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Concia in contrazione, Iliprandi alla presidenza

Sulla scia di un 2025 chiuso a 4 miliardi di ricavi (-5,6%), il primo trimestre della pelle italiana segna un -8% della produzione industriale. Focus su filiera ed Europa, «quasi vinta» la battaglia sull’Eudr

di Andrea Guolo
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L'assemblea di Unic-concerie italiane (courtesy Unic)
L'assemblea di Unic-concerie italiane (courtesy Unic)

Alessandro Iliprandi di Bonaudo è l’imprenditore chiamato alla guida dei conciatori italiani per i prossimi quattro anni. La nomina è stata ufficializzata ieri nel corso dell’assemblea annuale di Unic-concerie italiane che si è svolta a Santa Croce sull’Arno, nel cuore del distretto toscano del cuoio. Il cambio della guardia alla presidenza da Fabrizio Nuti a Iliprandi avviene in un momento particolarmente complesso per il settore della pelle. Dopo aver chiuso il 2025 con 4 miliardi di ricavi, in flessione del 5,8%, e con 2,7 miliardi di export (-5%), il comparto ha registrato un’ulteriore discesa dell’8% nel primo trimestre 2026 in termini di produzione industriale. «Si è trattato del quarto anno consecutivo di ribassi e purtroppo anche l’anno in corso mostra un andamento negativo», riassume l’ormai ex presidente Nuti nel corso della sua relazione.

Negli ultimi anni la conceria italiana ha lasciato sul terreno 1 miliardo di euro, pari a un quinto del suo fatturato pre-crisi. Non mancano però le buone notizie, a cominciare dalla probabile se non certa vittoria del fronte conciario alla battaglia dell’Eudr, il regolamento sulla deforestazione nel quale era stata inclusa anche la pelle conciaria come presunta causa e che avrebbe imposto al settore un carico gravoso di documenti e tracciabilità. «Al 95% la battaglia è stata vinta, ora dobbiamo arrivare al 101% per poter essere contenti», commenta lo spagnolo Manuel Rios Navarro, presidente dell’associazione europea Cotance, ospite dell’assemblea. L’era di Iliprandi seguirà tre precise direzioni, annunciate dallo stesso neo presidente durante l’evento. Più collaborazione all’interno della filiera, la richiesta di una riduzione del carico burocratico alle imprese e una maggiore incisività delle azioni intraprese in sede europea. «E poi sarò particolarmente attento alle azioni in tema di formazione e cultura legata alla pelle, aspetti su cui Unic lavora tantissimo soprattutto rivolgendosi ai giovani», sottolinea Iliprandi, imprenditore presente con le sue imprese in tre dei quattro maggiori distretti italiani della concia, ovvero Arzignano nel Veneto, Santa Croce in Toscana e Turbigo in Lombardia, che sarà affiancato dai vicepresidenti Gianni Russo e Fabrizio Nuti, entrambi past president, e da Matteo Mastrotto, ceo di Rino Mastrotto group, anch’egli promosso alla vicepresidenza.

L’assemblea ha poi celebrato gli 80 anni di storia di Unic con la presentazione del libro Radici, che racconta l’evoluzione della concia italiana dal secondo dopoguerra a oggi. «Sono molte le sfide che ci aspettano, ma abbiamo dalla nostra parte visione, coraggio e la volontà costante di migliorarci, partendo dall’essere una delle filiere più sostenibili e qualificate del mondo», conclude il neo eletto presidente. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 12/06/2026 19:00
Ultimo aggiornamento: 12/06/2026 19:00
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