Dopo anni di deficit, il Vaticano ha chiuso il 2024 con un avanzo di bilancio di 1,6 milioni di euro: guadagnando così più di quanto ha speso. Lo ha reso noto mercoledì 26 la Segreteria per l’Economia della Santa sede, tornando a pubblicare i conti consolidati dopo anni di silenzio. Il risultato rappresenta un netto recupero rispetto al disavanzo di 51,2 milioni registrato l’anno precedente (rivelato in esclusiva da Milano Finanza). Il miglioramento sul piano complessivo si basa su una significativa riduzione del disavanzo, sceso di quasi il 50% da 83 milioni a 44 milioni.
Per la Santa Sede si tratta dei primi risultati dei tagli di spesa avviati da Papa Francesco, che ha rivoluzionato profondamente la finanza vaticana favorendo una maggior trasparenza, a cui si somma l’effetto Giubileo che ha dato una notevole spinta alle donazioni. La revisione della spesa è una politica che Papa Leone XIV ha dichiarato di voler portare avanti.
«Non si tratta solo di mantenere l’equilibrio di bilancio ma di rafforzare la capacità della Santa Sede di utilizzare nel modo migliore ogni contributo ricevuto», ha commentato prefetto per l’Economia, Maximino Caballero Ledo, così da rendere «più solido e sostenibile il servizio alla missione della Chiesa universale».
La Santa Sede ha spiegato che le entrate sono aumentate di 79 milioni di euro, spinte principalmente da donazioni e gestione ospedaliera e dagli sforzi di controllo delle spese che hanno parzialmente compensato l'inflazione e l'aumento dei costi del personale.
Le donazioni sono cresciute di 20,1 milioni a 214,9 milioni (stabili invece quelle provenienti dalle diocesi a 22,7 milioni), e sono saliti i ricavi dalla finanza a 71,1 milioni (dai 45,8 milioni del 2023).
La performance nella gestione finanziaria è stata particolarmente positiva, generando risultati attivi pari a 46 milioni, superando i livelli del 2023 e svolgendo un ruolo chiave nella copertura del deficit operativo. «Questa performance è soprattutto dovuta alla realizzazione di plusvalenze grazie all'avvio delle attività del Comitato Investimenti che partirà solo quest'anno», si legge nel comunicato.
Escludendo gli enti ospedalieri, la Santa Sede ha chiuso con un avanzo di 18,7 milioni di euro. La Segreteria per l'Economia sottolinea ancora una volta la necessità di prudenza nell’interpretazione di questo dato, «poiché questo miglioramento è dovuto principalmente a un aumento delle donazioni e a un impatto contabile una tantum degli investimenti, legati alla vendita di investimenti storici. Questo progresso dovrà dunque essere confermato nei prossimi anni».
«Il risultato dell’attività finanziaria nel 2024 è stato un sostegno prezioso, che ha aiutato a far fronte a un contesto ancora segnato da pressioni significative e ha offerto un supporto concreto alle attività legate alla missione della Santa Sede», ha sottolineato Caballero Ledo a Vatican News. Tuttavia, «è bene ricordare che una parte di questi risultati deriva da operazioni straordinarie legate alla riallocazione del portafoglio secondo la nuova politica di investimento e le indicazioni del Comitato per gli Investimenti. Si è trattato di un passaggio necessario per rendere la gestione più coerente con i criteri stabiliti, ma le plusvalenze generate in questa fase non sono replicabili con la stessa intensità negli anni successivi e riflettono la naturale volatilità dell’attività finanziaria».
La strategia per gli anni a venire si basa su due fronti: «Accanto alla prudenza nella gestione delle spese, è imprescindibile continuare a lavorare sul versante delle entrate: dalle donazioni al fundraising, dalla valorizzazione del patrimonio a una gestione degli investimenti coerente con i criteri stabiliti» allo scopo di «consolidare i progressi compiuti e rafforzare gradualmente una base economica più stabile. Si tratta di un percorso che richiede continuità e realismo, affinché le risorse disponibili possano sostenere in modo efficace e responsabile le attività della Santa Sede». (riproduzione riservata)