Weekend fuori porta ospiti della storia
7 indirizzi per scoprire castelli e antiche dimore di charme, immersi nella natura, con ristoranti che valgono il viaggio
Luoghi di charme in cui respirare un’atmosfera d’altri tempi, immergersi in un’eleganza vintage ma sempre attuale e rivivere il fascino di storie lontane. Con in più tutti i comfort dell’accoglienza contemporanea e il gusto di una cucina che guarda al futuro.
Romantik Hotel Relais Mirabella: un’oasi tra lago e vigneti

Via Mirabella 34, Clusane Iseo (BS)
Ospitato in un’ex casa colonica di proprietà della famiglia Mirabella, dal 2001 il Romantik Hotel Relais Mirabella è un prestigioso hotel a 4 stelle con sole 29 camere sospeso sulle colline bresciane, circondato da 70 ettari di giardino, uliveto e vigne, con una piscina, un campo da tennis e una vista panoramica sul lago d’Iseo e sulla Franciacorta. Interamente ristrutturato nel 2020, l’edificio conserva intatta la sua autenticità storica, visibile anche negli arredi dal gusto classico e nella collezione di dipinti dell’Ottocento che impreziosiscono gli spazi comuni, ma garantisce ai suoi ospiti un’ampiezza di spazi in linea con i canoni dell’hôtellerie contemporanea.

La proposta ristorativa (aperta anche ai clienti esterni alla struttura) è affidata al Mirabella Restaurant, il fine dining in cui lo chef Cristian Spagnoli propone una cucina originale, creativa e senza confini ma sempre pensata per esaltare i prodotti del territorio. Nascono così piatti raffinati a base di pesce di lago, zafferano del Sebino, vegetali e olio prodotti nell’azienda agricola attigua all’hotel, vino Franciacorta, ma anche altre eccellenze italiane ed esotiche, riunite in menù stagionali che esprimono al tempo stesso il radicamento dello chef nella sua terra d’origine, ma anche il desiderio di rendere omaggio alle sue esperienze internazionali, traducendole in suggestioni sempre nuove per il palato degli ospiti.
Le Due Matote: Relax, eat, repeat nel cuore delle Langhe

Località Curine Pratofreddo, Pratofreddo 1, Bossolasco (CN)
Le Due Matote è un esclusivo relais dall’atmosfera di charme e informale allo stesso tempo, nato dal sapiente recupero conservativo di un antico casale del XVI-XVII secolo voluto dall’imprenditrice visionaria Arianna Cefis, che qui ha saputo creare un paradiso di ospitalità, dove lusso e sostenibilità si fondono in perfetta armonia invitando l’ospite a rallentare e a lasciarsi sedurre dalla bellezza autentica dell’Alta Langa. Oltre ad alloggiare in una delle 6 suites tutte diverse e dalle caratteristiche uniche, gli ospiti possono rilassarsi nel giardino all’italiana con fontana e roseto, nella piscina all’aperto o nel centro benessere, ma anche godersi i piaceri della gastronomia autentica locale con un tocco innovativo e ricercato proposta dal ristorante gourmet L’Orangerie.

Un vero e proprio atelier del gusto in cui lo chef Luca La Peccerella sperimenta inedite combinazioni tra materie prime del territorio (con un focus particolare sui frutti della terra coltivati nell’orto simbiotico della struttura), omaggi alle sue origini campane e incursioni creative derivate dalle sue numerose esperienze. Il risultato è un incontro fra tradizioni del Nord e del Sud, fra classicità e avanguardismo, che dà vita a una cucina fortemente identitaria, ma anche duttile e aperta a sempre nuove traiettorie. Completano l’offerta ristorativa la pizzeria Il Giardino, nella corte interna, e il brunch della domenica, una rivisitazione del “pranzo della domenica in famiglia” in omaggio al passato londinese della proprietaria.
Castello di Grinzane Cavour: un luogo in cui la storia incontra il buon gusto

Situato nella cittadina omonima (in provincia di Cuneo), il Castello di Grinzane Cavour è un edificio medievale costruito intorno alla metà dell’XI secolo in cima a una collina che domina il panorama di vigneti a perdita d’occhio. Un tempo dimora del celebre Conte Camillo Benso, oggi è sede dell’Enoteca Regionale Piemontese, nonché il luogo in cui ogni anno si tiene la Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba. Non ci sono camere per soggiornare, ma vale la pena una visita per assaggiare le creazioni culinarie dello chef Alessandro Mecca che, nel ristorante all’interno di questo luogo magico, offre una cucina essenziale, ispirata a ciò che il mercato giornalmente offre e pensata per ridurre gli sprechi, valorizzare la freschezza e il gusto naturale degli ingredienti, esaltare il lavoro degli artigiani locali e stimolare negli ospiti il piacere di sensazioni nuove.

La sua proposta si declina in due menù degustazione composti da piatti schietti e senza elementi superflui, in cui tutto esprime armonia e celebra la ricchezza enogastronomica dell’Italia, fatta di prodotti tipici, ricette tradizionali, ma anche esperimenti, evasioni gustative e fughe verso nuovi orizzonti.
Villa Calini: un angolo di Franciacorta da riscoprire, a partire dall’orto

Via Ingussano 19, Coccaglio (BS)
Espressione di un’eleganza sobria, signorile e raffinata, Villa Calini è una dimora costruita tra XVII e XVIII secolo, eredità di un opulento passato agricolo, ripensata in chiave attuale e romantica e trasformata nella cornice ideale per ospitare qualsiasi evento meriti un’ambientazione fiabesca, tra pezzi di mobilio originale, affreschi, intarsi e dettagli del VI secolo. Attualmente la struttura non è attrezzata per il pernottamento, ma a giustificare una visita estemporanea basta la proposta del ristorante fine dining Villa Calini.

