Vascotto e Django Deer: il Mediterraneo parla italiano alla Rolex Middle Sea Race
Si è conclusa a La Valletta la 46ª Rolex Middle Sea Race, con Line Honours a Black Jack e vittoria assoluta al 72’ Balthasar. L’Italia conquista tre successi di classe, la Nations Cup e una seconda posizione assoluta con Django Deer di Giovanni Lombardi Stronati
Si è chiusa con la cerimonia nella magnifica Sacra Infermeria di La Valletta la 46ª edizione della regata più iconica del Mediterraneo. Line Honours a Black Jack, vittoria assoluta a Balthasar. L’Italia brilla con tre successi di classe e la Nations Cup.
C’è un suono inconfondibile che segna la fine della Rolex Middle Sea Race: non è quello del vento né delle drizze sui carboni d’albero, ma l’applauso che riecheggia sotto le volte della Sacra Infermeria. È qui, nel cuore antico di La Valletta, che domenica sera si è chiusa la 46ª edizione della regata più scenografica del calendario d’altura, con la cerimonia di premiazione allestita tra le colonne di pietra dorata costruite dai Cavalieri di San Giovanni nel XVI secolo.

Dopo oltre 600 miglia di navigazione attorno alla Sicilia, la flotta ha ritrovato la calma e la luce del Grand Harbour. A conquistare la vittoria assoluta IRC è stato il Mills 72 Balthasar di Louis Balcaen, mentre la Line Honours è andata al gigante Black Jack, 100 piedi firmato Reichel/Pugh. Nei multiscafi, l’Irens 84 Allegra di Adrian Keller ha dominato la classifica MOCRA. Ma è l’Italia ad aver scritto la pagina più luminosa di questa edizione. Django Deer, Lunatika e Mon Ile: tre bandiere italiane al vento Tre vittorie di classe, una coppa per nazioni e una seconda posizione assoluta: un bilancio che racconta la forza e la varietà della vela italiana. In IRC 2, il Botin 52 Django Deer di Giovanni Lombardi Stronati, con Vasco Vascotto alla tattica, ha chiuso secondo nella classifica generale assoluta, a soli cinque minuti dal vincitore.

«Ogni volta che passo tra Etna e Stromboli, o doppiando Pantelleria, mi ricordo perché la Middle Sea è unica» ha raccontato Vascotto. «È una regata che non ti regala nulla: bonacce, temporali, vento che gira. Ti costringe a restare lucido, ma anche a goderti la bellezza del mare. Il merito è di un equipaggio straordinario e di un armatore che ci ha permesso di vivere una stagione indimenticabile».
Nella categoria Double Handed, la vittoria è andata al Sun Fast 3600 Lunatika di Guido Baroni e Alessandro Miglietti, protagonisti di una rimonta spettacolare dopo un 2024 amaro.
«Abbiamo spinto sempre al massimo, anche quando sembrava impossibile colmare il distacco,” ha raccontato Baroni. “Il vento è tornato, e con lui la nostra corsa verso Malta. Vincere per soli ventidue minuti è un’emozione che non si dimentica».
La terza vittoria tricolore è arrivata in classe ORC 5, grazie al First 40 Mon Ile di Gianrocco Catalano, già protagonista di molte edizioni.
Con i loro risultati – Django Deer (2°), Cippa Lippa (7°) e Valentina (11°) – le barche italiane hanno conquistato anche la Yachting Malta Nations Cup, premio riservato ai tre migliori piazzamenti IRC di una stessa nazione.
Un podio che parla italiano
Oltre ai vincitori di classe, l’Italia ha piazzato diverse barche ai vertici: Ars Una di Antonio Cafaro terza in IRC 4, Valentina seconda in IRC 6, Picomole terza tra i multiscafi, e Diavolina di Michele Puggioni – nona assoluta ORC – vincitrice del Trofeo FIV come prima barca italiana in classifica ORC. Segni di un movimento in salute, capace di unire la tradizione con la nuova generazione di velisti.
Non si tratta solo di vincere
Il Commodoro del Royal Malta Yacht Club, Mark Napier, ha ricordato nel suo intervento come «nella vela, come nella vita, non si tratti solo di vincere. Si tratta del viaggio, delle sfide superate, delle amicizie strette lungo la rotta».

Alla cerimonia erano presenti il Primo Ministro di Malta, Robert Abela, e l’Ambasciatrice italiana Valentina Setta, testimoni di un evento che unisce sport, cultura e mare in un’unica grande celebrazione mediterranea. Bouwe Bekking, tattico di Balthasar e veterano della Ocean Race, ha sottolineato un aspetto che va oltre le classifiche: “Il numero di giovani velisti presenti è impressionante. È il segno più bello di questa regata: il futuro è già qui, in mare con noi.”
Verso la prossima edizione
Con la cerimonia di premiazione si è chiuso un capitolo, ma la rotta è già tracciata: la 47ª Rolex Middle Sea Race partirà il 17 ottobre 2026.
Stesso mare, stessa luce dorata di Malta. E quella certezza che solo chi ha attraversato 600 miglia di Mediterraneo conosce davvero: che nella vela, a volte, il traguardo è solo un altro modo di partire.(Riproduzione riservata)
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