All’indomani dei rilievi dell’Antitrust Europeo al golden power italiano sulla scalata di Unicredit a Banco Bpm, l’operazione voluta da Andrea Orcel è appesa a tempistiche e provvedimenti sempre più stretti. Dopo la prima sospensione di un mese tra maggio e giugno da parte della Consob, l'ops terminerà a Piazza Affari mercoledì 23 luglio. Una scadenza che, calendario alla mano, la banca di Orcel difficilmente potrà rispettare senza un nuovo dpcm che corregga o integri il precedente provvedimento annullato parzialmente dal Tar sabato 12.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, la riscrittura del decreto non è all’ordine del giorno del ministero dell’Economia dove, in tandem con la struttura di Palazzo Chigi, piuttosto si lavora sulle risposte da dare a Bruxelles nell’ambito della procedura Dg Comp. Ecco perché a Unicredit converrebbe ottenere una nuova sospensione dell’offerta da parte dell’authority presieduta da Paolo Savona. Consob può agire d’ufficio in base alle informazioni raccolte sul mercato, ma può anche rispondere a una richiesta specifica presentata da una società, proprio come accaduto con Unicredit a maggio.
In ogni caso i consiglieri di Piazza Gae Aulenti sono stati preallertati per un cda straordinario fra oggi e domani. Secondo fonti di mercato già sabato, al momento dello stop da parte del Tar, Consob avrebbe iniziato l’analisi dei documenti per arrivare a una decisione che nell’immediato consentirebbe a Orcel di comprare altro tempo.
Al netto di un nuovo dpcm che chiarirebbe subito lo scenario, Unicredit avrebbe bisogno di almeno un altro mese abbondante (30 giorni prolungabili di ulteriori 15 arrivando così fino al 3 settembre) per capire se, nell’ambito della procedura Dg Comp, le pesanti prescrizioni golden power resteranno in piedi. Dopo la ricezione della lettera l’Italia ha fino a 20 giorni lavorativi (arrivando quindi teoricamente all’11 agosto) per rispondere a Bruxelles, salvo ulteriore proroga, al termine della quale l’Antitrust si prenderà un lasso di tempo discrezionale per emettere una decisione immediatamente esecutiva.
Anche se non ci sono molti precedenti, nel caso ungherese Vig/Aegon alla Dg Comp sono bastati 15 giorni per chiudere la procedura. Quindi, salvo proroghe, l’intero iter potrebbe concludersi entro martedì 26 agosto. Alla luce di questa scansione sarà decisivo il verdetto della Consob sul nuovo stop. L'authority si esprimerà per la seconda volta a favore di Unicredit? Non è per niente scontato, soprattutto alla luce di alcune perplessità emerse nelle ultime ore sulla lettera inviata da Bruxelles.
In ambienti vicini alla Consob c’è chi interpreta il documento non come un vero e proprio provvedimento, ma come una nota tecnica preliminare e interlocutoria. Vengono inoltre stigmatizzati alcuni errori metodologici, come il fatto che la disciplina del golden power sia equiparata al diritto comunitario.
Secondo questa linea di pensiero sarebbe insomma difficile considerare la lettera un fatto che, ai sensi del Tuf, giustifichi una nuova sospensione dell’ops. Più facile per la Consob sarebbe invece accettare una proroga (discrezionale nei tempi) dell’offerta sulla base di un rilancio cash messo sul tavolo da Orcel prima del 23 luglio. Mossa che la banca farebbe per convincere il mercato anche in forza di un golden power già smontato da Bruxelles, anche se in via preliminare.
Sul tema dei poteri speciali ieri è intervenuto anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: «Alla lettera Ue risponderemo semplicemente riprendendo la sentenza Tar che ci soddisfa e riconosce il principio che la sicurezza economica è parte della sicurezza nazionale. Per garantirla rispetto alla Russia abbiamo adottato 18 pacchetti di sanzioni». (riproduzione riservata)