Il ceo di Unicredit Andrea Orcel sta vagliando varie opzioni per sbloccare il dossier Commerzbank. Una di queste, come riferito venerdì 26 settembre dal Financial Times, sarebbe aumentare il numero di membri tedeschi nel consiglio di amministrazione della banca italiana per ottenere il via libera politico a un’eventuale acquisizione.
Unicredit, secondo fonti vicine al dossier, sarebbe disposta a riservare «una quota rilevante» di seggi a esponenti tedeschi, in proporzione al peso che la Germania avrebbe nel bilancio del gruppo post-fusione — circa un terzo.
Si tratterebbe di prassi comune in operazioni di questo tipo, ma ogni proposta dovrà essere approvata dal cda di Unicredit. «Le concessioni non possono essere a senso unico», ha spiegato al giornale inglese una delle persone vicine al dossier, sottolineando che Commerz dovrà essere disposta a negoziare.
Unicredit ha già sperimentato in passato una riorganizzazione della governance in seguito a un’acquisizione: quando nel 2005 rilevò Hvb, il ceo tedesco Dieter Rampl divenne presidente del gruppo. Rampl ebbe però un mandato turbolento, che culminò con la rimozione dell’allora amministratore delegato Alessandro Profumo nel 2010 e con le sue stesse dimissioni nel 2012.
Unicredit ha iniziato a muoversi su Commerzbank nel settembre 2024, accumulando una quota del 29% tramite acquisti diretti e derivati. Ma l’iniziativa ha colto di sorpresa il governo tedesco, che insieme al board di Commerzbank si è detto contrario a un takeover «ostile». Il cancelliere Friedrich Merz e il ministro delle Finanze Lars Klingbeil hanno ribadito di voler mantenere indipendente la seconda banca tedesca.
Attualmente non sono in corso trattative tra Unicredit, Commerzbank e governo tedesco. Orcel ha dichiarato di poter attendere fino al 2027 prima di decidere un’eventuale offerta formale, ma resta determinato a portare avanti il progetto di integrazione.
Oltre all’apertura su governance e rappresentanza in cda, Unicredit sarebbe pronta a valutare ulteriori impegni per rassicurare Berlino: mantenere la sede tedesca del gruppo risultante, evitare la chiusura di una quota di filiali e garantire volumi di credito per un certo periodo. Tutte ipotesi che saranno vagliate con attenzione anche dal governo italiano, attento che il baricentro del gruppo non si sposti troppo verso la Germania.
Come riportato venerdì 26 da MF-Milano Finanza, sul tavolo di Orcel ci sarebbe anche un piano B in caso di forti resistenze da parte delle istituzioni tedesche. Unicredit potrebbe mollare la presa su Commerzbank in cambio di un asset del gruppo, le attività polacche e in particolare la mBank. L’operazione consentirebbe a Piazza Gae Aulenti di ritornare con forza a Varsavia dopo l’addio del 2017 quando la vendita delle quote di Bank Pekao fece uscire la banca italiana dal Paese. (riproduzione riservata)