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Unicredit - Banco Bpm, governo freddo sulla revisione dei paletti Golden Power
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Unicredit - Banco Bpm, governo freddo sulla revisione dei paletti Golden Power

23 aprile 2025, 21:00 Ultimo aggiornamento: 21:20

In salita il tentativo di Piazza Gae Aulenti di ridiscutere i diktat. L’altolà di Commissione Ue: le prescrizioni siano proporzionate e nell’interesse pubblico. Al vaglio ci sono le esigenze di sicurezza nazionale del Dpcm. Bessent: chi ha finanziato la Russia non potrà ricostruire l’Ucraina

Il governo rimane freddo sulla richiesta di Unicredit di ridiscutere le prescrizioni Golden Power sull’ops Banco Bpm. Dopo il provvedimento di venerdì scorso, la banca guidata da Andrea Orcel ha chiesto chiarimenti all’esecutivo, anche per capire se c’è spazio per ammorbidire i veti. Contatti sarebbero in corso con il Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo, l'organo di Palazzo Chigi che ha gestito l'istruttoria ed emesso il provvedimento, ma l’esito dei colloqui appare incerto.

I primi segnali che arrivano da Roma non appaiono incoraggianti e, per giustificare le prescrizioni relative all’uscita dalla Russia, ieri fonti vicine all’esecutivo citavano le dichiarazioni rese dal segretario al Tesoro Usa Scott Bessent a Washington durante il vertice del Fmi: «Nessuno che abbia finanziato o fornito supporto alla macchina bellica russa sarà idoneo a ricevere fondi destinati alla ricostruzione dell’Ucraina». Parole che, pur senza contenere riferimenti a Unicredit, dimostrerebbero la forte attenzione di Washington per l’esposizione dei gruppi occidentali a Mosca.

Intanto le prescrizioni Golden Power che il governo ha imposto all'operazione Unicredit-Banco Bpm sono finite sotto la lente della Commissione Europea, mentre tra le contromosse di Piazza Gae Aulenti spunta anche un possibile ricorso alla Corte di Giustizia Ue. A meno di una settimana dall’approvazione del dpcm Bruxelles avrebbe avviato un primo esame informale del provvedimento con l’obiettivo di valutarne la compatibilità con le normative comunitarie.

Gli Stati hanno la facoltà di attuare restrizioni alle libertà di mercato attraverso leggi nazionali, purché però gli interventi siano proporzionati e basati sul legittimo interesse pubblico. Il messaggio è stato ribadito ieri da un portavoce della Commissione. Non mancano precedenti di contenziosi tra Bruxelles e i governi sull’utilizzo dei poteri speciali. Nel febbraio del 2022 la Commissione ha bocciato il veto posto dall'Ungheria all'acquisizione della compagnia nazionale Aegon da parte del gruppo assicurativo austriaco Vig.

Non è detto che questo sia l’esito delle prescrizioni imposte a Unicredit per l’ops su Banco Bpm, ma di certo le esigenze di sicurezza nazionale invocate dal Dpcm non convincono sino in fondo. È un fatto per esempio che la partecipazione di investitori internazionali all’azionariato non alteri il profilo italiano di Unicredit, che mantiene sede e radicamento in Italia.

I possibili ricorsi di Unicredit

A Piazza Gae Aulenti peraltro si è iniziato a ragionare su ricorsi contro il decreto. La normativa prevede l'appellabilità solo in sede amministrativa (Tar e Consiglio di Stato) ma, secondo quanto si apprende, i vertici di Unicredit potrebbero appellarsi anche alla Corte di Giustizia per sondare la compatibilità dei veti con il diritto Ue. Queste opzioni dovrebbero arrivare al vaglio del cda di Unicredit entro il fine settimana. In tempi brevi potrebbe arrivare anche una integrazione del prospetto per l’ops alla luce del provvedimento del governo.

L’offerta è arrivata ai nastri di partenza e dovrebbe partire lunedì 28, anche se Unicredit rimane cauta sull’esito: «La banca non è in grado di prendere alcuna decisione definitiva sulla strada da seguire in merito all'offerta», spiegava una nota di martedì 22. Questo pomeriggio invece il Banco diffonderà il comunicato dell’emittente. Il documento, previsto dalla normativa sulle offerte pubbliche, dovrebbe ribadire le argomentazioni fatte più volte dal ceo Giuseppe Castagna negli ultimi mesi, a partire dalla bocciatura senza appello dell’ops. (riproduzione riservata)



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