Altra giornata di escalation militari in Medio Oriente, con la tensione che si è inasprita dopo che il gruppo yemenita degli Houthi, alleato dell’Iran, ha intensificato gli attacchi nello stretto di Bab el-Mandeb – tra continente africano e Yemen – accrescendo la prospettiva di interruzioni di forniture di greggio nella regione. Secondo Al Jazeera, i ribelli sciiti starebbero ora avanzando verso roccaforti sud-occidentali controllate dal governo riconosciuto dall’Arabia Saudita, verso cui è primariamente indirizzato l’odio degli Houthi. Nella fattispecie i combattenti stanno mirando verso la provincia di Marib, ricca di petrolio e gas, e la città di Taiz, capoluogo dell’omonimo governatorato.
Col surriscaldarsi dell’escalation bellica il Brent tratta in rialzo del 3,1% a 107,8 dollari al barile, mentre il Wti scambia intorno ai 103 dollari (+3,1%). Il gas al Ttf di Amsterdam segna un progresso di quasi il 5% a 83,4 euro al megawattora.
Le autorità egiziane respingono le richieste degi Houthi per aprire un canale di comunicazione diretto con l’Autorità del Canale di Suez in merito alla sicurezza e alla libertà di navigazione nello stretto di Bab el-Mandeb e nel Mar Rosso. A dirlo è il quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed.
Il presidente dell'Autorità del Canale di Suez, Osama Rabiee, ha rifiutato categoricamente la proposta, temendo che contatti diretti potessero equivalere a un riconoscimento formale o a una legittimazione internazionale dei ribelli yemeniti filo-iraniani. Secondo un alto funzionario egiziano, i servizi di sicurezza del Cairo stanno intrattenendo contatti informali con le parti in causa in Yemen nel tentativo di prevenire ulteriori attacchi alle navi e garantire il flusso del commercio marittimo.
L'incontro in Oman tra i Paesi del Golfo e l'Iran per discutere di possibili accordi sullo Stretto di Hormuz, previsto per oggi, è stato rinviato. A renderlo noto nella serata del 13 settembre è stato il ministro degli Esteri omanita Badr al-Busaidi.
La decisione di rinviare il vertice di Salalah è stata presa per «garantire condizioni favorevoli a un dialogo costruttivo che contribuisca a intese durature, sostenga la sicurezza e la stabilità regionali e soddisfi le aspirazioni dei popoli della regione alla cooperazione e alla pace». (riproduzione riservata)