La corsa alle presidenziali americane del 2024 inizia col piede sbagliato per Joe Biden. Il presidente degli Stati Uniti e l’ex presidente, Donald Trump, si sono affrontati giovedì sera (nella notte italiana) durante il primo dibattito presidenziale della campagna elettorale che ha visto andare in scena la forte avversione tra i due candidati, già affrontatisi nel 2020.
Il giudizio unanime della stampa statunitense è che il dibattito abbia esacerbato i dubbi in merito all’età avanzata del presidente Biden, che nel confronto con Trump è apparso a tratti esitante, e che complice una forte raucedine, attribuita dalla sua campagna elettorale a un raffreddore, si è espresso spesso con scarsa chiarezza. Il dibattito di 90 minuti, organizzato dall’emittente televisiva Cnn ad Atlanta, in Georgia, è stato un successo sul piano della moderazione: la scelta di garantire diritto di replica e tempi equi ai due candidati ha consentito di evitare sovrapposizioni e caotici scontri.
Al termine del dibattito, due funzionari anonimi del Partito democratico, uno dei quali in posizione dirigenziale, hanno espresso all’emittente televisiva Cnn la loro preoccupazione per la prestazione del presidente Biden. L’emittente televisiva ha citato, in particolare, un passaggio del dibattito riguardante l’assistenza sanitaria, durante il quale Biden è parso perdere il filo del discorso ed è stato soccorso soltanto dalla fine del tempo a sua disposizione per la risposta. Secondo la Cnn, alla richiesta di un giudizio in merito alla prestazione di Biden, uno dei funzionari anonimi ha risposto: «Nulla di buono».
«Non sono l’unico a cui si sta spezzando il cuore in questo momento. Ci sono molte persone che hanno guardato questo stasera e si sono sentite terribilmente per la prestazione di Joe Biden», ha detto l’ex senatrice democratica, Claire McCaskill. «Non so se è possibile fare qualcosa per risolvere questo problema». «C’è un senso di shock per come è uscito all’inizio di questo dibattito. Su come suonava la sua voce. Sembrava un po’ disorientato», ha detto da parte sua David Axelrod, che è stato uno dei massimi funzionari della Casa Bianca e della campagna elettorale dell'ex presidente Barack Obama. «Ci saranno discussioni sull’opportunità o meno di continuare», ha aggiunto Axelrod alla Cnn.
Il tema dell’economia ha aperto e chiuso il dibattito, con entrambi i candidati alla Casa Bianca impegnati a contestare i risultati e le mancanze delle rispettive amministrazioni. Biden ha affermato di aver ricevuto dal suo predecessore un Paese in profonda crisi economica e sociale, complice una gestione inadeguata delle prime fasi della pandemia di Covid-19. Di parere opposto l’ex presidente, che ha rivendicato i risultati economici e occupazionali conseguiti prima dello scoppio della pandemia, e ha imputato all'attuale amministrazione una spesa fuori controllo e l’elevatissimo livello di inflazione. Trump ha rivendicato anche i tagli della pressione fiscale approvati durante la sua presidenza e quasi giunti a scadenza. Biden, ha accusato l’ex presidente, «vuole aumentare le tasse di tutti voi di quattro, cinque volte».
Biden ha replicato negando che le politiche del suo predecessore abbiano favorito la classe media, che a suo dire è stata «decimata» dai quattro anni di Trump alla Casa Bianca e ha promesso che se rieletto continuerà a lavorare per un sistema fiscale equo. «Ho detto che nessuno che guadagni meno di 400mila dollari all’anno avrebbe visto aumentare le sue tasse di un centesimo. Così è stato, e se sarò rieletto sarà ancora così». Il presidente ha sostenuto che, a dispetto dei tagli fiscali promessi all’elettorato, sarebbe proprio il suo avversario Donald Trump, se rieletto, ad aumentare di fatto le tasse ai cittadini statunitensi: «È lui ad aver aumentato le tasse perché ha aumentato il deficit, ha causato l’aumento dell’inflazione, ha gestito disastrosamente la pandemia. Ora vuole tassarvi di più con un dazio del 10% su tutto ciò che viene importato dagli Usa», ha accusato Biden. Il presidente, ha risposto Trump, «è un politico come tanti altri: si lamenta e basta. Dice che dobbiamo fare questo e quello, tagliare le tasse: ma la realtà è che non fa mai nulla».
