I mercati azionari asiatici chiudono la settimana in rosso venerdì 12 maggio, soprattutto la Cina. Alle ore 7:20 italiane l’Hang Seng cede lo 0,4%, Shanghai lo 0,7%, bene solo il Nikkei che sale dello 0,9%.
L’oro cede lo 0,2% a 2.016 dollari l’oncia, il petrolio Wti americano perde lo 0,4% a 70,57 dollari il barile. Stabili le maggiori valute (euro a 1,0929), il T bond Usa decennale vede il rendimento scendere dal 3,39 al 3,37% mentre i futures sul Nasdaq sono positivi (+0,3%).
Contrastata anche la sessione di Wall Street di giovedì, i numeri deludenti degli abbonati a Disney e l’annuncio di PacWest Bancorp, istituto regionale Usa, di un calo dei depositi hanno pesato sul sentiment degli investitori.
Una buona notizia arriva dalla Cina dove le vendite di veicoli nel mese di aprile sono aumentate dell'82,7% su base annua dopo essere salite del 9,7% in precedenza. Nel frattempo, Pechino e Washington hanno cercato di allentare le tensioni durante un incontro tra il massimo diplomatico cinese Wang Yi e il consigliere per la sicurezza degli Stati Uniti Jake Sullivan a Vienna.
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Il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan si è seduto davanti al massimo diplomatico cinese per una due giorni di colloqui definiti dalla Casa Bianca incontri «sostanziali e costruttivi», segno che le parti stanno lavorando per allentare le tensioni che hanno portato a un'interruzione anche nella comunicazione di routine fra le due maggiori economie al mondo.
Gli incontri di Sullivan del 10-11 maggio a Vienna con Wang Yi hanno toccato «questioni chiave nelle relazioni bilaterali Usa-Cina, nonché questioni di sicurezza globale e regionale». L’incontro ha posto le basi per una possibile telefonata tra il presidente Usa Joe Biden e il presidente cinese Xi Jinping, un evento al quale i leader cinesi fanno resistenza da settimane.
Venerdì i futures del greggio Wti si sono indeboliti sotto i 71 dollari al barile e dovrebbero chiudere la settimana in leggero ribasso dal momento che gli operatori stanno attraversando un periodo volatile caratterizzato da fattori di domanda e offerta contrastanti.
I prezzi del petrolio sono aumentati all'inizio della settimana quando l'amministrazione Biden ha dichiarato che stava annullando la vendita di circa 140 milioni di barili dalla Strategic Petroleum Reserve e che invece per contro acquisterà greggio per riempire le scorte (SPR) entro la fine dell'anno.
Verso la fine della settimana i dati EIA (Energy Information Administration) hanno indicato un aumento inaspettato delle scorte di greggio negli Stati Uniti, esacerbando le preoccupazioni per l'indebolimento della domanda nel principale consumatore mondiale di materia prima. I dati commerciali della Cina hanno poi mostrato che le importazioni di greggio sono diminuite del 16% annuo a 10,6 milioni di barili al giorno ad aprile, aumentando i timori di un rallentamento della più grande economia asiatica. (riproduzione riservata)