Qui, grazie anche alla presenza dell’orto adiacente da cui ricavare materie prime “a metro 0” e a una rete di produttori locali, lo chef Alessandro Cappotto esprime il senso di una cucina in stretta relazione con una natura addomesticata con rispetto, dando vita a piatti stagionali colorati e poco elaborati allo scopo di valorizzare gli ingredienti (i vegetali in particolare) nel momento in cui sono al culmine del loro sapore. L’obiettivo è offrire agli ospiti un nuovo concetto di lusso gustativo senza fronzoli, fatto di genuinità casalinga arricchita dall’uso di tecniche ineccepibili e abbinamenti enogastronomici di pregio, da assaporare in un contesto rilassato e accogliente, con un servizio cordiale e attento, svecchiato dagli stereotipi di bon ton di tanta ristorazione attuale.
Hotel Villa Soligo: relax ed emozioni nella terra del Prosecco

Via Guglielmo Marconi 2, Farra di Soligo (TV)
Immerso nel territorio del Conegliano Valdobbiadene e del Prosecco DOCG (Patrimonio dell’Unesco) Hotel Villa Soligo è un luogo di charme ospitato in una prestigiosa villa storica in stile palladiano del XVIII secolo, un tempo residenza estiva e dimora di caccia della famiglia dei Conti Brandolini d’Adda, oggi sapientemente ristrutturata e trasformata in un luogo ricco di suggestioni moderne e insieme lontane nel tempo, dove soggiornare in ambiente caldi ed eleganti, classici e contemporanei al tempo stesso. Non manca una proposta ristorativa adeguata al contesto e affidata al ristorante Tino Gourmet, dove dal 2020 lo chef Tino Vettorello propone una cucina veneta raffinata, salutare ma vivace, basata su prodotti autoctoni dai sapori intensi, lavorati il meno possibile e inseriti in piatti creativi pensati come vere e proprie esperienze sensoriali che variano di stagione in stagione.

Non manca tuttavia una selezione di piatti must sempre disponibili che lo chef, da ormai 15 anni responsabile della ristorazione durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha realizzato in onore delle star protagoniste del red carpet e raccolto nel menù Che Cinema! Tra questi il Rombo alla Clooney, lo Scampo Elodie, l’Orata spericolata Vasco Rossi, sempre da accompagnare a una buona selezione di vini locali (a partire dalle migliori riserve di Prosecco DOCG) o reperiti dai territori vicini, grazie a un attento lavoro di ricerca di produttori meno noti ma non per questo meno sorprendenti.
Ansitz Heufler: la locanda nel castello con la firma di Norbert Niederkofler

Via Valle d’ Anterselva 24, Rasun-Anterselva (BZ)
Ansitz Heufler è un caratteristico castello di montagna in stile rinascimentale, costruito nel 1578 per volontà della famiglia Heufler von Rasen tra le vette della Val Pusteria. Recentemente restaurato per trasformarsi in un hotel dall’eleganza contemporanea, mantiene ancora i dettagli originali che custodiscono la memoria del passato, come le 10 stube rivestite in legno intagliato e maioliche colorate, i soffitti affrescati e le volte a botte o la scenografica Rauchkuchl, un tempo “cucina con focolare aperto”, oggi reinterpretata come lounge bar e spazio conviviale.

L’offerta ristorativa vera e propria è firmata dal celebre chef Norbert Niederkofler (3 stelle Michelin) e affidata all’Osteria Ansitz Heufler dove gli ospiti possono gustare una cucina locale e raffinata, realizzata con prodotti d’eccellenza e coerente con la filosofia Cook the Mountain, ovvero con un progetto etiche che mira a promuovere cultura, identità e territorio, nel rispetto per l’ambiente e per le comunità che lo animano.
Schloss Freudenstein: una perla tra i vigneti dell’Oltradige

Strada Masaccio 6, San Michele d’Appiano (BZ)
Nel 1200 residenza nobiliare abitata da principi e conti, il castello di Schloss Freudenstein (e l’adiacente maniero), per volontà di madame Karoline Fink è oggi un’esclusiva struttura ricettiva immersa nella tranquillità dell’Alto Adige e circondata dai verdi vigneti di una collina privata di Appiano. Negli spazi comuni, così come in ciascuna delle 16 suite, ogni dettaglio architettonico è studiato nei minimi dettagli per combinare il fascino e i ricordi di epoche lontane con un design confortevole e raffinato, e creare una suggestione fiabesca e senza tempo.

Oltre a rappresentare un ritiro per l’anima, il castello è pensato anche come un luogo in cui lasciarsi sedurre dai piaceri del palato, grazie alla proposta gourmet affidata allo chef Danilo D’Ambra. La sua cucina combina ingredienti rigorosamente freschi di stagione e di prima qualità (molti dei quali provenienti direttamente nel vivaio del castello e tutti lavorati in tutte le loro parti secondo l’approccio etico nose to tail) in piatti dai sapori autentici dell’Alto Adige che tuttavia non rinunciano a rendere omaggio alle sue origini casertane, come il Risotto con peperoni, vaniglia e yogurt e la Costata di manzo con bietole, ceci e jus al Porto. (Riproduzione riservata)
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