Chiusura in frazionale rialzo per Piazza Affari con il Ftse Mib che a fine giornata avanza dello 0,13%.
Sul fronte macro da segnalare che in Germania, la produzione industriale è scesa dell'1,9% su base mensile a dicembre, dopo una crescita rivista dello 0,2% nel mese precedente, secondo quanto riportato dall'Ufficio Federale di Statistica. Il dato risulta peggiore delle attese degli analisti, che stimavano una diminuzione dello 0,2%.
Negli Usa, invece, l'indice di fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan è salito a 57,3 punti a febbraio, rispetto ai 56,4 punti di gennaio, superando le attese degli analisti, che prevedevano una lettura a 55 punti.
A Milano tonfo per Stellantis (-25,17%) dopo una maxi pulizia di bilancio. Il gruppo nei conti del 2025 sconterà 22,2 miliardi di oneri esclusi dall'utile operativo adjusted, con uscite di cassa attese in circa 6,5 miliardi nei prossimi quattro anni a valere su tale importo. La decisione è la conseguenza diretta della nuova strategia intrapresa dall'ad Antonio Filosa volta a riposizionare l'azienda in funzione delle effettive preferenze dei suoi clienti, che sta già producendo i primi benefici tangibili, tra cui il ritorno a volumi e ricavi netti in crescita nel secondo semestre del 2025, aumento degli ordini dai clienti e dalla rete e miglioramenti negli indicatori iniziali di qualità.
In considerazione della perdita netta del 2025, comunque, Stellantis non distribuirà dividendi nel 2026. Inoltre, il cda ha autorizzato l'emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate non convertibili fino a 5 miliardi di euro. Queste misure contribuiranno a preservare una robusta struttura patrimoniale e di liquidità, con circa 46 miliardi di euro di liquidità industriale disponibile a fine esercizio.
Quotazioni in rialzo per Bper (+2,27%) in scia alla raffica di aumenti di target price dopo i conti e Buzzi (+2,71%) che nel 2025 ha registrato un fatturato consolidato preliminare di 4,518 mld, in aumento del 4,8% rispetto all'esercizio precedente. Bene pure Prysmian (+3,59%) e Mediobanca (+2,18%).
Focus, infine, su Finecobank (+2,05%) che ha chiuso il 2025 con un utile netto di 647 milioni, in lieve calo dello 0,8% sul 2024. La banca riconoscerà agli azionisti un dividendo di 0,79 per azione, in aumento del 7% su anno. I ricavi totali sono rimasti stabili e pari a 1,316 miliardi, mentre il cost/income ratio si è attestato al 27,1%. Il Cet1 si è attestato al 23,3%.