Tecnologia Usa e filtri Esg in un Etf
Credit Suisse propone un replicante che racchiude diverse tematiche riconducibili alla tecnologia Usa, con filtri di sostenibilità
Nonostante i venti da inizio anno sono contrari per tutto ciò ha a che fare con la tecnologia, un listing con potenzialità nel lungo termine è rappresentato dall’Etf Credit Suisse Msci Usa Tech 125 Esg Universal Blue. Il prodotto indicizzato espone l’investitore alla dinamica delle aziende statunitensi focalizzate sull’innovazione tecnologica, privilegiando le società che evidenziano un punteggio ambientale, sociale e di governance più alto; al tempo stesso si escludono dall’indice le aziende coinvolte in attività controverse. Le tematiche inglobate nell’indice che l’Etf replica sono in estrema sintesi la trasformazione tecnologica in Internet e nella digitalizzazione, mobilità, tecnologia autonoma, automazione industriale e sanità digitale. Inoltre, l’indice di riferimento mira a incrementare l'esposizione nei confronti di quelle società che dimostrano un solido profilo Esg e una tendenza positiva di miglioramento dello stesso, rispetto a società che operano nel medesimo settore, attraverso l’utilizzo della metodologia Msci Esg Universal. L’indice risulta allineato all’articolo 8 del regolamento Sfdr. Per quanto riguarda l’indice originario Msci Usa Tech 125, i sottosettori che vengono considerati nel processo di selezione sono 4, a loro volta coinvolgenti numerose attività e tematiche. Il primo cluster è rappresentato da internet, che si splitta su aziende focalizzate su blockchain, cloud computing, e-commerce, cybersecurity, Iot, robotica ed AI, pagamenti digitali. Il secondo blocco di interesse coinvolge la mobilità del futuro, andando a ricercare aziende attive nelle batterie, sharing economy, smart mobility, automazione dei veicoli. A livello industriale vengono selezionate invece le società particolarmente esposte alla stampa 3D, energie alternative, materiali innovativi, esplorazione dello spazio. Infine, l’ambito sanitario si concretizza in società focalizzate su diagnostica, tecnologia e robotica medica, telemedicina, etc. Per comporre l’indice si prende in considerazione anche la capitalizzazione di mercato, ma i filtri Esg hanno a loro volta un peso importante per determinare i pesi dei componenti. Per quanto compete i filtri Esg applicati da Msci, la metodologia Msci Esg Universal preferisce dare pesi differenti ai singoli componenti anziché depennare del tutto specifici asset. Nel dettaglio, il filtro Msci Esg Ratings è stato progettato per identificare i rischi Esg, come le opportunità, che non possono essere colte attraverso le analisi convenzionali. Mentre con il filtro Msci Esg Trend si tiene in considerazione la dinamica tendenziale del rating Esg delle singole aziende nei precedenti 12 mesi: tale giudizio offre un contributo positivo in caso di miglioramento del rating (per esempio, il rating Esg dell'azienda passa da BBB a AAA), negativo in caso di un downgrade (per esempio, il rating Esg dell'azienda passa da AA ad A). Per quanto riguarda il portafoglio e la struttura dell’indice, il benchmark replicato è composto da 125 azioni ed evidenzia un P/e corrente di 32,5, stimato a fine anno di 26,8, che conferma lo stile growth del sottostante. In termini settoriali la tecnologia vale il 61%, seguita dal 14% d health care, 11% circa di beni di consumo ciclici, 10% di telecoms, etc. Guardando invece al peso dei singoli temi, il cloud computing domina con quasi il 20% (28 azioni), a cui fa scia il 14% dei social media (18 società), il 12% di robotica e AI (44 azioni), 10% dei pagamenti digitali (22 azioni), 7% di e-commerce (30 azioni), e cosi via. Si tratta quindi di un indice che aggregate diverse tematiche tutte riconducibili al progresso tecnologico. L’indice viene ribilanciato su base semestrale ma ogni trimestre viene effettuata una revisione; ad esempio, si vanno ad escludere eventuali società che dovessero essere coinvolte in controversie inerenti al commercio di armi. Come spesso accade per i prodotti con alta attenzione alle tematiche sociali e di governance, il comparto non ricorre al prestito titoli al fine di non esporsi al rischio di controparte. La replica dell’indice è inoltre di tipo fisico e completa. La società ha scelto di quotare in Italia la versione dell’Etf ad accumulazione dei proventi, ad un Ter annuo dello 0,18%. E’ chiaro che si tratta di una scelta ad alta volatilità, destinata a coloro che in ottica di medio-lungo termine vogliono trarre profitto dagli sviluppi tecnologici statunitensi ad ampio spettro. (riproduzione riservata)