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Wall Street apre la seduta col segno meno
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Wall Street apre la seduta col segno meno

di Marco Sasso
25 ottobre 2017, 16:30 Ultimo aggiornamento: 16:31

Apertura di mercato col segno meno per i principali listini statunitensi. Gli investitori guardano con apprensione alla riunione di domani della Banca Centrale Europea e alla nomina del successore di Janet Yellen alla presidenza della Federal Reserve. Tra le società che hanno pubblicato i conti trimestrali, più del 70% ha battuto le attese

Apertura di mercato col segno meno per Wall Street, con il Dow Jones (-0,08%) e il Nasdaq (-0,18%) in sensibile calo. La seduta odierna si preannuncia particolarmente intensa, alla vigilia dell'attesissima riunione di domani della Banca Centrale Europea. L'Istituto potrebbe annunciare un prolungamento del quantitative easing, sebbene con importi più bassi, indicando comunque un ritardo nel futuro rialzo dei tassi di interesse. Secondo gli analisti di Marzotto Sim, "Potremmo assistere aduna prolungamento degli acquisti per altri 9 mesi ma ad un ritmo o di 30 mld mensili o di 40 per il primo semestre e 20 negli ultimi 3 mesi".

Il tema dominante del giorno è tuttavia rappresentato dalla nomina del successore di Janet Yellen alla presidenza della Federal Reserve. Gli investitori sembrano spaventati dalla probabile designazione del falco John Taylor, divenuto il principale candidato dopo le recenti parole in sue favore espresse da membri preminenti del Partito Repubblicano.

Anche la ricca agenda di appuntamenti macroeconomici potrebbe dare direzionalità ai mercati. Il Census Bureau ha reso noto che gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono cresciuti del 2,2% a livello mensile a settembre, secondo la lettura preliminare, stracciando le attese del consenso degli economisti che si aspettavano un rialzo dello 0,9%. In aggiunta, i beni ex trasporti sono cresciuti dello 0,7% (+0,5% il consenso) e quelli ex difesa sono saliti del 2% sempre su base mensile. Tra gli altri dati macroeconomici attesi i prezzi case mensili di agosto, le vendite di nuove case unifamiliari a settembre e il report dell'Eia sulle scorte settimanali dei prodotti petroliferi, tutti elementi ritenuti potenzialmente strategici dagli esperti.

Sul mercato obbligazionario il benchmark decennale cede 10/32 e rende il 2,44% e il trentennale arretra di 19/32 con un rendimento del 2,95%. Particolare euforia per la seduta di oggi è fornita anche dalla stagione delle trimestrali: tra le società che hanno pubblicato i conti, circa il 72% ha battuto le attese, rispetto al 64% medio dei trimestri precedenti, con l'outlook che appare sempre più incoraggiante.

Il titolo di Visa apre in rialzo dell'1,45%, (+1,1% nel pre-mercato) dopo che la compagnia ha riportato utili e ricavi al di sopra delle attese nel terzo trimestre. L'utile netto trimestrale è passato da 1,93 a 2,15 miliardi (0,9 dollari per azione, contro la stima FactSet di 0,85). I ricavi sono passati da 4,26 miliardi a 4,64 miliardi, mentre FactSet aveva previsto un importo di 4,63 miliardi.  

Coca-Cola apre in lieve ribasso (-0,35%) nonostante la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre in cui la società ha riportato profitti al di sopra delle previsioni, in rialzo del 38%, e ha confermato l'outlook per l'intero anno. Il giro d'affari, calato del 15%, è stato messo sotto pressione dai costi legati al refranchising, ma ha comunque superato le attese. Nei tre mesi a settembre il colosso americano delle bibite ha messo a segno un utile di 1,447 miliardi di dollari, contro gli 1,046 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso. Il fatturato netto è calato a 9,078 miliardi di dollari, dai 10,633 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso, ma sopra gli 8,73 miliardi previsti. Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, nel trimestre i volumi di vendite sono rimasti invariati negli Stati Uniti, sono saliti dell'1% in Europa e sono scesi del 3% in America Latina, mentre il totale globale è rimasto sostanzialmente fermo.

Apertura al ribasso anche per Boeing (-1,06%), che ha visto calare i profitti ma ha comunque battuto le previsioni, così come ha superato le stime in termini di fatturato. A fare da traino sono stati i risultati migliori delle attese nelle divisioni difesa, spazio, sicurezza e servizi globali, cosa che ha bilanciato il calo a sorpresa delle vendite di aerei commerciali (le consegne sono salite del 7% a 202 unità, ma il fatturato della divisione è calato dell'1% a 14,982 miliardi). Nei tre mesi a settembre, il colosso aerospaziale americano ha messo a segno un utile netto di 1,853 miliardi di dollari, 3,06 dollari per azione, in calo del 19% dai 2,279 miliardi, 3,60 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. Escludendo le voci straordinarie l'utile adjusted è stato di 2,72 dollari per azione, sopra le stime per 2,65 dollari. Il fatturato è salito del 2% a 24,309 miliardi di dollari dai 23,898 miliardi precedenti, e anche in questo caso meglio dei 23,99 miliardi attesi dagli analisti. La società ha alzato le guidance per l'intero anno e attende ora un utile adjusted tra 9,90 e 10,10 dollari per azione, contro il precedente range tra 9,80 e 10 dollari. Le stime sul fatturato sono state confermate a un intervallo tra 90,5 e 92,5 miliardi, mentre quelle sul flusso di cassa sono state riviste al rialzo da 12,25 a 12,50 miliardi.

Vendite anche su Walgreens Boots Alliance (-1,26%), che ha subito un duro colpo a causa della mancata acquisizione di Rite Aid nell'ultimo trimestre. La società ha reso noto che gli utili trimestrali sono calati del 20% a 76 centesimi per azione soprattutto per le tasse di terminazione derivanti dall'affare. Walgreens ha accettato di pagare 375 mln usd a Rite Aid dopo che il deal per l'acquisizione della sua rivale non è riuscito a superare gli ostacoli regolamentari.



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