BusinessCadica sale al 100% di Etichetta 2000
Il gruppo da 90 milioni di ricavi specializzato in cartellini e packaging per il lusso controllato dal fondo di investimento Hig ha rilevato l’ultimo 25% in mano all’imprenditore dell’azienda. «Con questa nuova struttura otterremo sinergie commerciali e produttive», anticipa a MFF il ceo Massimo Piombini. Resta aperto il capitolo M&A

Cadica completa il percorso di integrazione delle sue sette aziende e rafforza il posizionamento nel mercato degli accessori e del packaging per la moda e il lusso. «Nelle scorse settimane abbiamo acquistato l’ultimo 25% di Gruppo grafico Etichetta 2000 ancora detenuto dall’ex imprenditore, che in cambio ha ricevuto azioni della capogruppo. Avevamo in mano il 75% dell’azienda di cartellini ed etichette tessute dal luglio 2021», anticipa in esclusiva a MFF Massimo Piombini, amministratore delegato del gruppo carpigiano che annovera tra i propri clienti alcuni dei big name del lusso mondiale, da Prada a Chanel, passando per Kering, Moncler, Max Mara, Burberry, Hugo Boss e diversi marchi di Lvmh.
Per la prima volta Cadica controlla al 100% tutte le realtà aggregate nel progetto buy & build promosso negli ultimi anni dal fondo d’investimento H.I.G. capital. «Oggi possiamo contare su una nuova organizzazione che prevede un organigramma di gruppo, anziché avere ruoli verticali nelle singole aziende», spiega il manager, in carica da febbraio 2025. «Con questa struttura di controllo, pianifichiamo di ottenere ulteriori sinergie commerciali, produttive e organizzative, presentandoci sul mercato come un gruppo che offre un portafoglio completo di prodotti e servizi».
L’operazione segna una nuova fase nel percorso di evoluzione di Cadica, che ora punta a crescere facendo leva non solo sul prodotto, ma anche su una piattaforma di servizi integrati dedicati alle maison del lusso. La riorganizzazione è stata infatti accompagnata da una revisione del modello di business. «Oggi non vogliamo più competere sul mercato con un’etichetta o una scatola che costano un centesimo meno degli altri», sottolinea Piombini, veterano della fashion industry che in passato ha ricoperto ruoli apicali in Balmain, Technogym, Diesel e Valentino, oltre che in Bulgari, Gucci e Bally. «La nostra sfida è offrire servizi che semplifichino il lavoro dei brand e ne aumentino l’efficienza». In quest’ottica il gruppo ha iniziato a proporre soluzioni integrate che spaziano dalla gestione degli acquisti e delle scorte alla logistica internazionale, fino allo sviluppo creativo degli accessori destinati alle nuove collezioni.

Tra i progetti più recenti, Cadica ha assunto per alcuni clienti la gestione centralizzata di categorie di prodotto precedentemente affidate a una pluralità di fornitori, occupandosi anche dello stoccaggio e della distribuzione verso la rete retail. «Ci stiamo posizionando sempre più come partner dei brand nei processi di sviluppo e non come semplici fornitori», evidenzia il ceo. La nuova impostazione sembra già riflettersi sui risultati. Sebbene il fatturato sia attualmente in linea con quello dello scorso anno, che aveva superato i 90 milioni di euro, Cadica registra infatti una crescita del portafoglio ordini superiore al 20% rispetto al 2025. «È un indicatore particolarmente significativo per il nostro business, considerando che tra l’acquisizione dell’ordine e la consegna possono trascorrere da uno a tre mesi», osserva Piombini.
Per l’esercizio in corso il gruppo punta a un incremento intorno al 10% sia in termini di ricavi sia di ebitda. «Siamo in linea con gli obiettivi prefissati e, alla luce dell’andamento degli ordini, riteniamo di poter fare anche qualcosa di meglio», aggiunge il manager. Resta infine aperto il capitolo M&A. «Dal punto di vista industriale esistono ancora realtà che potrebbero integrarsi bene nel nostro portafoglio di prodotti e servizi», ammette Piombini. L’eventuale prosecuzione della strategia di consolidamento dovrà tuttavia conciliarsi con le tempistiche del fondo H.I.G. capital, presente nel capitale da circa cinque anni. «Riceviamo regolarmente proposte e opportunità di aggregazione, ma al momento non abbiamo operazioni in pipeline», conclude il manager. (riproduzione riservata)
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