Apertura al rialzo ma senza particolari spunti per i listini americani: attualmente, il Nasdaq (+0,49%) registra la performance migliore, seguito da Dow Jones (+0,35%) e S&P500 (+0,22%). Poco mosso anche il Ftse Mib, che tratta sulla parità a +0,06%, in linea con Dax (+0,22%), Cac (+0,20%) e Ftse 100 (+0,40%). Cresce lo spread Btp/Bund, che tratta in netto allargamento a 121 punti base dopo le indiscrezioni di stampa secondo cui i margini per trovare una nuova maggioranza parlamentare e quindi evitare elezioni anticipate a giugno sono molto stretti.
Tutti gli occhi sono puntati sul discorso del presidente eletto Joe Biden, in cui dovrebbe essere presentata l'entità del pacchetto di spesa proposto per sostenere le famiglie e le imprese durante la pandemia. Un ulteriore stimolo "sarebbe favorevole per i mercati azionari e rafforzerebbe le aspettative di crescita economica", ha affermato Luc Filip, responsabile degli investimenti nel private banking di SYZ Private Banking. "Il modo in cui verrà implementato sarà fondamentale", ha detto l'esperto.
I mercati azionari sono stati in gran parte piatti questa settimana, nonostante le turbolenze politiche che hanno travolto Washington. Il presidente Trump è stato messo sotto accusa mercoledì per aver incitato alla rivolta del 6 gennaio in Campidoglio, diventando l'unico presidente ad essere stato messo sotto impeachment due volte. Con Trump che lascerà l'incarico in meno di una settimana, i mercati hanno visto in gran parte la mossa come simbolica piuttosto che pratica.
Sul fronte dei dati macro, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) sono salite di 181.000 unità a quota 965.000. Il consenso raccolto dal Wall Street Journal si attendeva un dato a quota 800.000 unità. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro Usa. Il numero di sussidi continuativi al 2 gennaio, infine, è salito di 199.000 unità a quota 5,271 milioni.
A Piazza Affari, focus sul comparto oil e oil service dopo che l'Opec, nel suo rapporto mensile, ha affermato che la domanda globale di petrolio "rimarrà contenuta nel primo trimestre del 2021 a causa delle misure di lockdown per arginare il coronavirus. L'Opec, infatti, ha mantenuto la previsione che la domanda mondiale di petrolio nel 2021 non tornerà ai livelli visti prima della pandemia. La domanda globale ha subito un calo del 10% lo scorso anno e il cartello si aspetta che rimbalzi a 95,9 milioni di barili/giorno quest'anno, ma rimarrà il 4% al di sotto dei livelli del 2019. Sulla base di queste indiscrezioni, il petrolio scambia attualmente in ribasso con Brent e Wti, rispettivamente, a 55,59 (-0,84%) e 52,69 (-0,43%).
In calo anche l’oro, attualmente a 1849 dollari l’oncia (-0,27%), mentre l’euro perde ancora terreno sul biglietto verde, con il cross valutario euro-dollaro in calo dello 0,26% a 1,2123. (riproduzione riservata)