Botta e risposta fra i vertici di Unicredit e Banco Bpm sull'ops da 10 miliardi lanciata da Piazza Gae Aulenti sull’istituto guidato da Giuseppe Castagna. A riattivare il confronto a distanza è stata la scelta del gruppo di Andrea Orcel di rinunciare alla sospensiva cautelare del golden power, richiesta al Tar lo scorso 22 maggio. La mossa è stata ufficialmente giustificata da Unicredit con i segnali di apertura arrivati dal Tesoro, che vengono smentiti da fonti vicine allo stesso Mef.
In una nota la banca ha fatto sapere di aver ricevuto dal Tesoro una comunicazione che «chiarisce i termini in cui si svolgeranno le attività di monitoraggio» previste dal decreto sul golden power. Il messaggio del Mef è arrivato lo scorso 30 maggio e l’istituto di Orcel ha risposto con un gesto distensivo: «Unicredit prende atto del tenore della risposta fornita dal Mef – si legge nella nota – e ha ritirato la richiesta di misure provvisorie per favorire un dialogo costruttivo».
Per il momento comunque ogni previsione sull’esito dei colloqui è prematura. Da Via XX Settembre viene però ribadita la linea delle scorse settimane: «C’è un golden power che prevede una procedura di monitoraggio, che è stata avviata. Nella procedura di monitoraggio Unicredit e Banco Bpm hanno fatto le loro osservazioni. Noi dovremo dare una risposta a queste osservazioni», aveva precisato lo scorso 28 maggio il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. D’altra parte la stessa Unicredit mantiene la propria linea sul merito del provvedimento e anzi ieri ha «sollecitato una sentenza del Tar in tempi brevi per fare definitiva chiarezza».
«Ci risulta invece che proprio ieri sera l'offerente abbia richiesto al Tar l'annullamento della lettera di precisazioni del ministero», ha rivelato il ceo di Banco Bpm in un’intervista a ClassCnbc, lamentando ancora una volta «confusione e incertezza» da parte di Unicredit, che a sua volta ha fatto trapelare che la ricostruzione del banchiere napoletano non sarebbe esatta. Interpellato poi sul fatto che Piazza Gae Aulenti ribadisce ancora che la sua offerta è a premio, Castagna ha fatto parlare gli ultimi corsi azionari: «Parlare di premio è quasi manipolare il mercato, che dice il contrario. Siamo tra il 7 e l’8% di sconto. Attualmente quella di Unicredit è una non-offerta. Siamo con i piedi per terra». Ieri alla chiusura di Piazza Affari era 7,4%.
L’udienza nel merito del Tribunale Amministrativo è stata fissata per il 9 luglio, mentre resta al momento in piedi la sospensione dell’ops decisa dalla Consob. Su questo provvedimento sarà il Tar a esprimersi martedì 10 giugno alla luce del ricorso presentato dal Banco, che contesta il congelamento di un mese imposto all’operazione da parte dell’authority presieduta da Paolo Savona. A maggio Unicredit ha ottenuto da Consob una sospensione dell’offerta fino al 21 giugno. Il tempo aggiuntivo dovrebbe appunto servire per chiarire gli aspetti legali sul dpcm con cui a Pasqua il governo è intervenuto sulla scalata di Orcel.
Inoltre l'Antitrust Ue deve ancora dire la sua e varare misure che potrebbero avere influenza sul deal. Il giudizio del Tar potrebbe però essere l’elemento decisivo per l’ops, come ha dichiarato lo stesso Orcel: «L'aggregazione tra Unicredit e Banco Bpm è un'operazione valida, però si scontra con visioni che la rendono de facto non economica. Per questo se il responso del Tar non arriverà in tempo, l'offerta potrebbe decadere».
Le prescrizioni del golden power riguardano per un periodo di cinque anni il livello degli impieghi verso famiglie e pmi, gli investimenti in titoli di emittenti italiani e la cessazione di ogni attività in Russia entro il 18 gennaio 2026 da parte di Unicredit. Area da cui il gruppo potrebbe accelerare sull’uscita grazie all’interesse dei fondi emiratini Asas Capital e Mada Capital, che dovrebbero presentare al più tardi la prossima settimana un’offerta non vincolante da 1,2 miliardi di euro per rilevare AO Unicredit Bank. L’perazione è ben vista da Palazzo Chigi oltre che dal Cremlino e dalla Banca Centrale Russia, a cui spetta il via libera finale. (riproduzione riservata)