente tutti i 150 marchi (in proprietà o in licenza) del colosso italo-francese possono essere declinati nella versione smart.
Oltre alla tecnologia litografica usata per i microprocessori, l’azienda nipponica guidata dal ceo Toshikazu Umatate realizza anche fotocamere, componentistica centrale per gli occhiali intelligenti. Nell’ultimo anno Nikon ha ceduto oltre il 10% in borsa riducendo la market-cap a 3,3 miliardi di dollari, anche perché il management è finito nel mirino del fondo attivista londinese Silchester che ora ha dimezzato la quota al 3,8% (dal 7,1%). L’operazione di Essilux (che non ha chiesto rappresentanza nel board) serve dunque anche a dare stabilità ai vertici.
Il Giappone è un Paese chiave per il gruppo di Milleri, mercato dov’è presente dalla fine degli anni ’80 quando Essilor e Luxottica avevano aperto a Tokyo le loro prime filiali commerciali. Nei mesi scorsi Essilux ha rilevato a Tokyo il retailer Washin Optical per rafforzarsi con circa 70 negozi nel segmento consumer e nel 2018 aveva comprato Fukui Megane, un’eccellenza manifatturiera che produce occhiali «made in Japan». L’azienda fondata da Del Vecchio è una delle poche multinazionali straniere che ha messo in portafoglio, come investitore finanziario e senza partecipare alla governance, quote di gruppi strategici locali. (riproduzione riservata)