Venerdì nero per Piazza Affari, con il Ftse Mib che chiude a -0,94% a 51882 punti.
Sul fronte macro, negli Stati Uniti i prezzi all'importazione sono cresciuti dello 0,3% su base mensile, contro un calo dello 0,8% atteso dagli economisti. Su base annua, l'aumento è stato del 7,7%, il più elevato dall'agosto 2022. La flessione dei prezzi dell'energia è stata infatti più che compensata dai rincari registrati negli altri comparti.
A Milano, i rialzi arrivano dai titoli energetici con Eni che ha chiuso a +2,53%, Tenaris a +1,14%, Snam a +1,7% e Terna a +2,88%.
Tra i bancari, B.Mps ha ceduto l'1,85%: il cda della banca senese ha indicato che il premio implicito offerto da Intesa Sanpaolo (-1,72%) è inferiore alla media delle operazioni comparabili e che le sinergie annunciate risultano molto superiori ai livelli osservati nelle ultime aggregazioni bancarie nel Paese. Mps, inoltre, ha spiegato che proseguono le analisi sulla proposta di aggregazione con Banco Bpm aggiungendo che l'operazione merita ulteriori approfondimenti.
Le peggiori performance si sono registrate su Stm (-4%) e Prysmian (-4,53%).
Vendite anche sul lusso: Moncler ha perso il 2,76% e B.Cucinelli ha lasciato sul terreno l'1,6% dopo i conti di Burberry (-6,38% a Londra). Il gruppo britannico ha annunciato un ritorno alla crescita, ma ha mantenuto un approccio prudente nonostante abbia previsto ulteriori progressi verso i propri obiettivi finanziari per l'intero esercizio, tra cui crescita dei ricavi ed espansione dei margini. A pesare resta l'incertezza del contesto geopolitico e macroeconomico.
Infine, Sesa ha guadagnato il 6,88% dopo il crollo della vigilia seguito ai risultati dell'esercizio 2025-2026. Gli analisti di Intermonte evidenziano come la valutazione del titolo rimanga "molto interessante".