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Conclave, le finanze vaticane al centro della settima congregazione

di Giusy Iorlano
30 aprile 2025, 18:10 Ultimo aggiornamento: 18:14

Intanto partono le grandi manovre politiche. Il cardinale Jean Claude Hollerich difende il Sinodo e sponsorizza il maltese Mario Grech per il Soglio di Pietro. Sandri ai cardinali: ricordiamoci che regnare è servire | Conclave, su Polymarket in testa il cardinale Parolin. Ma salgono le quotazioni di Turkson

Il pre-Conclave entra nel vivo e alle congregazioni generali si inizia a discutere del futuro della Chiesa. Alla settima riunione dei cardinali del 30 aprile, alla quale hanno preso parte 181 cardinali (di cui 124 elettori), si è toccato, infatti, quello che sarà subito uno dei tempi più spinosi a cui dovrà mettere mano il successore di Jorge Mario Bergoglio: le finanze vaticane.

«Nella prima parte della mattinata si è parlato della situazione economica e finanziaria della Santa Sede, con interventi dei cardinali Reinhard Marx, Kevin Joseph Farrell, Christoph Schoenborn, Fernando Vergez Alzaga e Konrad Krajewski», ha riferito ai giornalisti il direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni.

Un cantiere, quello delle finanze vaticane al quale Bergoglio ha messo mano nei suoi dodici anni di pontificato ma non del tutto concluso, in particolare per quanto riguarda, come scritto da Milano Finanza, nel risanamento dei conti pubblici della Santa Sede. Da un lato le spese continuano ad aumentare; dall’altro le entrate, in particolare quelle dalle donazioni dei fedeli, diminuiscono costantemente. Risultato: il Vaticano è in deficit strutturale per oltre 70 milioni circa l’anno.

Ed ecco che al centro dell’ultima congregazione sono emerse alcune «sfide, problemi, proposte nella prospettiva della sostenibilità, con l’obiettivo che le strutture economiche continuino a supportare la missione del papato», ha sottolineato il cardinale Marx, in qualità di coordinatore del Consiglio per l’economia. 

Al centro della mattinata si è parlato anche dell’attività del comitato per gli investimenti, di quella della Commissione di vigilanza dello Ior, l’Istituto per le Opere di Religione (teatro di mille scandali) e di quella del Dicastero per la carità. Il cardinale Vergez, presidente emerito del Governatorato (non erano presenti né l’attuale presidente suor Raffella Petrini né il segretario laico avvocato Giuseppe Puglisi-Alibrandi) ha, poi, dato alcune specifiche sulla situazione e sul supporto del Governatorato ed anche su alcuni lavori di ristrutturazione in cui è coinvolto. 

D’altronde è stato lo stesso Papa Francesco a rinnovare il Consiglio per l’Economia, nominando molte donne manager, a creare la Segreteria per l’Economia, una sorta di super-ministero delle Finanze, a regolamentare i finanziamenti fuori sacco e, con un deficit in crescita, imponendo al Vaticano una cura dimagrante, togliendo, poi, i soldi alla Segreteria di Stato dopo lo scandalo della compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra.

Una delle battaglie-madri del pontificato, quest’ultima, con il cardinale Angelo Becciu, un tempo potentissimo, finito – per la prima volta – sul banco degli imputati del tribunale vaticano, e condannato. Condanna, questa, che ieri, 29 aprile, gli è costata quello che lo stesso cardinale sardo ha definito «un passo indietro» per «obbedire a Francesco» evitando di partecipare al Conclave.

Un respiro di sollievo per i porporati che sul caso di Angelo Becciu, hanno espresso il loro «apprezzamento per il gesto da lui compiuto», auspicando «che gli organi di giustizia competenti possano accertare definitivamente i fatti».

Gli altri interventi

Sono seguiti circa 14 interventi su tematiche come: l’ecclesiologia del popolo di Dio, si è citata come una ferita la polarizzazione nella Chiesa e la divisione della società, la sinodalità unita alla collegialità episcopale anche come corresponsabilità differenziata, anche per superare la polarità nella Chiesa, si è parlato di vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa, tanti sono stati anche i richiami ai testi conciliari, in particolare alle due costituzioni apostoliche Lumen Gentium e Gaudium et Spes. Ancora, al centro della congregazione si è parlato di evangelizzazione.

Domani, 1 maggio, giorno festivo, non ci sarà congregazione generale, solo i novendiali il pomeriggio. La prossima congregazione ci sarà la mattina di venerdì 2 maggio alle ore 9. Anche domenica, 4 maggio, allo stato attuale, non ci sarà congregazione.

Spunta la candidatura del maltese Grech

Nel frattempo, le manovre non solo tecniche, ma soprattutto «politiche» del Conclave entrano nel vivo. Sono, infatti, iniziate le messe celebrate dai cardinali nelle parrocchie di Roma, come consuetudine tra i funerali del Papa e il Conclave, con omelie spesso programmatiche. Come quella del cardinale Jean Claude Hollerich che ha già apertamente sponsorizzato il cardinale maltese Mario Grech per il soglio di Pietro, puntando sul Sinodo. La sua predica è una promozione del percorso sinodale e anche una «spinta» alla candidatura al papato del cardinale Grech, segretario generale del Sinodo dei vescovi: «Quando Francesco aprì il Sinodo c’era gente che aveva paura: “Forse saranno riforme che porteranno una divisione della Chiesa, una polarizzazione tra destra e sinistra e sappiamo già che il mondo soffre troppe divisioni». Ma il porporato è «contento che abbiamo lavorato sotto la guida esperta del Segretario del Sinodo, il cardinale Mario Grech, e tutta l’equipe. Abbiamo cambiato tutta la struttura, pensate che ci siamo riuniti nell’Aula Paolo VI in tavoli rotondi, vuol dire che tutti hanno partecipato con la stessa dignità di figli e figlie di Dio; ciascuno è importante e amato da Dio, ciascuno di voi cari fratelli, care sorelle è importante per la Chiesa e lo Spirito Santo è tra voi». Senza «lo Spirito Santo ci sarebbe una cacofonia enorme ma con l'ascolto e con la preghiera si fanno una nuova armonia e un nuovo popolo di Dio, in cui il papa, i vescovi non sono super eroi solitari ma veri pastori di un popolo», ha concluso Hollerich.

Fanno ancora rumore, il giorno dopo, le parole di Joseph Zen Ze-kiun, cardinale di Hong Kong che avrebbe lanciato un commento acuminato sul primo dei papabili della vigilia, ossia l’ex Segretario di Stato Pietro Parolin, dato per favorito.

«Come successori degli Apostoli siamo chiamati ogni giorno a ricordarci e vivere con consapevolezza che ‘regnare è servire’», ha, invece, ammonito il cardinale Leonardo Sandri presiedendo, nel pomeriggio del 30 aprile, nella Basilica di San Pietro la messa in suffragio di papa Francesco. Secondo Sandri, proprio così «ha vissuto Papa Francesco, scegliendo diversi luoghi di sofferenza e solitudine per compiere la lavanda dei piedi durante la Santa Messa in Coena Domini, ma anche mettendosi in ginocchio e baciando i piedi dei leader del Sud Sudan, implorando il dono della pace, con quello stesso stile per molti ritenuto scandaloso, ma fortemente evangelico, con il quale san Paolo VI il 4 dicembre di cinquant'anni fa in cappella Sistina si mise in ginocchio baciando i piedi di Melitone, Metropolita di Calcedonia», ha ricordato. (riproduzione riservata)



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