L'Asia chiude la settimana contrastata, il Nikkei alle ore 7:20 italiane sale dello 0,23% e l'ASX/200 australiano dello 0,46% ma la Cina cade in media dell'1,65%. A pesare sul sentiment, la forte ripresa economica degli Stati Uniti che potrebbe essere frenata dalla rapida diffusione della variante Delta. Le azioni in Australia hanno guidato i guadagni dopo che Canberra ha pubblicato una tabella di marcia per l'uscita del Paese dal Coronavirus. Nel frattempo, lo Shanghai Composite e l'Hang Seng sono sotto stress in seguito all'avvertimento del presidente Xi Jinping secondo cui Pechino non permetterà a nessuna forza straniera di opprimere la Cina mentre il Paese si impegna a rafforzare le forze armate.
L'oro scambia intanto a 1.778 dollari per oncia, mentre il petrolio americano frena la corsa dopo il meeting Opec di ieri a 75,13 dollari il barile. Poco mosse le valute, con l'euro che passa di mano a 1,1847, lo yen a 111,57, la sterlina a 1,3774. Il T bond Usa decennale resta in area tranquilla all'1,46%, mentre i futures su Wall Street, dopo la buona chiusura di ieri, sono leggermente positivi tranne il Nasdaq che segna un -0,18%.
Durante il discorso ieri al 100° compleanno del Partito comunista, Xi ha detto che Pechino non permetterà a nessun Paese straniero di fare il prepotente con la Cina. Il leader ha annunciato che intende rafforzare le forze armate impegnandosi nella "riunificazione" di Taiwan e garantendo stabilità a Hong Kong. Il sentiment è stato appesantito dall'ultima valutazione del Fmi secondo cui la Fed dovrebbe iniziare a ridurre i suoi acquisti di asset nel secondo semestre del 2022, mentre il primo aumento dei tassi di interesse dovrebbe essere effettuato alla fine del 2022 o all'inizio del 2023. essere aggiunto agli indici globali S&P Dow Jones il 12 luglio dopo il debutto della società nel mercato azionario statunitense.
Oggi gli investitori avranno gli occhi puntati sul dato aggiornato relativo alle richieste di disoccupazione negli Usa e al dato relativo ai libri paga. Intanto l'India ha raggiunto il triste traguardo di 400mila morti per coronavirus oggi, metà dei quali durante una seconda ondata negli ultimi mesi che ha travolto il sistema sanitario. Dehli ha registrato 30,45 milioni di casi dallo scoppio della pandemia lo scorso anno ed è il secondo Paese più colpito dopo gli Stati Uniti, a quota 33 milioni. Gli Usa hanno registrato ad oggi oltre 604mila morti e circa 518mila persone sono decedute in Brasile.
L'India, la seconda nazione più popolosa del mondo, ha registrato 853 morti nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della salute di oggi, scrive Reuters. Un dato che porta il totale a oltre 400mila, con gli ultimi 100mila decessi avvenuti in soli 39 giorni, ha calcolato l'agenzia americana. Ma gli esperti della salute ritengono che l'India potrebbe aver sottostimato significativamente il numero dei decessi e che il valore effettivo potrebbe aver raggiunto un milione o anche più. (riproduzione riservata)