La Consob sospende ancora l’ops di Unicredit sul Banco Bpm. Dopo una riunione tenutasi nella mattinata di martedì 22 luglio, la Commissione presieduta da Paolo Savona ha concesso altri 30 giorni (dal 23 luglio al 21 agosto), in attesa delle mosse del governo sul golden power. L’offerta avrebbe dovuto concludersi mercoledì 23 luglio. Ora tutto slitta almeno a fine agosto.
La decisione Consob è stata presa alla luce della decisione del Tar del 12 luglio che ha annullato parzialmente il dpcm del governo Meloni e della lettera della Commissione Ue di due giorni dopo (14 luglio) che critica l’impostazione giuridica dei poteri speciali di intervento nelle operazioni di m&a.
Come previsto dall’articolo 102 del Tuf, il provvedimento della Consob fa riferimento a due fatti nuovi, tali «da non consentire ai destinatari di pervenire a un fondato giudizio sull’offerta». Da un lato la sentenza del Tar Lazio del 12 luglio, che ha annullato il dpcm del golden power aprendo alla possibilità di un nuovo intervento da parte del governo; dall’altro lato la valutazione preliminare della Commissione Ue del 14 luglio, secondo cui l’Italia con i paletti all’operazione Unicredit – Banco Bpm avrebbe violato le regole europee sulla libera circolazione dei capitali e sulle competenze esclusive della Bce.
A conferma della delicatezza della situazione, Unicredit «ha chiesto alla Presidenza del Consiglio e all’amministrazione competente per il monitoraggio di avviare un contradditorio in merito alle prescrizioni imposte dal dpcm, al fine di dare seguito alle indicazioni contenute nella Sentenza del Tar». Si fa poi riferimento ai 20 giorni lavorativi che la Commissione Ue ha concesso all’Italia per fornire le proprie osservazioni prima di adottare una decisione definitiva.
Tutto ciò, scrive Consob, determina «una dinamica procedurale ancora in evoluzione fonte di incertezza e indeterminatezza» per i destinatari dell’offerta, i quali devono potere disporre di un «quadro informativo il più possibile chiaro, completo e non fuorviante, a fronte di elementi sopravvenuti alla presentazione dell’ops»
La scelta dell’authority guidata da Paolo Savona arriva al termine di giorni convulsi e di valutazioni giuridiche non scontate. Ancora alla fine della scorsa settimana lo stesso presidente aveva manifestato pubblicamente dubbi sulla possibilità di estendere ulteriormente i termini dell’offerta: «Stiamo studiando se abbiamo il potere di poter concedere altro tempo. Ci troviamo di fronte a una situazione che non è ancora stata chiarita, perché non sappiamo se abbiamo dei poteri», aveva dichiarato Savona. Dubbi condivisi dai commissari dell’authority che avrebbero espresso punti di vista diversi sulla partita.
L’ops può durare al massimo 40 giorni e la finestra temporale si sarebbe chiusa mercoledì 23 luglio. Tuttavia, vista la complessità del dossier e il coinvolgimento diretto del governo italiano tramite il golden power, Consob alla fine ha scelto di autorizzare il nuovo rinvio.
Unicredit è appesa all’esito dell’istruttoria avviata dalla Commissione Europea in merito all’applicabilità e alla portata delle condizioni imposte da Palazzo Chigi. Dopo la ricezione della lettera formale da Bruxelles, l’Italia ha 20 giorni lavorativi per rispondere (teoricamente fino all’11 agosto), con possibile proroga. Solo allora la Dg Comp potrà esprimere una decisione, ma è improbabile che il verdetto arrivi prima della fine di agosto.
Per la banca l’estensione della scadenza è un passaggio obbligato. L’istituto guidato da Andrea Orcel ha bisogno di tempo per capire se l’operazione potrà essere portata a termine senza subire modifiche sostanziali imposte dal governo. Le eventuali condizioni legate al golden power – che potrebbero includere obblighi di dismissione o limiti all’accesso a dati sensibili – rischiano di alterare il valore e la sostenibilità del deal.
Nel pomeriggio del 22 luglio è attesa la delibera ufficiale della Consob, che formalizzerà la nuova sospensione. Contestualmente il cda di Unicredit si riunirà per approvare i risultati del primo semestre e prendere atto della decisione del regolatore. Mercoledì 23 invece Orcel parlerà al mercato: nel suo intervento è atteso un aggiornamento sullo stato dell’ops, i prossimi passi e le strategie per fronteggiare l’incertezza regolatoria.
Restano però margini di incertezza sulla reale utilità del provvedimento di Consob. L’ops di Unicredit ripartirà il 22 agosto ma, a quel punto, resterebbe una sola giornata utile per raccogliere le adesioni, circostanza che desta perplessità sul piano operativo. Tra gli operatori emergono dubbi anche sulla conferibilità delle azioni eventualmente acquistate durante il periodo di sospensione, visto che non sarà possibile aderire all’offerta prima della riapertura. In assenza di ulteriori sviluppi, è insomma possibile che lo stop non sia risolutivo e che, a metà agosto, Unicredit debba valutare nuove mosse per portare avanti l’operazione, compreso il lancio di una nuova offerta. (riproduzione riservata)