Mentre Bruxelles continua a spingere per la Capital Markets Union e per un'integrazione sempre più stretta dei mercati finanziari europei, dalla Germania arriva un segnale che va in direzione diversa. Börse Stuttgart Digital e tradias hanno infatti completato la fusione con l'obiettivo di creare uno dei principali operatori europei negli asset digitali e nelle criptovalute. L'operazione rafforza l'ecosistema finanziario tedesco, senza coinvolgere altri gruppi continentali.
Il nuovo polo unirà l'infrastruttura regolamentata di Börse Stuttgart Digital con l'attività di market making e liquidity provider di tradias, società specializzata negli asset digitali.
La mossa arriva mentre resta congelata ogni ipotesi di consolidamento tra i grandi gruppi borsistici europei. Lo scorso 21 maggio, intervenendo davanti alla Commissione Banche del Senato, l'amministratore delegato di Euronext, Stéphane Boujnah, aveva ricordato che il gruppo paneuropeo ha tentato per ben tre volte una fusione con Deutsche Börse (che peraltro non ha collegamenti con la piccola Borsa di Stoccarda). «Abbiamo già cercato una fusione con Deutsche Börse tre volte. Non credo che ci sarà una fusione nel prossimo futuro», aveva dichiarato, aggiungendo tuttavia che, dal punto di vista industriale, l'operazione «avrebbe senso», ma che oggi mancano le condizioni politiche e strategiche.
I numeri spiegano perché una simile integrazione avrebbe un peso rilevante. Nel primo trimestre 2026 Deutsche Börse (che ha nel board un banchiere di lungo corso come Jean Pierre Mustier, a lungo ceo di Unicredit) ha registrato ricavi per 1,64 miliardi di euro, oltre tre volte quelli di Euronext, pari a 528,5 milioni. L'ebitda del gruppo tedesco ha raggiunto 1,01 miliardi, con un margine vicino al 61%, mentre Euronext ha realizzato un ebitda record di 343,2 milioni con un margine del 64,9%, leggermente superiore a quello del concorrente. Anche sul fronte dell'utile netto il divario resta significativo: 585 milioni per Deutsche Börse contro 192,3 milioni per Euronext.
Le dinamiche di crescita sono però differenti. Deutsche Börse continua a beneficiare della forza delle attività di clearing, post-trading e servizi finanziari, confermando la guidance sull'intero esercizio grazie a un aumento dei costi contenuto. Euronext, invece, cresce a ritmi più sostenuti (+15,3% dei ricavi nel trimestre) grazie all'integrazione della Borsa di Atene, all'espansione dei servizi post-trading e all'ottavo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra.
In termini di valore, alla data del 31 marzo 2026, la capitalizzazione di mercato aggregata delle società quotate sui rispettivi mercati evidenzia il netto primato di Euronext (8 mercati combinati)come principale piattaforma azionaria paneuropea: 7.000 miliardi di euro. Questa cifra aggrega il valore di oltre 1.800 emittenti quotati sui listini regolamentati di Parigi, Milano, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Dublino, Oslo e Atene. Deutsche Börse, invece, valeva 2.500 miliardi di euro
La holding delle borse europee, poi, guidata dall'amministratore delegato Stéphane Boujnah — che controlla anche Borsa Italiana — ha recentemente creato un'unità dedicata agli asset digitali decentralizzati, con l'obiettivo di lanciare nuovi prodotti nel prossimo futuro. Una mossa che segnala la volontà del gruppo di presidiare anche i mercati emergenti della finanza digitale, in un momento in cui la concorrenza tra le grandi infrastrutture di mercato si gioca sempre più sul terreno dell'innovazione tecnologica.
La mossa più ambiziosa è però quella sui mercati privati. Euronext, infatti, come ha scritto MF-Milano Finanza, sta lavorando a una piattaforma dedicata alla negoziazione di azioni di società non quotate, con l'obiettivo di intercettare la ricca raccolta di capitale che oggi avviene fuori dai listini regolamentati.
La nascita del nuovo polo tra Börse Stuttgart Digital e tradias conferma la strategia tedesca di rafforzamento nazionale. Pur non essendo collegata a Deutsche Börse, la Borsa di Stoccarda punta a conquistare una posizione di leadership europea negli asset digitali, consolidando un settore destinato a crescere con la piena applicazione delle nuove regole europee. Per Bruxelles, che continua a promuovere l'integrazione dei mercati dei capitali, resta irrisolto il nodo più importante: la creazione di un campione continentale. (riproduzione riservata)