UnitedHealth ha sorpreso Wall Street con una trimestrale migliore del previsto, segnando un primo passo concreto nel suo tentativo di riscatto. Nel terzo trimestre l’utile per azione, depurato da voci straordinarie, è stato di 2,92 dollari contro i 2,80 stimati dagli analisti, mentre i ricavi sono saliti a 113,2 miliardi di dollari dai 100,8 miliardi dell’anno scorso. Il medical-loss ratio, la quota di premi assicurativi spesa per coprire i costi sanitari, si è fermato all’89,9%, meglio del 90,7% previsto, segnale che la macchina operativa sta tornando a regime.
L’annuncio ha dato fiato alle azioni del colosso sanitario che hanno aperto in rialzo di oltre il 3%, per poi ripiegare poco sopra la parità, in quella che appare come una presa di profitto dopo la salita degli ultimi mesi. Infatti, successivamente al calo del 60% dai massimi di aprile, il titolo aveva iniziato un recupero da quando, a fine agosto, si era diffusa la notizia che Warren Buffett aveva investito circa 1,6 miliardi di dollari nel gruppo comprando azioni ad un prezzo medio di poco superiore ai 300 dollari.
Il 2025 doveva essere l’anno della cura Hemsley, e per ora il trattamento sembra funzionare. Il rientro di Stephen Hemsley, ex ceo del gruppo tra il 2006 e il 2017, ha coinciso con un radicale ripensamento delle strategie e il rilascio di una guidance prudente, oggi ritoccata al rialzo: «almeno 16,25 dollari» di utile per azione, rispetto ai 16 inizialmente promessi.
Non che manchino le ombre. A pesare sulle valutazioni nell’ulitmo anno sono stati l’indagine federale sulla divisione Medicare, la crescita delle spese mediche legata al boom delle richieste di cure rinviate dai pazienti durante il Covid e, sullo sfondo, il caso giudiziario dell’assassinio dell’ex ceo della divisione healthcare Brian Thompson da parte di Luigi Mangione, trasformatosi in una macabra star del web. Un insieme di eventi che aveva cancellato centinaia di miliardi di capitalizzazione e minato la fiducia del mercato.
Oggi, però, il tono è cambiato. «Restiamo concentrati sul rafforzamento della performance e sul posizionamento per una crescita durevole e in rafforzamento nel 2026 e oltre», ha dichiarato Hemsley.
A Wall Street il messaggio è passato: UnitedHealth non è ancora guarita, ma sembra aver finalmente smesso di peggiorare e Buffett, ancora una volta, può sorridere. (riproduzione riservata)