Le azioni di Worldline, società dei pagamenti digitali, accelerano al ribasso (-42% a 2,7 euro, i minimi storici per 744 milioni di capitalizzazione) a Euronext Paris attorno alle ore 14 di mercoledì 25 giugno dopo l’uscita di inchieste giornalistiche secondo cui la società avrebbe coperto le frodi di alcuni clienti importanti. Di riflesso, in rosso a Piazza Affari anche Nexi, che opera nello stesso settore e che cede l’1,5% a 4,88 euro.
Anche i bond Worldline in scadenza nel 2030 sono sotto stress, cedendo fino a 7,5 centesimi, il calo più consistente dalla loro emissione, avvenuta all’inizio di giugno. In mattinata venivano scambiati a 90,803 centesimi.
Il titolo del gruppo francese attivo nei pagamenti digitali è stato sospeso più volte mercoledì a causa dell’impatto mediatico di una serie di articoli pubblicati da testate olandesi, tedesche e scandinave che fanno parte della rete European Investigative Collaborations (EIC).
Secondo l’inchiesta, Worldline avrebbe continuato a fare affari con clienti posti sotto divieto o ad alto rischio, evitando di bloccare transazioni fraudolente, nonostante i ripetuti allarmi del proprio reparto di gestione rischi. Il quotidiano olandese NRC ha scritto che Worldline non avrebbe interrotto i rapporti con clienti giudicati redditizi ma ad alto tasso di frode, nonostante le raccomandazioni interne per rafforzare i controlli.
La testata olandese apre l’inchiesta scrivendo che «La società di pagamento francese Worldline negli ultimi anni ha strutturalmente coperto le frodi da parte dei clienti. Nonostante gli avvertimenti dell'ufficio rischi, l'azienda ha scelto deliberatamente di fidelizzare i clienti fraudolenti perché generavano un grande fatturato».
Secondo Giacomo Alessi, analista obbligazionario indipendente, «il business di Worldline purtroppo è in declino da diverso tempo, basti pensare che l’azienda arrivó ad un valore per singola azione di oltre 80 euro e che oggi ha toccato il minimo storico a 2,7. Anche dal lato obbligazionario è stata una giornata turbolenta con la recente emissione prezzata il 3 giugno a 99.15/ 5,7% che adesso tratta in area 86/ 9,13%. Da valutare i prossimi step anche se l’impressione è che l’azienda continuerà a fare fatica e nonostante gli sforzi del nuovo ceo i ricavi potrebbero rimanere stantii».
Nella tarda mattinata di mercoledì, Worldline ha emesso una nota spiegando che il gruppo «opera in un contesto normativo esigente e in continua evoluzione, in particolare per quanto riguarda i settori ad Alto Rischio nel settore dei pagamenti (HBR – High Brand Risk), come i casinò online, il trading online o i servizi di incontri per adulti».
Dal 2023, il gruppo ha rafforzato il quadro di gestione del rischio legato ai merchant, «per garantire la piena conformità a leggi e regolamenti, ha condotto una revisione approfondita del proprio portafoglio HBR – che attualmente rappresenta circa l’1,5% dei volumi acquisiti – e ha interrotto i rapporti commerciali ritenuti non conformi al nuovo quadro di gestione del rischio».
Le decisioni hanno riguardato realtà che nel 2024 hanno rappresentato un «fatturato ricorrente annuo pari a 130 milioni di euro. A titolo indicativo, secondo gli ultimi rapporti degli schemi internazionali, il tasso di frode di Worldline è inferiore alla media del settore», continua la nota.
Tutti i clienti HBR ancora attivi all’interno di questo portafoglio sono ora soggetti a una «supervisione rafforzata, basata su procedure specifiche. Sono stati introdotti requisiti aggiuntivi in termini di controlli, verifiche e documentazione probatoria per garantire un allineamento continuo con gli obblighi normativi e i nostri standard interni rafforzati».
Nella nota Worldline ha dichiarato che la direzione e il consiglio di amministrazione sono «pienamente impegnati a rispettare rigorosamente la normativa e gli standard di prevenzione dei rischi, e ad applicare con tolleranza zero le relative regole e procedure».
Worldline si trova da tempo in una fase difficile: nel 2023 aveva rivisto al ribasso le previsioni di vendita, citando una crescente cautela da parte dei consumatori, che ha impattato negativamente su crescita e redditività. La società aveva anche avvertito che avrebbe terminato alcune collaborazioni con commercianti online nell’ambito di una revisione più ampia delle proprie politiche di gestione del rischio. (riproduzione riservata)