Se c’è una cosa che questo 2020 ha insegnato agli investitori è che, da ormai qualche anno a questa parte, i mercati finanziari sono trainati più da fattori psicologici che economici. A testimonianza di questo basti pensare che, a fronte di un crollo senza precedenti degli utili aziendali, sia corrisposta una salita altrettanto vertiginosa dei prezzi delle azioni. Questo è dovuto anche e soprattutto al fatto che nonostante la flessione dei ricavi sia stata consistente, si è rivelata “meno peggio” di quanto avevano stimato gli analisti: i risultati, pessimi in termini assoluti ma ottimi se relazionati al contesto pandemico e rispetto alle previsioni, si sono rivelati infatti i principali driver del rialzo delle quotazioni.
Per questo motivo, soprattutto alla luce del contesto attuale, avere una panoramica del consenso e di ciò che gli analisti prevedono per ciascuna azienda di qualsivoglia settore è di cruciale importanza. Gli strategist di Ubs hanno raccolto in una speciale classifica i consensi e i pareri degli esperti riguardo le principali utilities europee, calcolando le convinzioni di quest’ultimi come una semplice percentuale: il numero di rating buy meno quello di rating sell diviso il numero di rating totali per ogni azione. Così facendo, un titolo con solo punteggi buy assume un valore del 100%, mentre uno con solo punteggi sell del -100%.
Cosa è emerso da questa speciale classifica? “National Grid, società multinazionale di servizi di elettricità e gas con sede a Londra, ha scalato diverse posizioni portandosi in vetta a questa speciale classifica, seguita da Engie e Enel. Dall'altra parte, Uniper rimane il consenso sell per eccellenza, seguito da Severn Trent e Fortum, con quest’ultima che presenta comunque una percentuale positiva di buy”, si legge nello speciale dell’istituto elvetico. “Edf è stato il titolo che ha subito più aggiornamenti dalla nostra ultima pubblicazione nel mese di ottobre, mentre United Utilities è stato quello maggiormente declassato. Per il settore nel suo complesso, il consenso per il 2021 è inclinato pesantemente verso il lato buy, con un punteggio pari 38% rispetto al 20% dello scorso anno, mentre il fronte del sell resta piuttosto debole, con circa il 90% di nomi che hanno registrato un punteggio positivo, cioè un rating buy”, evidenziano gli analisti del gruppo.
Ecco la classifica complessiva, dal titolo con più buy a quello con più sell: National Grid (15 buy, 3 hold e 0 sell), Engie (18 buy, 4 hold, 0 sell), Enel (22 buy, 3 hold, 2 sell), Rwe (20 buy, 5 hold, 1 sell), Edp Renovaveis (13 buy, 5 hold, 0 sell), Snam (16 buy, 4 hold, 1 sell), Edf (13 buy, 5 hold, 1 sell), E. On (18 buy, 9 hold, 1 sell) ed Endesa (11 buy, 8 hold, 1 sell) hanno tutti un consenso buy superiore o uguale al 50%.

Di seguito, con un consenso buy positivo ma inferiore al 50%, si trovano Edpr (8 buy, 6 hold, 1 sell), Terna (9 buy, 8 hold, 2 sell), Iberdrola (12 buy, 17 hold, 1 sell), Sse (8 buy, 7 hold, 2 sell), United Utilities (6 buy, 7 hold, 2 sell), Centrica (6 buy, 7 hold, 2 sell), Pennon (4 buy, 8 hold, 1 sell), Orsted (9 buy, 11 hold, 4 sell), Red Electrica (8 buy, 8 hold, 5 sell), Naturgy (7 buy, 8 hold, 5 sell), Enagas (9 buy, 4 hold, 7 sell), Fortum (9 buy, 6 hold, 8 sell).
Le uniche due con un maggior numero di rating sell sono Severn Trent (1 buy, 11 hold, 2 sell) e Uniper (2 buy, 9 hold, 9 sell). Per quanto riguarda i titoli che hanno subito i maggiori aggiustamenti positivi, oltre ad Edf, vi sono Centrica, Edp, Enel, Naturgy, Uniper, Red Electrica, National Grid, Rwe, Terna e Snam, mentre quelli maggiormente declassati, oltre a United Utilities, sono stati Edpr e Orsted. (riproduzione riservata)