C’è un indice di mercato che da quando Donald Trump ha annunciato i suoi dazi contro il resto del mondo, facendo sprofondare le borse americane e mondiali, sta crescendo senza sosta, tanto che tra inizio marzo e inizio aprile del 2025 è salito del 130%, da 23 a 53 punti.
Ma in realtà il fatto che questo indice salga è tutto fuorché positivo per chi vuole investire. Il suo nome è Cboe Volatility Index, ma tutti lo conoscono come Vix o con il suo soprannome: indice della paura.
Il Cboe Volatility Index o Vix è un indice in tempo reale che misura le aspettative del mercato sulla volatilità futura nei successivi 30 giorni dell’indice S&P 500. Viene spesso soprannominato indice della paura perché tende a salire quando aumenta l'incertezza o il panico tra gli investitori.
È stato creato nel 1993 dal Cboe (Chicago Board Options Exchange) ed è oggi considerato un punto di riferimento a livello globale per valutare il rischio di mercato e l’atteggiamento degli investitori, cioè il sentiment.
Il Vix non misura la volatilità passata (quindi le oscillazioni che si sono già verificate sui mercati), ma quella attesa, stimata attraverso i prezzi delle opzioni sull’S&P 500 con scadenze comprese tra i 23 e i 37 giorni. Quando gli investitori si aspettano forti oscillazioni future (al rialzo o al ribasso), i prezzi delle opzioni aumentano, e quindi anche il valore del Vix.
Nella pratica, le due casistiche più diffuse sono queste:
Infatti in generale, nel corso della storia, il mercato cresce in modo costante ma abbastanza regolare, mentre quando scende (perché in correzione o in fase di mercato orso) tende a farlo in maniera brusca e repentina.
La media di lungo periodo del Vix è intorno ai 21 punti. Tipicamente, la soglia oltre la quale gli esperti affermano che la paura e la volatilità sul mercato hanno raggiunto livelli elevati è di 30 punti. Quindi attualmente l’S&P 500 sta trattando a una volatilità quasi doppia rispetto al punto considerato critico.
Dal Covid a oggi il livello massimo toccato dal Vix è stato di 83 punti, durante i primi giorni della pandemia. L’indice della paura non toccava i livelli attuali, sopra i 50 punti, dall’aprile del 2020. (riproduzione riservata)