Il colosso della spedizione statunitense United Parcel Service, meglio conosciuto come Ups, ha annunciato di aver ridotto la propria forza lavoro dirigenziale di circa 14 mila posizioni e quella operativa di 34 mila posizioni.
Una riduzioni del personale, questa per il 2025, frutto di un mix tra licenziamenti e incentivi all’esodo, che l’azienda ha annunciato all’interno di una relazione sugli utili destinata a investitori e analisti.
«Continuiamo a trovare opportunità per ridurre i costi», ha dichiarato l’ad Carol Tomé. «Siamo pronti a gestire il periodo di picco più efficiente della nostra storia», ha detto.
E questo a fronte di un terzo trimestre in cui la società con sede ad Atlanta ha registrato un calo dei profitti e dei ricavi, ma ha visto i risultati migliori del previsto, poichè l’aumento dei volumi nel segmento internazionale ha compensato il calo dell’attività nazionale e la recente cessione di alcune attività.
In particolare Ups ha riportato un utile netto di 1,31 miliardi di dollari nel terzo trimestre 2025. Nel dettaglio la società ha dichiarato un utile netto di 1,55 dollari per azione e ha registrato un fatturato di 21,42 miliardi di dollari nel periodo in esame.
Risultati, questi, che riflettono il processo di risanamento economico dell’azienda che ha già chiuso le operazioni quotidiane in 93 edifici in affitto e di proprietà durante i primi nove mesi di quest’anno, nell’ambito, appunto, del suo piano di riorganizzazione.
Non solo, l’azienda ha affermato che sta ancora cercando di individuare altri edifici da chiudere.
Già lo scorso aprile Ups aveva annunciato che intendeva tagliare circa 20mila posti di lavoro e chiudere più di 70 strutture, riducendo drasticamente il numero di spedizioni Amazon gestite. All’epoca, la società aveva dichiarato che prevedeva di chiudere 73 stabilimenti in affitto e di proprietà entro la fine di giugno. Ma Ups aveva già sottolineato che stava ancora esaminando la propria rete e che avrebbe potuto individuare altri edifici da chiudere.
Al 30 settembre Ups ha realizzato risparmi sui costi pari a circa 2,2 miliardi di dollari. A questo punto, prevede di raggiungere un risparmio totale sui costi di 3,5 miliardi di dollari nel 2025 rispetto all'anno precedente. (riproduzione riservata)