BusinessEssilorLuxottica porta in Italia la produzione degli smart glasses: prime linee ad Agordo entro il 2027
Il gruppo investirà nello stabilimento veneto per avviare la produzione dei wearable. L’ad Francesco Milleri: «Scelta strategica per rafforzare leadership e innovazione». I sindacati: «Segnale contro la delocalizzazione»
EssilorLuxottica punta sull’Italia per la nuova generazione di occhiali intelligenti. Il gruppo guidato da Francesco Milleri ha annunciato che le prime linee produttive dedicate agli smart eyewear saranno avviate entro l’inizio del 2027 nello stabilimento di Agordo, in Veneto, grazie a un importante piano di investimenti in impianti, macchinari e formazione del personale.
Un percorso, questo, condiviso con le organizzazioni sindacali, avviato con il contratto integrativo aziendale e successivamente rafforzato dall’accordo programmatico siglato lo scorso settembre.
Agordo al centro della strategia
La scelta di localizzare in Italia la produzione degli smart glasses rappresenta «una scelta strategica e industriale di grande valore per il gruppo e per il territorio», ha commentato Francesco Milleri, presidente e ad di EssilorLuxottica. «È un progetto ambizioso, che richiede competenze, una filiera solida e un ecosistema capaci di sostenere innovazione, qualità e rapidità di esecuzione. Siamo convinti che questa scommessa si può vincere solo attraverso una forte sinergia tra tutte le parti coinvolte - azienda, persone, organizzazioni sindacali e istituzioni - per costruire intorno ai nostri stabilimenti un sistema integrato che metta a fattor comune tecnologie, talenti e supply chain, rafforzando ulteriormente la nostra leadership in un settore ad altissimo potenziale», ha aggiunto l’ad.
Un investimento per rafforzare il ruolo degli stabilimenti italiani
L’azienda sottolinea come la decisione abbia un forte valore industriale proprio per l’elevato contenuto tecnologico di questi prodotti. La produzione degli smart glasses richiederà infatti nuove competenze, processi avanzati e una stretta integrazione tra manifattura tradizionale e innovazione digitale.
«Si tratta di una scelta industriale di forte valore strategico per l'elevato contenuto tecnologico dei wearable. Si fonda sulla volontà di mantenere il ruolo di hub di innovazione degli stabilimenti italiani nell'accompagnare l'evoluzione dell’occhiale verso nuove esperienze d'uso e sostenere lo sviluppo di un ecosistema produttivo solido, competitivo e orientato al futuro», ha spiegato la società.
EssilorLuxottica ha inoltre evidenziato che la collaborazione con le organizzazioni sindacali «sarà essenziale per garantire l’efficienza della piattaforma produttiva e la sostenibilità dell'investimento nel tempo».
I sindacati: «Innovazione e manifattura avanzata devono restare in Italia»
Positivo il giudizio delle sigle sindacali, che vedono nell’investimento una conferma del ruolo strategico dell'industria italiana nei comparti a più alto contenuto innovativo.
«La sfida ora è accompagnare questa transizione con investimenti continui sulle persone, sulla formazione e sulla qualità del lavoro, affinché lo sviluppo tecnologico produca crescita industriale e sociale per tutto il territorio», hanno commentato Marco Falcinelli, Sebastiano Tripoli e Daniela Piras, segretari generali rispettivamente di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.
Per i sindacati, la scelta del gruppo rappresenta anche una presa di posizione a favore della manifattura nazionale in una fase in cui molte aziende continuano a spostare all'estero le produzioni a maggiore intensità di lavoro.
«Un segnale importante contro le logiche di delocalizzazione e a favore di una politica industriale che rimetta al centro il lavoro, le competenze e la capacità manifatturiera del nostro Paese, consolidando il ruolo strategico degli stabilimenti italiani del gruppo», hanno sottolineato Sonia Tosoni di Filctem Cgil, Raffaele Salvatoni e Ivano Dalla Brea di Femca Cisl e Livia Raffaglio di Uiltec Uil. (riproduzione riservata)