Il gruppo cinese produttore di apparecchiature di telecomunicazioni Zte potrebbe stringere un accordo con le autorità statunitensi per chiudere le accuse multiple di violazione del Foreign Corrupt Practices Act per presunte corruzioni in Sud America e in altri Paesi.
A rivelarlo è stata Reuters, che parla di un possibile pagamento di oltre un miliardo di dollari di sanzioni secondo quanto riferito da più fonti all’agenzia. Una di esse si è spinta a ipotizzare che la multa possa anche arrivare a superare i 2 miliardi. Il titolo Zte, quotata a Shenzen e a Honk Kong, è caduto sulla scia della notizia: in Cina ha perso il 10%, mentre a Hong Kong il 13%.
In particolare nel mirino ci sarebbero alcuni accordi commerciali stipulati in diversi Paesi tra cui, secondo una fonte di Reuters il Venezuela, che gli Stati Uniti sospettano siano stati ottenuti grazie alla corruzione di alcuni ufficiali stranieri.
L’indagine del dipartimento di Giustizia Usa è stata aperta nel corso di quest’anno e, stando ai precedenti, potrebbe anche richiedere anni per arrivare a termine.
In una dichiarazione rilasciata giovedì alla borsa di Hong Kong, Zte ha affermato di essere in continuo contatto con le autorità Usa per le indagini e che «si oppone a ogni forma di corruzione e adotta una politica di tolleranza zero nei confronti di chiunque possa essere coinvolto in tali attività».
I precedenti di Zte sotto la prima amministrazione Trump raccontano di 2 miliardi di sanzioni pagate alle autorità per violazioni delle regole sulle esportazioni. Nel 2017 Zte si era dichiarata colpevole di aver esportato illegalmente merci americane in Iran, pagando 892 milioni di sanzioni. (riproduzione riservata)