L’obiettivo è rivedere il sistema che impone il divieto di commercializzare nuove auto alimentate a benzina o diesel a partire dal 2035. E in vista del vertice sull’auto a Bruxelles, in calendario giovedì 9 ottobre, i governi di Italia e Germania sono tornati alla carica con una lettera congiunta.
A predisporre il documento per conto dell’esecutivo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che da tempo rivendica la scelta di intervenire su tempi e modalità del Green Deal Ue. «Siamo a un punto di svolta e ora si apre una nuova fase per l’industria europea. Italia e Germania si presentano unite per chiedere alla Commissione un cambio di rotta sull’automotive, subito».
A esporsi sul tema anche il cancelliere tedesco Friedtich Merz che ha definito «sbagliato» il divieto sui motori a combustione deciso a partire dal 2035. Merz, secondo quanto trapela, chiederà di revocare la decisione sui motori per aiutare l’industria.
Per l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, «è arrivato il momento che tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’industria automobilistica chiedano alla Commissione Europea di mettere finalmente in campo azioni forti e concrete per scongiurare il più grande suicidio economico della storia».
«La presidente von der Leyen», ha detto Guidesi in una nota, «adesso decida se tentare di salvare 13 milioni di posti di lavoro o, al contrario, di distruggere definitamente la più grande industria europea». (riproduzione riservata)