Al via dal 14 giugno al 13 luglio la Coppa del mondo per Club Fifa: undici città americane ospiteranno la competizione che per la prima volta si presenta in formato rinnovato, con 32 squadre partecipanti e una struttura che richiama i Mondiali per nazioni: fase a gironi seguita da eliminazione diretta.
Ma nonostante il coinvolgimento di club del calibro di Real Madrid, Bayern Monaco, Manchester City e Psg, l’evento potrebbe rivelarsi un’occasione sprecata per il settore turistico statunitense. È quanto afferma Morningstar Dbrs in un’analisi dettagliata che sottolinea la distanza tra le potenzialità teoriche della competizione e la realtà di una domanda turistica ancora debole, sia sul fronte interno che internazionale.
La Fifa Cwc, pur non essendo una novità assoluta, è definita da Morningstar Dbrs come «un torneo non collaudato», con uno schema che stenta a conquistare il sostegno di leghe, club e tifosi.
Il nuovo calendario, che colloca il torneo poche settimane dopo la conclusione della stagione europea, ha sollevato preoccupazioni riguardo al sovraccarico fisico dei giocatori e ha generato una reazione tiepida tra gli appassionati, aggravata da un fattore economico non trascurabile: l’adozione del modello di pricing dinamico di Ticketmaster, che ha fatto lievitare i prezzi dei biglietti, scoraggiando la partecipazione. Le conseguenze si sono viste subito: per l’incontro inaugurale tra l’Inter Miami di Messi e Al Ahly, Fifa ha dovuto ridurre il prezzo dei biglietti dell’84% per riempire lo stadio Hard Rock di Miami, altrimenti destinato a rimanere semivuoto.
Il turismo sportivo rappresenta ormai una quota significativa della spesa globale del comparto turistico – circa il 10% secondo l’Un Tourism – e in linea teorica eventi come la Fifa Cwc dovrebbero generare ricadute positive su hotel, ristoranti, autonoleggi, tour operator e attrazioni locali.
Tuttavia, Morningstar Dbrs evidenzia che «l’effetto positivo sarà limitato alle aree intorno alle città ospitanti» e che «non ci aspettiamo una mobilitazione significativa di tifosi internazionali». La risposta del pubblico potrebbe essere molto scarsa. L’esperienza dei tour estivi delle grandi squadre europee in Usa nel 2024, che hanno attirato molti spettatori nonostante la scarsa posta in gioco, lascia intendere che solo le partite dei club più blasonati potranno realmente attrarre pubblico locale.
Il quadro generale, però, è fortemente condizionato dal contesto macroeconomico. Il report sottolinea che la domanda interna è in rallentamento, e la spesa dei consumatori è sempre più selettiva. «Le famiglie a basso reddito, in particolare, potrebbero ridurre drasticamente i propri piani di viaggio per il resto dell’anno», avverte Morningstar Dbrs.
I viaggiatori americani tenderanno a preferire opzioni più economiche, come soggiorni in strutture a basso costo o case vacanza, e a privilegiare la mobilità su strada rispetto a quella aerea. Expedia ha già osservato un rallentamento delle prenotazioni domestiche nel mese di aprile, dopo una sostanziale stabilità nei primi mesi dell’anno.
A rendere il contesto ancora più difficile è il crollo del turismo internazionale, in particolare quello canadese, che nel 2024 rappresentava il 30% degli arrivi stranieri negli Usa. I dati sono eloquenti: i rientri via terra dei canadesi dagli Stati Uniti sono crollati del 22,5% a febbraio, del 31,4% a marzo e del 35,2% ad aprile 2025 su base annua. Expedia ha registrato un calo del 30% nelle prenotazioni verso gli Stati Uniti da parte dei canadesi nel primo trimestre dell’anno. Le cause? Secondo Morningstar Dbrs, «una crescente ostilità verso gli Stati Uniti legata ai cambiamenti di politica commerciale e alle incertezze sui visti e sulle frontiere sotto l’amministrazione Trump».
In questo scenario, le speranze di un impatto forte della Fifa Club World Cup 2025 sul comparto turistico sembrano ridimensionarsi. Anche manifestazioni recenti come la Copa America 2024, pur ostacolata da prezzi elevati e da una logistica sfavorevole per i tifosi sudamericani, hanno avuto un riscontro più evidente: durante la finale a Miami tra Argentina e Colombia, le prenotazioni dall’Argentina sono cresciute del 43%.
Eppure, anche eventi sportivi di portata globale possono rivelarsi un’arma a doppio taglio. Le Olimpiadi di Parigi 2024, ad esempio, hanno portato un aumento del 13% degli arrivi internazionali, ma hanno contemporaneamente allontanato il turismo non sportivo, tra disagi nei trasporti e prezzi gonfiati. Morningstar Dbrs riporta che il gruppo francese Elis S.A. ha segnalato un calo dell’occupazione alberghiera e la cancellazione di molti eventi professionali previsti in estate.
Le imprese turistiche americane si trovano così strette tra domanda interna fiacca, turismo internazionale in calo e costi operativi in aumento, dovuti anche ai dazi su beni di consumo (tessili, bevande, prodotti per la pulizia). Secondo Morningstar Dbrs, «le società più colpite saranno quelle di piccole dimensioni, regionali o specializzate, con un’offerta limitata e una bassa diversificazione geografica». Al contrario, le aziende più grandi, con marchi forti, scala operativa, e una gamma diversificata di servizi, potranno resistere meglio alle pressioni, grazie anche a strategie promozionali più efficaci.
In conclusione, la Coppa del mondo per Club Fifa 2025 si annuncia come una partita giocata a metà campo, con impatti circoscritti e poco incisivi. «Le aspettative del settore turistico sono rivolte agli appuntamenti futuri», avverte Morningstar Dbrs, «come la Coppa del Mondo FIFA 2026 e le Olimpiadi estive di Los Angeles 2028, che promettono livelli più consistenti di turismo internazionale. Il 2025 potrebbe essere un anno in fuorigioco per il turismo statunitense». (riproduzione riservata)