«Dal mio punto di vista entro la fine dell’anno potremmo arrivare al 30% di Commerzbank». Lo ha indicato l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, intervenendo giovedi 4 al forum delle banche di Handelsblatt a Francoforte. Lo stesso forum dove, qualche ora prima, l’amministratrice delegata di Commerzbank, Bettina Orlopp, aveva riacceso le frizioni con Andrea Orcel.
«La posizione del governo tedesco, da sempre contrario a un’eventuale acquisizione «sarà un fattore significativo» ha detto Orcel, che però non esclude a priori la possibilità di «presentare un’offerta di acquisizione contro la volontà dell’esecutivo».
Il ceo ha poi ricordato che Unicredit ha «ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie (alla scalata, ndr). Tuttavia se ci sarà un’offerta pubblica di acquisto o meno lo decideranno gli azionisti».
Bettina Orlopp, parlando giovedì 3 settembre dallo stesso palco, aveva definito un possibile ingresso di Unicredit nel consiglio di sorveglianza di Commerz come un elemento «complicato» per la presenza di «un concorrente diretto in quella sede».
Tuttavia, secondo lo stesso Orcel, un’eventuale presenza di un rappresentante della banca nel board di sorveglianza non rappresenta un conflitto di interessi: «Dal punto di vista della normativa ci sono regole per garantire che un membro del consiglio di sorveglianza non possa agire contro gli interessi dell’azienda», ha detto.
«Abbiamo speso miliardi» per costruire la quota in Commerzbank «e come per ogni altro azionista comporta dei diritti. Se tutto va bene, bene, ma se qualcosa non va bene bisogna agire per cambiare le cose, per farle andare bene», ha proseguito, affermando di «mantenere aperta la possibilità di rivendicare un posto nel consiglio».
Rispetto all’operazione, comunque, il numero uno di Piazza Gae Aulenti appare sereno: Unicredit è «esattamente dove vuole essere e siamo molto tranquilli riguardo alla situazione». Anche perché l’operazione, secondo Orcel, porta benefici a Commerzbank: se la banca tedesca continuerà il percorso stand alone in «5-7 anni dovrà probabilmente tagliare più posti di lavoro» rispetto a quanto accadrebbe in caso di acquisizione.
«Non sto cercando di convincere nessuno perché non sto dialogando con nessuno», ha poi detto il numero uno di Unicredit precisando che da parte di Commerzbank «non c’è la volontà di confrontarsi» ma «saremmo molto felici di avere un dialogo costruttivo con chiunque voglia averlo».
Più chiara, invece, la posizione in merito al futuro. «Tutti speculano su cosa succederà prossimamente», ha detto ancora Orcel. «Nessuno sa davvero qual è il piano, ma questo non significa che non ce l’abbiamo. Perché noi abbiamo un piano». (riproduzione riservata)