Etf sulla tecnologia cinese
HSBC AM mette a disposizione l’indice Hang Seng Tech, un concentrato di temi ad alta potenzialità
HSBC AM rende disponibile all’investitore passivo italiano l’indice l’Hang Seng Tech, un sottostante ad alte potenzialità e ovviamente con volatilità importante. L’Etf offre accesso al settore tecnologico cinese, un mercato in forte espansione, e l'indice Hang Seng Tech permette l’esposizione alle 30 più grandi società tecnologiche quotate alla Borsa di Hong Kong. In particolare l'indice comprende società riconducibili a cinque diversi settori:information technology, industrials, healthcare, financials e consumer discretionary. Le società incluse nell'indice devono avere un'elevata esposizione ad almeno uno dei seguenti temi tecnologici: Cloud, Digitale, E-Commerce, FinTech e Internet/Mobile. Inoltre devono superare uno screening che identifica il potenziale di innovazione, basato su un modello di business technology-enabled ed erogato tramite internet o una piattaforma mobile, sulla presenza di forti investimenti in ricerca e sviluppo o su una crescita dei ricavi anno su anno pari ad almeno il 10%. Il settore tecnologico cinese ha registrato una crescita esplosiva negli ultimi anni e la regione è il secondo più grande hub globale per i cosiddetti unicorni, le start-up che riescono a diventare dei colossi. I super-unicorni in Cina includono nomi come Alibaba, Tencent, Baidu, e valgono oltre 10 miliardi di dollari. Come conseguenza si è osservata una crescita esponenziale di società cinese del settore tecnologia, media e telecomunicazioni che hanno proposto Ipo, ben 50 aziende nel 2018 per una capitalizzazione complessiva di 200 miliardi di dollari. E HSBC Global AM rimane fortemente rialzista sull’azionario cinese in generale. La ripresa macroeconomica in Cina continuerà per l’asset manager a trainare il mercato globale nello scenario post-Covid, anche grazie alla supremazia rispetto al resto del mondo per quanto riguarda la gestione della crisi sanitaria. Ci si attende un percorso di normalizzazione della politica macroeconomica, e al contempo misure di sostegno più mirate per trainare la ripresa. In questo contesto i settori dei beni di consumo e dei servizi dovrebbero essere i principali driver della crescita nel 2021, sostenuti dai miglioramenti nel mercato del lavoro e dalla ripresa del reddito delle famiglie. La società mantiene una view positiva nei confronti del mercato azionario cinese per il 2021, sia in termini di azioni cinesi onshore sia per quelle offshore che hanno continuato a registrare un rally all'inizio del nuovo anno. Attualmente, il forward P/E a 12 mesi degli indici MSCI China e CSI 300 viene scambiato rispettivamente a 16,9 e 15,9, valori più che sostenibili nel medio periodo nonostante la volata già espressa dai mercati azionari. HSBC AM si attende un forte rialzo degli utili aziendali supportato dal ciclo di rifornimento delle scorte e esportazioni robuste, ed un renminbi forte potrebbe attirare ulteriori afflussi di capitale nei mercati dei capitali azionari locali. E’ probabile, per HSBC AM, che le aziende attive nel settore dell'e-commerce, healthcare e istruzione riporteranno performance superiori alle altre; analogamente, l'innovazione tecnologica e la localizzazione della tecnologia rappresentano dei driver chiave sul tema della digitalizzazione, grazie al sostegno politico del Piano quinquennale. La quotazione dell’Etf legato all’indice Hang Seng Tech si inquadra in questo contesto ed è un tema interessante per coloro che sono disposti a sopportare volatilità. In termini di allocazione settoriale l’IT vale i due terzi del paniere, seguita dal 13% di industriali, 10% di health care, e quote inferiori di beni di consumo e finanziari. Si segnala che nell’indice Hang Seng Tech sono presenti diverse classi di azioni cinesi: le azioni H (società costituite nella Cina continentale ma negoziate a Hong Kong), le P chips (azioni di società costituite fuori dalla Cina continentale con buona parte dei ricavi dalla stessa Cina e negoziate su Hong Kong), le Red chips (come le precedenti ma in aggiunta con il controllo dallo Stato cinese). L’emittente ha deciso di quotare in Italia la versione ad accumulazione dei proventi, mentre la replica dell’indice è di tipo fisico completo ad un Ter annuo dello 0,5%. Il rischio di cambio è interamente imputabile al dollaro di Hong Kong. (riproduzione riservata)