Franklin accelera sul tema green
I nuovi prodotti marchiati Franklin Liberty sono smart beta con filtri ESG e focus sul cambiamento climatico
Che il vento soffi a favore di tutto ciò che è sostenibile o green da tempo è palese, ma raramente il numero uno della banca centrale europea si è espresso in modo così chiaro su cosa acquistare. Nel mese di luglio Christine Lagarde ha segnalato che la Bce acquisterà più sottostanti green, all'interno del programma di acquisto di obbligazioni, e in modo simile si è in precedenza espresso il numero uno del Fondo Monetario Internazionale, favorendo i programmi e le società attenti all'impatto ambientale. Ed anche Franklin Templeton abbraccia questa filosofia, estendendo l'offerta di Etf con sottostanti green. L'asset manager statunitense aveva già quotato un Etf, a gestione attiva, che ingloba in portafoglio le obbligazioni green oppure allineate alla sostenibilità del clima (climate-aligned, benché prive di certificazione) espresse in euro. D'altronde il percorso di decarbonizzazione è ormai imprescindibile ma la transizione ad una economia più verde richiede investimenti consistenti, sia pubblici che privati. La commissione Europea ha stimato che serviranno investimenti per 180 miliardi di euro all'anno nel prossimo decennio per raggiungere i target di riduzione delle emissioni di Co2 in Europa. E la gestione attiva adottata nel Franklin Liberty Euro Green bond ETF si può rivelare importante anche perché consente un approccio più flessibile nella selezione dei componenti, considerando in modo dettagliato l'impegno ESG dell'emittente al fine di evitare il fenomeno del greenwashing - strumenti solo sulla carta green ma in realtà allineati agli investimenti tradizionali-. In questo contesto si inseriscono i nuovi listing di Franklin Templeton, che ha lanciato due nuovi Etf sostenibili di tipo Paris Aligned Climate, all'interno della gamma smart beta Franklin Liberty Shares. Si tratta di Franklin Stoxx Europe 600 Paris Aligned Climate e Franklin S&P 500 Paris Aligned Climate, che forniscono un'esposizione azionaria core diversificata europea e statunitense, sostenibile e a basso costo. Il filtro di sostenibilità interessa in particolare la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, assicurando che gli indici smart beta da replicare siano pienamente allineati agli obiettivi di decarbonizzazione dell'Accordo di Parigi sul Clima. Il target che l'emittente si pone è rappresentato da compagnie assicurative, gestori patrimoniali, family office, ma ovviamente anche investitori retail. Secondo l'asset manager il regolamento sul Climate Benchmark dell'UE va nella direzione di un significativo aumento nell'adozione di investimenti aligned-climate in tutti i mercati europei, con gli investitori che cominciano ad allontanarsi dall'idea che si tratti di prodotti di nicchia per costruire portafogli incentrati sulla finanza sostenibile. Entrambi gli Etf appena listati puntano a società a grande e media capitalizzazione, con l'obiettivo di ridurre i rischi legati ai cambiamenti climatici ma anche di accedere alle opportunità alla base della transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio attraverso una strategia azionaria diversificata. In entrambi i casi gli smart beta replicheranno una nuova versione Paris-Aligned dei benchmark originari Stoxx Europe 600 e S&P500, che rispettano i requisiti del Regolamento Climate Benchmark dell'UE. Gli indici Paris-Aligned hanno sia obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio attuali (50% in meno di emissioni rispetto agli indici tradizionali) e prospettiche (7% di riduzione all'anno) ed includono anche classiche componenti ambientali, sociali e di governance (ESG). L'attuale contesto di mercato è favorevole all'Europa, e si approfondiscono le caratteristiche dell'Etf Franklin Stoxx Europe 600 Paris Aligned Climate. L'indice evidenzia ad oggi un peso importante sul settore health care, che tanto ha protetto durante la crisi del Covid-19, valendo oltre il 20%; seguito dal 17% di beni di consumo di base, 16% di financials, 11% di IT, 10% di industriali, etc. Interessante segnalare il peso nullo delle azioni energetiche. La Svizzera vale così il 21% dell'indice, seguita dal 19% della Francia, 18% di UK, 13% di Germania, 8% circa di Paesi Bassi, etc. Il paniere passa con i filtri adottati da 600 azioni a 454 azioni, garantendo la diversificazione, con un dividend yield del 2,35%. (riproduzione riservata)