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Usa, revocate le iscrizioni degli studenti stranieri ad Harvard. Nel mirino anche la Columbia

di Valentina Simonella (MF-Newswires)
23 maggio 2025, 10:17 Ultimo aggiornamento: 10:54

La misura riguarderà anche gli studenti stranieri già iscritti presso l’ateneo

Gli Stati Uniti hanno revocato la possibilità per gli studenti internazionali di iscriversi ad Harvard, aggiungendo un ultimo tassello alle tensioni tra il governo di Donald Trump e l’ateneo.

Il Dipartimento per la sicurezza interna statunitense ha chiarito che la misura riguarderà anche gli studenti stranieri già iscritti presso l’ateneo. «Harvard non può più iscrivere studenti stranieri e gli studenti stranieri già iscritti devono trasferirsi o perdere il loro status legale», si legge in una nota.

Per motivare la decisione, il Dipartimento spiega che «la dirigenza di Harvard ha creato un ambiente universitario insicuro, permettendo ad agitatori antiamericani e filo-terroristi di molestare e aggredire fisicamente individui, inclusi molti studenti ebrei, e di ostacolare in altri modi il suo un tempo venerabile ambiente di apprendimento. Molti di questi agitatori sono studenti stranieri».

Da parte sua Kristi Noem, segretaria per la Sicurezza interna, chiarisce che «questa amministrazione sta ritenendo Harvard responsabile per aver fomentato la violenza, l’antisemitismo e per essersi coordinata con il Partito Comunista cinese nel suo campus. È un privilegio, non un diritto, per le università iscrivere studenti stranieri e beneficiare delle loro tasse universitarie più elevate per contribuire a rimpinguare i loro fondi multimiliardari. Harvard aveva molte opportunità di fare la cosa giusta. Si è rifiutata».

Mesi di tensioni fra l’ateneo e Donald Trump

I funzionari di Harvard e Trump sono in conflitto da mesi, mentre l’amministrazione chiede all'università di apportare modifiche alla programmazione, alle politiche, alle assunzioni e alle ammissioni del campus per «sradicare l’antisemitismo» ed eliminare quelle che definisce «pratiche razziste di diversità, equità e inclusione».

L’ateneo, che lo scorso 21 aprile ha intentato una causa contro il governo Usa dopo il congelamento dei finanziamenti per la ricerca, ha prontamente condannato la revoca della certificazione per l’iscrizione di studenti stranieri definendola «illegale», affermando in una nota di essere «pienamente impegnata a mantenere la capacità di Harvard di ospitare studenti e studiosi internazionali, provenienti da oltre 140 Paesi e che arricchiscono l’Università, e questa nazione, in modo incommensurabile».

Sotto accusa anche la Columbia

L’amministrazione Trump ha accusato la Columbia University di aver violato la legge federale sui diritti civili agendo con «deliberata indifferenza» nei confronti di molestie nei confronti degli studenti ebrei nel campus dall’ottobre 2023.

L’Ufficio per i Diritti Civili del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani accusa l’ateneo di aver violato il Titolo VI del Civil Rights Act del 1964, che proibisce la discriminazione basata su razza, colore della pelle e origine nazionale in programmi e attività che ricevono finanziamenti federali. Un portavoce della Columbia ha definito la notizia come un ulteriore passo avanti nella collaborazione tra l’università e il governo per individuare i metodi migliori per combattere l’antisemitismo nel campus.

«Sappiamo che questa scoperta fa parte delle nostre discussioni in corso con il governo. La Columbia è profondamente impegnata a combattere l’antisemitismo e ogni forma di molestia e discriminazione nel nostro campus», ha dichiarato il portavoce alla Cnn. «Prendiamo sul serio queste questioni e collaboreremo con il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani e il Dipartimento dell'Istruzione per affrontarle». (riproduzione riservata)



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