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Varese Do You Bike? Guida ai migliori itinerari in bicicletta tra Lago Maggiore e Parco del Ticino

A pochi chilometri da Malpensa, la provincia di Varese si rivela destinazione ideale per il cicloturismo con Varese Do You Bike?: 2.000 km di itinerari tra laghi, parchi e borghi storici, servizi bike friendly e un’offerta che unisce natura, cultura ed eccellenze enogastronomiche

di Germana Cabrelle
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Basta allontanarsi di pochi chilometri dall’aeroporto intercontinentale di Malpensa per trovarsi immersi in un paesaggio sorprendentemente verde, fatto di 7 laghi, 2 fiumi, 3 parchi regionali, 4 siti Unesco, zone umide, colline moreniche, valli, cave e piccoli borghi ricchi di storia. Ed è proprio qui, nella provincia di Varese, che prende forma Varese Do You Bike? il sistema di offerte e servizi integrati per il cicloturismo finanziato dalla Camera di Commercio di Varese, con capofila le Comunità Montane del Piambello e delle Valli del Verbano, nato per fare del territorio varesino una vera destinazione di cicloturismo. Completo di tracce Gpx, ovviamente.

Quando la bici diventa chiave di accesso al territorio

A tre anni dal suo esordio, il progetto Varese do you Bike? si è consolidato in una rete strutturata che conta oltre 80 punti convenzionati: official point, alberghi attrezzati con bike room, stazioni di ricarica per bici a pedalata assistita, ristoranti, negozi di biciclette e noleggi, più 35 guide cicloturistiche formate, tutte aderenti a un disciplinare condiviso per garantire qualità dell’accoglienza e dei servizi. Il cuore dell’offerta sono 45 itinerari per ogni livello di allenamento per circa 2.000 chilometri di percorsi, che spaziano dalle ciclovie classiche alle piste ciclabili per famiglie, dai tracciati sterrati alle strade secondarie dedicate ai pedalatori più esperti. Un sistema che dialoga in modo naturale con tre grandi aree protette: Parco regionale del Ticino, Parco Campo dei Fiori e Parco Pineta e che trasforma la bicicletta in una chiave di accesso privilegiata a un territorio ricco di biodiversità, storia e produzioni locali. Del resto Varese e la sua provincia offrono un paesaggio ideale per svolgere attività sportive outdoor e si trovano in posizione strategica per i turisti, sia per il trasporto pubblico che offre collegamenti extraurbani, sia per le linee ferroviarie Trenord, come pure i servizi di trasporto con battello e traghetto via acqua. Inoltre, fra alberghi, agriturismi e bed&breakfast, si po' contare complessivamente in 25.000 posti letto.

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Tra zafferano e sapori veri, l’identità locale dei laghi Prealpini

In questa porzione di Lombardia il cicloturismo incontra realtà impegnate nella produzione agricola di qualità e nella promozione dell’enogastronomia. Un esempio è l’azienda Natura in Moto, che affianca l’allevamento bovino alla ristorazione agrituristica,  aggiungendovi anche lo street food itinerante con un automezzo,  offrendo un’esperienza autentica legata al territorio. Ad Angera, in località Baranzit, opera invece l’azienda Le Sinergie di Giovanni Belluscio e Carmela Pappalardo, specializzata nella coltivazione di zafferano biologico certificato. La raccolta, rigorosamente manuale, avviene in autunno e si conclude a fine novembre. Insieme ad altre tre aziende locali, Le Sinergie ha ottenuto dal Comune la DeCo (Denominazione Comunale per lo zafferano), ispirandosi al disciplinare abruzzese e agli studi raccolti nel libro di Castiglioni dedicato all’ «oro rosso». La produzione è limitata, 2/3 etti all’anno, considerando che per un chilo servono circa 150 mila bulbi, ma di altissimo valore nutrizionale: lo zafferano è infatti considerato un superfood e un potente antiossidante. L’azienda coltiva anche erbe officinali, contribuendo alla diffusione di una cultura agricola sostenibile.

