Garantisce Warren Buffett. La valenza strategia dei Treasury americani nel portafoglio di un investitore è indiscussa, ma adesso è arrivata una conferma in più. E che conferma, perché a darla è l’oracolo di Omaha, che in molti considerano il più grande esperto in vita.
Jp Morgan ha stimato che Berkshire Hathaway, la holding finanziaria di Buffett, abbia in pancia il 3% dell’intero mercato dei buoni del Tesoro Usa a breve scadenza (T-bill). Un’enormità, che la banca americana ha quantificato in 158 miliardi di dollari.
«Negli anni Berkshire Hathaway ha aumentato drasticamente la sua posizione in titoli del Tesoro e ora possiede una quota di mercato più elevata rispetto a quella delle organizzazioni internazionali, degli emittenti di stablecoin, dei fondi del mercato monetario offshore o dei pool di investimenti dei governi locali», scrivono gli esperti di Jp Morgan.
L’oracolo di Omaha ha approfittato della stretta monetaria decisa dalla Fed, che ha portato i tassi d’interesse negli Usa al 5,25-5,5%, ai massimi da oltre vent’anni. Così i rendimenti dei T-bill si sono piazzati sopra il 5%, garantendo guadagni molto interessanti e a basso rischio. La holding di Buffett non poteva non riversarci sopra almeno una parte dell’enorme mole di liquidità accumulata in cassetto, che a fine marzo aveva raggiunto la cifra record di 189 miliardi.
Ma Berkshire Hathaway si è proprio abbuffata. Ogni lunedì, alle aste settimanali del Tesoro, il suo fondatore ha acquistato buoni del Tesoro a 3 e 6 mesi, a volte con incrementi da 10 miliardi. Una strategia mirata, che sugli strumenti a breve termine privilegia la sicurezza al rendimento. Almeno quando si tratta di impiegare la liquidità in eccesso. (riproduzione riservata)