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Violeta Todorova, senior research analyst di Leverage Shares
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Wall Street, le 6 forze che spingeranno l’S&P500 verso un nuovo record nel 2026

12 dicembre 2025, 12:45 Ultimo aggiornamento: 12:47

Violeta Todorova, senior analyst di Leverage Shares, vede l’indice S&P500 a un nuovo record nel 2026 (ha un target ben preciso) e non si aspetta alcuna bolla AI

I mercati obbligazionari globali stanno inviando un chiaro segnale che la fase accomodante del ciclo di tagli dei tassi sta finendo. L’indice mondiale di titoli di Stato a lunga scadenza è, infatti, tornato al rendimento più alto dal 2009.

Negli Stati Uniti, dove è stato effettuato questa settimana un altro taglio dei tassi di interesse di 25 punti base al 3,50%-3,75%, i rendimenti dei titoli del Tesoro trentennali sono tornati vicini ai massimi degli ultimi mesi (4,823%) poiché, spiega Violeta Todorova, senior research analyst di Leverage Shares, gli investitori tengono conto di un'inflazione prossima al 3%, di un deficit di 1,8 trilioni di dollari e dei dubbi sulla futura indipendenza della Fed.

Qualsiasi sorpresa sull'occupazione Usa avrà un peso maggiore del solito

Il presidente della Fed, Jerome Powell, in conferenza stampa ha puntato i riflettori sul mercato del lavoro, affermando che le condizioni sono più deboli di quanto suggeriscano i dati principali; «quindi qualsiasi sorpresa sull'occupazione la prossima settimana avrà un peso maggiore del solito per l'andamento dei tagli», sottolinea Violeta Todorova.

In questo con testo, il dollaro è vicino ai minimi, la curva statunitense è al suo punto più ripido dell'anno e le azioni statunitensi si aggirano appena sotto i record. Da qui in poi «o le banche centrali e i dati sull'occupazione negli Stati Uniti faranno uscire i mercati da questi intervalli oppure la situazione si consoliderà. Anche sul mercato non c'è un chiaro consenso», prevede l’esperta.

I settori più sensibili ai tassi

Il mandato di Powell termina il prossimo anno e la leadership della Fed rimane al centro dell'attenzione, poiché un cambio al timone potrebbe modificare in modo significativo la traiettoria politica della Fed. Crescono le aspettative che l'amministrazione possa scegliere Kevin Hassett come prossimo presidente della Fed.

Gli investitori si aspettano un presidente della Fed più accomodante, incline a tagli dei tassi anticipati. «Ciò potrebbe fornire ulteriore impulso alle azioni, in particolare per i settori sensibili ai tassi d'interesse come il commercio al dettaglio e i settori ad alta crescita», indica Violeta Todorova.

Nessuna bolla AI

Nonostante le preoccupazioni relative alla bolla dell'intelligenza artificiale e alle valutazioni, i multipli elevati riflettono in gran parte le aspettative di una crescita degli utili superiore al trend, il boom degli investimenti in intelligenza artificiale, l'aumento dei rendimenti per gli azionisti e una politica fiscale favorevole.

La deregolamentazione e l'espansione degli incrementi di produttività legati all'intelligenza artificiale rimangono sottovalutati dal mercato, secondo l’esperta. Al contempo, a differenza delle bolle passate, i leader odierni sono aziende consolidate, generatrici di liquidità, con utili durevoli e una solida posizione competitiva.

Le aspettative di profitto per il 2026 sono in aumento e i miglioramenti dell'efficienza basati sull'intelligenza artificiale, l'espansione dei margini e i continui investimenti aziendali sostengono le valutazioni attuali, in particolare, precisa Violeta Todorova, tra i principali nomi della tecnologia.

Le 6 forze che spingeranno l’S&P 500 a una crescita a due cifre nel 2026

Sono sei le forze che spingeranno l’indice S&P500 a un nuovo record nel 2026. «Con una partecipazione più ampia, condizioni tecniche più solide, una domanda dei consumatori stabile e rapidi investimenti tecnologici, l'indice S&P 500 è posizionato per continuare a registrare guadagni nel 2026», prevede la senior research analyst di Leverage Shares. L’ultimo record risale al 29 ottobre a quota 6.920,3 punti.

«Prevediamo che l'indice S&P 500 continuerà a salire, trainato da ulteriori tagli dei tassi e da una politica monetaria stabile. Se poi l'inflazione dovesse raffreddarsi più rapidamente e il nuovo presidente della Fed assumesse un atteggiamento accomodante, la possibilità che l'indice registri guadagni a due cifre diventa sempre più probabile», aggiunge Violeta Todorova che per l'S&P 500 punta a quota 7.800 entro la fine del 2026 grazie alle solide aspettative di una crescita degli utili di circa il 14%. (riproduzione riservata)



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