Uno tra gli scambi di battute più accesi del dibattito ha riguardato il confronto economico con la Cina, con Trump che ha accusato il presidente in carica di non fare nulla per tutelare il Paese dalla competizione sleale della prima potenza asiatica. «Abbiamo il deficit più alto di sempre, il disavanzo commerciale con la Cina più alto di sempre. Lui non vuole fare nulla a riguardo. È pagato dalla Cina, è un candidato della Manciuria», ha accusato Trump, alludendo ai presunti affari della famiglia Biden con governi stranieri, inclusa la prima potenza asiatica. Trump ha anche puntato l’indice contro la Cina per l’afflusso di oppiacei sintetici dal confine con il Messico, una piaga che a suo dire Biden avrebbe rifiutato di affrontare, assieme a quella del traffico di esseri umani.
Trump è parso particolarmente a suo agio durante la porzione del dibattito dedicata alla crisi migratoria, il tema che forse più di ogni altro grava sul consenso al presidente in carica. «Avevamo il confine più sicuro nella storia del nostro Paese. Doveva solo lasciare le cose com’erano. ha deciso di spalancare il confine», ha accusato l’ex presidente, ricordando che negli ultimi quattro anni sono entrati illegalmente negli Stati Uniti «almeno 18 milioni di persone, inclusa la gente più pericolosa non solo dal Sudamerica, ma da tutto il mondo». Secondo Trump, l’afflusso incontrollato di persone prive di documenti avrebbe causato un forte aumento della criminalità negli Stati Uniti, avrebbe esposto il Paese a minacce terroristiche e minato le prospettive occupazionali, specie per le minoranze afroamericana e ispanica. Biden ha replicato sostenendo che le accuse formulate dal suo predecessore non trovino riscontro oggettivo nei dati, e ricordando che l'unico episodio di terrorismo interno attribuito a estremisti giunti illegalmente nel Paese si è verificato durante l’amministrazione del suo predecessore.
La guerra in Ucraina e il conflitto a Gaza hanno dominato la porzione del dibattito dedicata alla politica estera e al tema della leadership globale degli Stati Uniti. Trump ha ribadito, come già sostenuto più volte nei mesi scorsi, che se fosse eletto potrebbe porre rapidamente fine alla guerra in Ucraina. Secondo l'ex presidente, il conflitto poteva essere evitato, e Biden avrebbe contribuito a innescarlo con «dichiarazioni irresponsabili». «Questa è una guerra che non doveva neanche iniziare. Da presidente eletto faro sì che Putin e Zelensky pongano fine a questa guerra prima del mio insediamento il 20 gennaio», ha detto Trump. L’ex presidente ha inoltre accusato i Paesi europei di non aver investito abbastanza risorse per una crisi che li riguarda direttamente: «Un oceano separa noi dall’Ucraina, eppure per questa crisi abbiamo speso 100 miliardi più dell’Europa».
Biden ha replicato accusando l’ex presidente di non aver mai opposto una risposta muscolare alla volontà di potenza del presidente russo Vladimir Putin. Putin «è un criminale di guerra che ha ucciso migliaia di persone, e ha chiarito di voler ricostituire l’Unione Sovietica. Vuole tutta l’Ucraina, non un pezzo». Se Trump fosse eletto, ha affermato Biden, il presidente russo sarebbe «libero di arrivare a Kiev. Cosa credete accadrebbe allora alla Polonia, a quei Paesi Nato?». Biden ha anche difeso l’ingente spesa destinata al sostegno militare all'Ucraina: «Tutto il denaro che diamo all’Ucraina è per armi fabbricate qui negli Stati Uniti, diamo loro le armi, non i soldi». Per quanto riguarda infine i partner della Nato, «hanno prodotto finanziamenti per l’Ucraina quanto noi, ecco perche' siamo forti».
Trump e Biden hanno dibattuto anche in merito al cambiamento climatico e alla tutela dell'ambiente. L’ex presidente ha dichiarato di voler lavorare per preservare le risorse idriche e la qualità dell'aria degli Stati Uniti, sostenendo che la sua amministrazione già avesse conseguito ottimi risultati in tal senso. «Non ha fatto un accidente di nulla per l'ambiente», ha replicato Biden, accusando Trump di ignorare una minaccia esistenziale per l’umanità e ricordando la decisione del suo predecessore di ritirare gli Stati Uniti dall'Accordo sul clima di Parigi. «L’accordo sul clima di Parigi ci sarebbe costato mille miliardi di dollari, e non sarebbe costato nulla alla Cina, alla Russia e all’India», si è difeso Trump. «Era una truffa ai danni degli Stati Uniti e vi ho posto fine, sarebbe stato un disastro». (riproduzione riservata)