Un'assicurazione da circa 200 milioni di euro. Sarebbe questo l’effetto dei derivati che Unicredit ha strutturato sulla partecipazione in Commerzbank nell’ultimo anno e mezzo. Piazza Gae Aulenti è entrata nella seconda banca tedesca nel settembre del 2024, acquisendo inizialmente il 4,5% del capitale dallo Stato tedesco e raccogliendo un ulteriore 4,5% sul mercato.
La quota è stata poi incrementata fino all'attuale 26% e potrebbe rapidamente salire al 29,9%, soglia già autorizzata dalla Bce e limite massimo fissato dalla legge tedesca sull'opa. Per proteggersi dal rischio di ribasso, Unicredit ha costruito una strategia di hedging tramite derivati, coinvolgendo diverse controparti internazionali di primo piano. In particolare, la banca avrebbe sottoscritto contratti (tra cui put option lunghe) con un pool di investment bank americane e inglesi, tra cui Citi, Bofa, Jefferies e Barclays.
I derivati conferiscono a Unicredit il diritto di vendere le azioni Commerzbank a un prezzo predeterminato entro una scadenza fissata, garantendosi così una protezione contro eventuali ribassi del titolo. Nel caso specifico, la plusvalenza minima garantita dai contratti sarebbe stimata in circa 200 milioni, cifra che rappresenta il floor di guadagno indipendentemente dall’andamento del titolo.
La exit comunque non è l’unica opzione sul tavolo. Nonostante la ferma opposizione manifestata sinora dalla banca tedesca e dal governo di Berlino, il ceo Andrea Orcel ha ribadito la volontà di proseguire con la trattativa: «Rispettiamo il governo tedesco, che è uno stakeholder cruciale. Speriamo però che nel tempo vedano la luce anche le nostre ragioni e che la veda anche Commerzbank», ha dichiarato di recente, lasciando intendere che la partita non è affatto chiusa.
In caso di accordo, l’opa e la successiva fusione di Commerz in Unicredit rappresenterebbero l’esito più probabile. Il mercato osserva con favore questo scenario, poiché l’integrazione potrebbe generare sinergie significative, stimate in centinaia di milioni di euro, anche grazie al differenziale tra il cost-income delle due banche: l’istituto di Francoforte ha chiuso il 2024 con un ratio del 59%, contro il 46% di Unicredit. La combinazione delle due realtà non solo consoliderebbe la presenza di Unicredit in Germania, ma offrirebbe margini di efficienza e redditività immediatamente visibili agli investitori.
Un terzo scenario su cui si specula è un accordo per l’acquisto di singoli asset di Commerz. Orcel potrebbe per esempio rilevare la controllata polacca mBank, un deal che consentirebbe alla banca italiana di tornare a Varsavia dopo gli otto anni anni di assenza seguiti alla cessione di Bank Pekao. (riproduzione riservata)