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Angera, crocevia di storia millenaria

Angera rappresenta uno dei punti strategici del progetto cicloturistico Varese Do You Bike? anche per la sua straordinaria stratificazione storica, che affonda le radici nella preistoria. Il Museo Archeologico cittadino invita a un viaggio affascinante dalle prime tracce umane fino alla fine dell’epoca romana, accompagnando il visitatore attraverso milioni di anni di trasformazioni geologiche e insediamenti umani.

Le collezioni museali dialogano con il Museo Diffuso di Angera, che comprende siti visitabili all’aperto, dalla necropoli romana alla Rocca. Sulla collina della Rocca si apre la Grotta di Angera, conosciuta anche come Tana del Lupo o Antro Mitriaco. Studiata fin dall’Ottocento, la cavità ha restituito nel 2009 una scoperta straordinaria: pitture rupestri realizzate con ocre rosse e pigmenti neri, segni geometrici e puntiformi, forse persino impronte di mani. Le tecniche utilizzate, dal crayon al colore liquido steso con tamponi, bastoncini o dita, raccontano una frequentazione antichissima, rendendo la grotta un luogo di grande fascino per studiosi e visitatori.

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Vini, olio e micro-produzioni d’eccellenza

Continuando a pedalare tra i saliscendi delle colline si incontra e Cascina Piana, storica azienda vitivinicola che da oltre vent’anni sperimenta, raccogliendo riconoscimenti. Su due ettari di vigneti, produce circa 12 mila bottiglie l’anno ed è considerata uno dei 12 micro-produttori di eccellenza del territorio. Tra le etichette spiccano il San Quirico Bianco, pensato per valorizzare i piatti di pesce del Lago Maggiore, il Prime Nebbie, nebbiolo di Angera espressione di un cru su terreno morenico, e il Moccarè, vino dolce muffato da vendemmia tardiva. Poco distante, Cascina Roncaccio produce olio extravergine di oliva da cultivar Leccino e Taggiasca, raccolte a mano, anch’esso insignito della DeCo.

Natura protetta e turismo sostenibile

Il progetto Varese Do You Bike? si inserisce in una visione più ampia di sviluppo sostenibile, sostenuta anche da Varese Sport Commission che promuove iniziative outdoor capaci di generare ricadute economiche positive. Quaranta comuni hanno già aderito, condividendo l’obiettivo di lavorare anche sull’enogastronomia e sulle eccellenze locali, veicolando questi valori agli stakeholder. Emblematica è, oltre alla Palude Bruschera, la Palude Brabbia, riserva naturale regionale gestita dalla Provincia di Varese con delega alla Lipu. Situata tra il lago di Varese e quello di Comabbio, si estende su 460 ettari ed è un importante corridoio ecologico tra il Ticino e le Alpi. Un tempo torbiera, oggi è area di sosta per uccelli acquatici e rapaci. L’accesso alla zona di riserva integrale è regolamentato e avviene solo tramite visite guidate, molto apprezzate da fotografi naturalisti e dagli amanti del birdwatching.

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Pedalare per conoscere. Anche l’arte di Lucio Fontana

Il ciclismo, in questo contesto, non è dunque uno sport fine a se stesso ma un volano di promozione turistica capace di raccontare anche le realtà più nascoste del territorio. Una visione condivisa dalle amministrazioni locali, che immaginano un futuro imprenditoriale fondato sulla qualità, sull’ambiente e sulla cultura, arrivando persino a progettare una casa museo dedicata a Lucio Fontana, estensione della Fondazione per attrarre un turismo internazionale e colto. A pochi minuti da un grande hub aeroportuale, la provincia di Varese si propone così come una destinazione da scoprire lentamente, un colpo di pedale alla volta. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 23/02/2026 12:10
Ultimo aggiornamento: 23/02/2026 12:10
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