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Unicredit, per Andrea Orcel le fusioni sono la strada obbligata per rafforzare la Ue e vincere la concorrenza Usa. Ecco perché
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Unicredit, per Andrea Orcel le fusioni sono la strada obbligata per rafforzare la Ue e vincere la concorrenza Usa. Ecco perché

01 ottobre 2024, 15:32 Ultimo aggiornamento: 16:08

Il banchiere: per sostenere l'economia sono necessarie banche europee più grandi e più forti. I singoli Paesi non possono prosperare da soli. I riferimenti al discorso di Mario Draghi e l’operazione UniCommerz sullo sfondo

Mentre entra nel vivo la trattativa tra Unicredit e Commerbank, il ceo di piazza Gae Aulenti Andrea Orcel spiega perché l’Europa ha bisogno di fusioni bancarie. «Con la crescita e il rafforzamento delle nostre attività nei mercati chiave, contribuiamo a costruire un settore finanziario europeo più integrato e competitivo. Anche in questo caso, non si tratta solo di crescere e aumentare la nostra presenza, ma di creare valore per tutta l'Europa», ha spiegato Orcel martedì 1° ottobre nel suo intervento alla prima giornata del Made in Italy Summit.

Le parole del banchiere

«Nel 2008 – ha spiegato il ceo di Unicredit - l'Eurozona e gli Stati Uniti avevano un pil equivalente ai prezzi correnti. Ma ora il pil dell'Eurozona è di poco superiore a 15 trilioni di dollari, mentre il pil degli Stati Uniti è salito a 27 trilioni di dollari. Si tratta di un divario dell'80%, nonostante la popolazione dell'Ue nel 2023 sia di 450 milioni rispetto ai 340 milioni degli Stati Uniti».

«Nessuna nazione in Europa può esprimere appieno il suo potenziale senza il successo dell'Unione Europea, e l'Europa non può prosperare senza il successo di queste nazioni», ha spiegato Orcel. «Ciò che facciamo in Italia a livello nazionale è importante, ma senza un forte quadro europeo sovraordinato, il nostro pieno potenziale rimarrà irrealizzato. L'Europa deve lavorare insieme in modo più coeso per rimuovere le barriere che inibiscono la crescita».

Cosa sta facendo Unicredit

La strada da seguire secondo il banchiere «deve essere quella di trovare un equilibrio tra forza nazionale e integrazione europea. In Unicredit, abbiamo imparato a nostre spese l'importanza di gestire queste due forze. Unicredit ha radici forti e profonde in Italia, ma ha iniziato a prosperare veramente solo quando abbiamo adottato una visione europea, che abbracciava ciascuna delle nazioni che la costituiscono. Oggi – ha precisato Orcel - siamo una banca paneuropea, che gestisce un modello federale, in cui 13 banche distinte di diversi paesi si uniscono come partner. Ognuna di queste banche contribuisce a definire la nostra visione, strategia e ambizione».

I rischi della frammentazione

«La mancanza di integrazione – ha spiegato Orcel - nei servizi finanziari rende più difficile per le banche operare ed esprimere il loro pieno potenziale non solo oltre confine, ma anche all'interno di ciascuno dei paesi in cui sono presenti. Questa frammentazione non è solo una barriera per le banche. Frena il potenziale di interi settori e con esso la forza dell'economia europea, perché non siamo in grado di impiegare il capitale di cui le aziende, in particolare le pmi, hanno bisogno per crescere».

La ricetta del consolidamento

«Se le banche europee potessero operare oltre confine con facilità, incanalando il capitale dove è più necessario, sono convinto che assisteremmo a un'esplosione di crescita del settore privato e a una nuova ondata di investimenti e innovazione aziendale. Ecco perché credo che l'Europa abbia bisogno di banche più grandi e più forti per sostenere il nostro settore. Senza campioni pan-europei, il nostro blocco non realizzerà mai le sue ambizioni, né supererà le sfide di crescita che Mario Draghi e molti altri leader prima di lui hanno evidenziato. Vorrei sottolineare che non si tratta solo di migliorare le cose per le banche e per i banchieri. Si tratta di creare valore per tutti i nostri stakeholder: azionisti, dipendenti, clienti e le comunità che serviamo in tutta Europa».

Perché l’unione bancaria non basta

Un'unione bancaria da sola non è sufficiente secondo il ceo. «L'Europa ha anche bisogno di un'unione dei mercati dei capitali per completarla. Insieme, queste unioni creerebbero le condizioni necessarie per un fiorente settore finanziario europeo, pienamente in grado di supportare le ambizioni macro dell'Unione europea e le ambizioni micro di ciascuna delle sue aziende e famiglie. Abbattendo le barriere che attualmente esistono tra i mercati nazionali, possiamo creare un flusso di capitali senza soluzione di continuità attraverso il continente, consentendo alle aziende di accedere al capitale di cui hanno bisogno per crescere e competere a livello internazionale. In Unicredit, continuiamo a compiere passi in questa direzione».

«Mentre cresciamo e rafforziamo le nostre operazioni nei mercati chiave, stiamo aiutando a costruire un settore finanziario europeo più integrato e competitivo. Ancora una volta, non si tratta solo di crescere e aumentare la nostra impronta; si tratta di creare valore per tutta l'Europa. Il nostro futuro dipende dalla nostra capacità di collaborare, integrarci e sfruttare i nostri punti di forza collettivi. Come ceo di Unicredit, sono convinto che abbiamo il modello, i principi e i valori per fare la nostra parte nel realizzare il cambiamento che dobbiamo vedere. Con le giuste riforme e il giusto supporto, possiamo liberare il pieno potenziale sia dell'Italia che dell'Europa», ha concluso Orcel. (riproduzione riservata)



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