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Wall Street in attesa dei verbali della Fed
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Wall Street in attesa dei verbali della Fed

di Marco Sasso
22 novembre 2017, 16:15

Questa sera la Fed pubblicherà i verbali della riunione del Fomc che dovrebbero dare un indizio su un rialzo dei tassi d'interesse a dicembre. Diminuiti dell'1,2% gli ordini di beni durevoli. Scese di 13.000 unità, invece, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Male Hewlett Packard Enterprise dopo le dimissioni del ceo

Dopo i record segnati ieri, Dow Jones (-0,05% a 23.579 punti) e Nasdaq (+0,06% a 6866) proseguono la seduta in sostanziale parità in una giornata in cui gli analisti prevedono un calo dei volumi di trading in vista della festa del Ringraziamento di domani, in cui Wall Street osserverà un giorno di chiusura, e del Black Friday di dopodomani.

La stagione delle trimestrali si avvia ormai verso il tramonto e dunque, come suggerito da Nick Melhuish, Head of Global Equities di Amundi, "da qui in avanti l'elemento sul quale gli investitori focalizzeranno la loro attenzione sarà l'inflazione e il suo impatto sui tassi di interesse". Secondo l'esperto, l'indice dei prezzi al consumo "sarà la prima cosa da guardare sui mercati nei prossimi sei mesi".

Questa sera la Fed pubblicherà i verbali della riunione del Fomc di inizio novembre che, secondo gli economisti di Intesa Sanpaolo, dovrebbero dare un indizio su un rialzo dei tassi d'interesse a dicembre, proseguendo poi in maniera graduale negli anni successivi. Secondi gli esperti, dovrebbe essere ribadita la valutazione positiva sullo scenario di crescita e sul mercato del lavoro, giunto ormai al pieno impiego, con la prospettiva di un'ulteriore discesa del tasso di disoccupazione. Mentre sul fronte dei prezzi, gli analisti si aspettano che la maggioranza del Comitato riterrà che l'inflazione si riporterà verso il 2% nel 2018-19. La restante parte, invece, dovrebbe mantenere un atteggiamento più cauto, condizionando il futuro andamento dei tassi alla effettiva ripresa dell'inflazione.

Sul fronte macroeconomico, gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti, secondo la lettura preliminare di ottobre, sono diminuiti dell'1,2% a livello mensile, decisamente peggio rispetto alle attese del consenso che si aspettavano invece un aumento dello 0,3%. Quelli ex trasporti sono aumentati dello 0,4% mese su mese, al di sotto delle attese che prevedevano un incremento dello 0,8%.

Dall'altro lato, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese di 13.000 unità a quota 239.000 rispetto alle 240.000 attese dal consenso degli economisti. La media mobile nelle ultime quattro settimane, considerata più attendibile dal mercato in quanto meno volatile, si è portata a 239.750, in aumento di 1.250 unità rispetto alla scorsa settimana.

Tra i singoli titoli quotati a New York, male Hewlett Packard Enterprise (-7,72%) che ha annunciato ieri sera le dimissioni del suo ceo Meg Whitman, che lascerà la guida del gruppo al suo numero due Antonio Neri il prossimo primo febbraio.

In negativo anche SalesForce (-1,85%) che ha pubblicato risultati trimestrali migliori delle attese deludendo però gli analisti sulle previsioni per il trimestre in corso, con ricavi dell‘ordine di 2,8 miliardi di dollari. Roth Capital ha abbassato il rating a "neutral" da "buy".

Avanza Axalta Coating Systems (+4,06%) dopo che la giapponese Nippon Paint ha annunciato di aver presentato una "proposta" di acquisizione. Axalta ha messo fine anche ai precedenti colloqui con il gruppo olandese Akzo Nobel.

In leggero calo Walt Disney (-0,12%) dopo che John Lasseter, direttore artistico della controllata Pixar Animations Studios, si è messo in congedo per un periodo di sei mesi dopo aver ammesso di essere responsabile di "passi falsi" verso alcune persone dello staff.

Crolla del 14.04% Guess, che ha pubblicato ricavi del terzo trimestre inferiori alle attese, mancando il consensus per la quinta volta in otto trimestri, soprattutto a causa di vendite in calo negli Usa.

Poco mossa AT&T (a +0.44%) nonostante il presidente Donald Trump abbia ribadito il suo disaccordo per il progetto di acquisizione del gruppo Time Warner, contro il quale il dipartimento di Giustizia ha depositato ricorso.



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