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Working a Milano

di Tancredi Cerne
Milano Finanza - Numero 172 pag. 53 del 02/09/2023

C'è anche Milano tra le mete preferite al mondo dove svolgere smart working. Il capoluogo lombardo ha conquistato la medaglia di bronzo nella classifica elaborata dal gigante del flexible work Iwg, che ha messo a confronto 25 tra le più importanti città del pianeta, assegnando per ciascuna un punteggio relativo ad alcuni criteri chiave del telelavoro: dai più tradizionali e intuitivi in tema di smart working come il costo degli alloggi, la disponibilità di spazi di lavoro flessibile, di una connessione a banda larga o di una rete di trasporti efficienti, ad altri meno comuni come il numero di ore di luce, il costo medio di un pasto o di un caffè, fino ad arrivare all'indice di felicità assegnato dal Quality of Life and Happy City Hub. È così che si scopre che Milano è tra le migliori città al mondo sul versante del costo dei trasporti o per il prezzo di una tazzina di caffè ma non brilla ancora rispetto alle altre città sotto il profilo della disponibilità di spazi di coworking o dal punto di vista culturale inteso come disponibilità di musei o gallerie d'arte. Bene, invece, il costo medio degli alloggi che, secondo l'analisi di Iwg, si attesta a 1.202 euro al mese rispetto, per esempio, ai 1.759 euro di Toronto che, insieme a Barcellona, ha conquistato comunque la vetta della classifica forte di indicatori mediamente più elevati di Milano. «Il lavoro ibrido offre l'opportunità di lavorare da qualunque luogo ci si senta più produttivi, e questo fenomeno interessa sempre più persone», spiega il fondatore e ceo di Iwg, Mark Dixon. «Questo è possibile grazie alla tecnologia cloud, che si può trovare ovunque nel mondo a patto che si abbia una connessione internet di alta qualità. Non c'è da meravigliarsi che tante persone stiano abbracciando l'idea di combinare il lavoro con il viaggio, sia che si tratti di alcuni giorni alla fine di una vacanza, o di alcuni mesi da vivere come nomadi digitali. Questa tendenza è destinata a crescere ulteriormente e continueremo a vedere sempre più aziende adottare politiche work from anywhere per migliorare l'equilibrio tra lavoro e vita privata dei dipendenti e aumentare la propria attrattiva come datori di lavoro». A supporto di questa visione, alcune evidenze riscontrate da un'inchiesta condotta da Iwg e Arup secondo cui il lavoro da remoto sembra tradursi anche in un aumento del benessere fisico delle persone. Lavorare da casa ha consentito infatti ad aumentare l'attività fisica al 38% del campione analizzato mentre il 65% è riuscito a migliorare la propria condizione fisica perdendo in media 5 chili di peso evitando ristoranti, junk food o migliorando il proprio stile di vita. Non solo. Lo smart working ha ridato slancio al mercato immobiliare dei centri minori contribuendo a ridurre il peso degli affitti sul budget familiare. E allo stesso tempo ha consentito di abbattere le emissioni di Co2 nelle grandi città grazie alla contrazione degli spostamenti verso l'ufficio. Ma non sono tutte rose e fiori se è vero che negli ultimi mesi alcuni colossi del flexible work come WeWork hanno lanciato un allarme relativo alla progressiva riduzione del numero di aziende interessate ad affittare spazi di coworking. «A causa delle nostre perdite, che sono state influenzate dal recente aumento del numero di iscritti cancellati, esistono dubbi sostanziali sulla capacità della società di continuare a operare come un'azienda in attività», hanno avvertito i vertici di WeWork. Situazione opposta a quella di Iwg che nei mesi scorsi ha aumentato la propria presenza a Milano lanciando il suo centesimo coworking e andando a occupare uno spazio iconico come la torre B di Unicredit in piazza Gae Aulenti, lasciata libera dal colosso bancario proprio a seguito della rimodulazione degli spazi legati allo smart working. Ma non si tratta di un caso isolato. La società guidata in Italia da Mauro Mordini, che nell'ultimo anno ha aperto oltre 12 centri lungo tutto lo stivale, si appresta infatti a tagliare il nastro a nuovi spazi dedicati al lavoro flessibile a Modena, Reggio Emilia, Parma, Bari e Napoli. «Siamo arrivati in Italia nel 1996 con Regus come pionieri del mercato e nel 2013 eravamo a quota 11 centri. A distanza di 10 anni, nel 2023, raggiungiamo quota 100, un grande traguardo che dà la misura della forte domanda per gli spazi di lavoro flessibile in Italia. Milano continua a distinguersi per la grande richiesta; sia in città, sia nell'hinterland ma continuiamo a investire per offrire una copertura sempre più capillare sul territorio nazionale, con un focus sempre più puntuale sulla provincia e al Sud per andare incontro a una domanda crescente anche al di fuori delle metropoli», spiega Mordini. Al di là degli spazi di coworking strutturati, la nuova tendenza legata alla diffusione dello smart working sta contribuendo a sostenere un altro filone immobiliare in forte crescita, ovvero il build to rent promosso per lo più da investitori istituzionali internazionali. Sono infatti sempre di più le persone interessate a prendere in affitto abitazioni di nuova generazione, dotate di servizi come spazi per lavorare, palestre condominiali, conciergerie e connessione internet comune capaci di rispondere per brevi o per lunghi periodi alle nuove necessità dei lavoratori flessibili. «Il build to rent risponde alle nuove emergenti esigenze abitative e nel contempo genera impatti sociali ambientali ed economici rilevanti sulla comunità», fanno sapere da Lendlease, uno dei principali sviluppatori al mondo che ha commissionato all'università Bocconi uno studio su questa asset class emergente considerata uno degli astri nascenti del comparto immobiliare. «Si tratta di un modello che, a differenza di altri Paesi come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, non trova ancora una propria specifica collocazione normativa in Italia, ma che se ben contestualizzata potrebbe aprire importanti prospettive di sviluppo, dando vita a una vera e propria categoria di investimento con benefici significativi sul bilancio economico italiano». (riproduzione riservata)



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