Volkswagen rilancia la sua strategia in Cina. La casa tedesca ha deciso di ampliare la collaborazione con il costruttore cinese Xpeng e punta ora a integrare la nuova architettura elettronica ed elettrica non soltanto nei veicoli elettrici, come inizialmente previsto, ma anche nei modelli a benzina e ibridi plug-in prodotti localmente.
L’annuncio è un nuovo passaggio cruciale nella roadmap tecnologica del colosso tedesco in un mercato fondamentale come la Cina. A partire dal 2027 la piattaforma Cea (China Electrical Architecture), sviluppata congiuntamente dalle due aziende, diventerà il cuore digitale di un’ampia gamma di vetture destinate al mercato cinese. La realizzazione della Cea è la motivazione alla base partnership siglata nel 2024 che comprendeva l’acquisizione del 4,99% della startup orientale da parte di Volkswagen: un’operazione costata 700 milioni di euro ma che ha permesso a Wolfsburg di aprirsi le porte alle tecnologie della società asiatica con la prospettiva di risparmi di costo.
La Cea si basa su una piattaforma di calcolo centrale ad alte prestazioni, progettata per supportare sistemi di assistenza alla guida Adas (advanced driver assistance systems) più avanzati e affidabili, un assistente intelligente basato su intelligenza artificiale e aggiornamenti Ota (over-the-air) veloci e stabili.
La razionalizzazione passa anche dalla riduzione delle centraline elettroniche, con l’obiettivo di semplificare la complessità tecnica, migliorare la sostenibilità del veicolo e preservarne il valore nel tempo grazie a un approccio unificato e interamente definito dal software.
«L’estensione della piattaforma Cea al nostro portafoglio di modelli termici rafforza la leadership tecnologica anche nei veicoli convenzionali», ha dichiarato Ralf Brandstätter, ceo di Volkswagen Group China e membro del board del gruppo di Wolfsburg. «In questo modo ottimizziamo la struttura dei costi e manteniamo un’offerta attrattiva per i clienti, liberando risorse per innovazioni di frontiera».
He Xiaopeng, presidente e ceo di Xpeng, ha definito la scelta di ampliare la partnership con Volkswagen «un nuovo traguardo» che segue l’accordo di sviluppo congiunto siglato nel luglio 2024. «Questa cooperazione rafforzata riflette la fiducia strategica di lungo periodo e l’impegno condiviso nell’innovazione costante delle tecnologie chiave per i veicoli intelligenti», ha affermato.
Volkswagen resta oggi fortemente dipendente dai modelli a benzina in Cina: nel 2024 il marchio ha consegnato oltre 2 milioni di auto, di cui circa il 90% con motore termico. L’estensione della Cea, spiegano i vertici, consentirà di amplificare i benefici di scala, proteggere un business ancora molto profittevole e al tempo stesso rafforzare la competitività sul piano tecnologico e dei costi.
L’operazione si inserisce nel più ampio disegno «per la Cina, in Cina», con cui il gruppo tedesco intende rafforzare le proprie capacità di ricerca e sviluppo locali. A Hefei, Volkswagen ha creato la società di ingegneria Volkswagen Group (China) Technology, integrando strettamente anche le attività software di Cariad China per accelerare il rilascio di servizi digitali e aggiornamenti Ota.
«Standardizzare la Cea sull’intera gamma ci permette di accelerare i servizi digitali e offrire aggiornamenti mirati ai clienti, sfruttando allo stesso tempo le economie di scala per ridurre i costi e consolidare la competitività», ha aggiunto Robert Cisek, presidente e ceo di Volkswagen Passenger Cars China.
Il piano industriale di Volkswagen in Cina prevede un’accelerazione sull’auto connessa e intelligente già dal 2026. Al Salone di Shanghai 2025 sono stati presentati i primi modelli sviluppati localmente, con un’offerta che crescerà progressivamente: circa 30 veicoli elettrificati saranno disponibili sul mercato cinese entro il 2027, mentre per il 2030 il gruppo punta a 30 modelli full electric distribuiti tra i vari brand del portafoglio, da Volkswagen ad Audi. (riproduzione riservata)